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JAROMIL,
HACKER ART E
ARTE DELL'INTERFERENZA
Txt:
Annamaria Monteverdi
Jaromil
rasta coder abruzzese, programmatore GNU/Linux,
fondatore nel 2000 del network di autoproduzioni
dyne.org,
è da tempo conosciuto dalla comunità
informatica e artistica perché attivissimo
nel campo della creatività applicata alla
creazione di software liberi per la manipolazione
video in tempo reale, da impiegare in vj set o
scenografie digitali (FreeJ),
per streaming audio-video e radio web (MusE).
Dalle BBS, all'hasciicam, alla software art, fino
alla programmazione open source in sistema GNU/Linux.
Suo è il famoso virus software o forkbomb
per l'esposizione I love you - Museo di arti applicate
di Francoforte.
Tutte le sue creazioni sono liberamente disponibili
in rete sotto licenza
GNU General Public License
(Fondazione per il Software Libero). E' da poco
on line Streamtime.org,
un progetto di network di Radio Reedflute in collaborazione
con Rastasoft, sviluppato con artisti e attivisti
dall'Iraq e da ogni parte del mondo. Jaromil
si è connesso in rete molto giovane, nel
1991 (Neuromante, BBS): era un hacker ed è
attualmente uno degli "hacker evoluti"
che hanno applicato la creatività e l'intelligenza
dell'hackeraggio in un campo come quello del software
libero. Un sistema chiuso ti permette solo di
stare dentro le regole, il punto di vista hacker
è come forzarlo. Anche grazie a Jaromil
la figura dell'hacker è diventata quella
del programmatore puro e rigoroso che opera diversamente
e contro le regole delle multinazionali dell'informatica
come la Microsoft e contro in generale i programmi
proprietari, provando a ridefinire il "campo
operativo" dell'informatica applicata all'arte
e all'attivismo.
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Un
incontro con la filosofia open source è
qualcosa che modifica la percezione dell'arte
e la funzione dell'artista: nel mondo del software
libero non esistono più confini autorali
e limitazioni: un programma creato e riversato
in rete secondo il principio del copyleft ha un'estensione
creativa fuori dal controllo di colui che lo ha
generato: può arrivare ad avere centinaia
di migliaia di altri potenziali nuovi autori-attori-attuatori
che possono modificarlo rigenerando un flusso
di dati e mantenendo pubblico il codice sorgente.
"Uno dei motti storici e che è non
abbiamo né re né regole - dice Jaromil
- crediamo nel consenso approssimativo e nel codice
che gira. La cosa che mi ha spinto ad avere a
che fare con il computer è stata la curiosità
di sapere come funzionano, invece quello che mi
ha portato al software libero è l'idea
di avere il codice. Con i sistemi attuali in commercio
non c'era libertà di imparare i codici.
Ho iniziato ad avere a che fare con la Demo
Scene, una scena
molto competitiva (Assembly
in Finlandia;
The Italian Gathering -TIG
nel '96, '97 e '98 che abbiamo organizzato a Pescara)
in cui i programmatori non si scambiavano facilmente
i codici. L'idea era quella di fare le cose migliori
usando minor memoria possibile. A parte il fatto
che erano competizioni, esibizioni di programmazione,
ma erano anche e soprattutto luoghi di scambio
importanti. Sono scene underground di crescita,
di scambio. Il software libero non è però
mai entrato in questi ambienti. Non è prassi”.
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Annamaria
Monteverdi:
All'inizio quando facevi hackeraggio, davi un
valore politico a questo, avevi intenzionalità
ideologica?
Jaromil:
Sono stato "bustato" presto. Mi hanno
preso cioè. Da lì ho smesso di bucare
sistemi. Era però interessante: una delle
ultime “visioni” quando bucavo sistemi
era quella di 30 macchine che insieme mandavano
musica. Fare delle radio pirata nelle macchine
che bucavo. Ma ne sono uscito bene. Ho smesso
di fare cose per cui potevo essere preso; l'hacking
è "metterci le mani dentro",
riuscire a modificare le dinamiche di certi sistemi.
Prima che intenzionalità ideologica penso
che sia stato un fatto di attitudine, insieme
a un interesse e a una perversione per la macchina.
L'Hacking oggi è storpiato, ha sempre un
significato negativo, dispregiativo. Ma chi buca
lo fa spesso senza neanche sapere le conseguenze.
Il sedicenne che "smanetta" con il computer
è interessato al mezzo, sviluppa il suo
piccolo mondo, dove sta il problema? Si sta parlando
di sistemi proprietari venduti con contratti di
assistenza carissimi che la gente paga e che appunto
un sedicenne riesce a bucare. L'Open source è
ormai una cosa accettata. Una comunità
scopre il bug, lo aggiusta, segue un flusso che
ha a che fare anche con chi buca, con l'hacker.
Annamaria
Monteverdi: Hai cominciato a collaborare
in ambito artistico con la programmazione, i primi
lavori in che direzione andavano?
Jaromil:
Ho un rapporto di immediatismo con le macchine,
se ci sei ci sei, ma se non ci sei...come per
il teatro! Tra le prime rappresentazioni teatrali
autoprodotte c'era uno spettacolo che si chiamava
Tubo Catodico che parla della tv e di come questa
ci condiziona. Lo portiamo in giro ancora. Lo
abbiamo fatto al Kaos tour di Roma e due anni
fa a Bari grazie a Alessandro Ludovico di "Neural",
poi in Austria a Graz presso ESC.mur.at. Si tratta
di una proiezione e di una messa in scena di un
uomo qualsiasi; Francesco Paolo Isidoro che aveva
studiato Commedia dell'arte con la maschera neutra.
Poi però un hacker gli entra nella tv....Per
lo spettacolo che ancora rappresentiamo, prendiamo
il segnale tv dove siamo e lo elaboriamo con il
programma FreeJ; sul video posso applicare degli
effetti per rappresentare le interferenze degli
hacker aggiungendo le voci di Artaud e Burroughs.
Un teatro di interferenze. Abbiamo fatto anche
il sito http://tubocatodico.dyne.org
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Annamaria
Monteverdi: Altre collaborazioni in teatro?
Jaromil:
Ho lavorato con
Roberto Paci Dalò e
Isabella Bordoni. Sono artisti che stimo
tantissimo. Con Giardini Pensili ho fatto una
vera “esperienza teatrale sul campo”.
La mia collaborazione era in veste di programmatore
video (Animalie, Metamorfosi; Affreschi e Il Cartografo);
in generale sono dell'idea che la tecnologia a
teatro vada affrontata con spessore, senza rassegnarsi
a ciò che esiste, creare qualcosa di nuovo
rispetto alle esigenze. Poi sono partito per l'Austria;
mi sono scontrato con questa cultura mitteleuropea
lavorando all'Ars electronic center, sezione Future
lab. In genere cerco un approccio più direttamente
politico. MuSE Multiple Streaming Engine per esempio
è un programma libero per farsi "radio
pirata" da casa. Con MuSE il progetto era
di mettere dentro Mp3, ti colleghi al server tipo
http://radio.autistici.org e puoi fare streaming.
Annamaria Monteverdi:
Qual è la filosofia del programma libero
e quale la caratteristica dei tuoi software?
Jaromil::
Oggi tutti i prodotti, liberi o no, tutti i sistemi
offrono gratuitamente il player ma se vuoi produrre
devi pagare; è uno schema per una fruizione
“consumistica”. La tv la puoi accendere,
la radio pure ma non puoi parlare! Ora con Internet
puoi parlare. MuSE si caratterizza proprio come
programma che ti permette di parlare, di fare
in rete una radio, c'è un codice sorgente,
tutto software libero, c'è pure il live
stream! Streamtime.org invece è un network
di media attivisti impegnati ad assistere media
locali soprattutto in aree di crisi come l'Iraq
e a connetterli. Nasce da una collaborazione allargata
e serve per fare nascere radio streaming anche
a Bagdhad; il 2 aprile abbiamo provato insieme
con giornalisti, a streammare il Festival di poesia
"Merbed" insieme con Salam Khedher,
un poeta di là che fa un programma settimanale
su una radio indipendente, Radio Nas. Il Festival
si è tenuto però per motivi di sicurezza
a Bassora. Non c'è spazio per qualcosa
di civile a Baghdad. Così il due aprile
dynebolic.org ha dato spazio e visibilità
ai blogger di Baghdad con cui abbiamo rapporti
diretti e che hanno una propria voce. Per il resto
da questa parte siamo in una campana di vetro,
ci raccontano quello che vogliono sulla guerra.
Personalmente non sono mai stato a Baghdad, ma
ho operato in zone di guerra, in Palestina, da
cui il mio progetto di net-art http://farah.dyne.org
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Annamaria
Monteverdi: A proposito dell'hasciicam:
come funziona e come è nata l'idea?
Jaromil::
La web cam collegata al computer ti permette di
trasformare in codice hascii, cioè in caratteri
e lettere della tastiera, un frame video. Il programma
si preoccupa di salvare il file e mandarlo on
line. FreeJ invece prosegue l'esperienza di MuSE.
E' un software che raccoglie le cose che ho fatto
in teatro. E' un algoritmo, Si possono aprire
video, si possono mettere in trasparenza, si possono
mandare avanti e indietro, si possono mettere
i testi, si possono aggiungere parole, ruotare
immagini. Una programmazione procedurale del video.
E' un'interfaccia “old school”, vecchia
maniera, come sui computer di 10 anni fa, tutta
di testo.
Annamaria Monteverdi:
Racconti la storia del codice-virus poetico?
Jaromil::
Le bombe logiche o forkBomb esistono nel campo
dell'informatica da piu' di dieci anni, forse
anche più di venti. Sono programmi che
crashano il computer; il sistema riproduce se
stesso in modo esponenziale finché termina
le proprie risorse. A Transmediale qualche anno
fa venne premiata una certa opera di software
art che era in realtà una forkbomb che
mandava una frase lunghissima sullo schermo mentre
i computer crashavano. Alex
Mac Lean era quello che vinse con quella
forkbomb. Feci presente alla giuria la mia opinione:
che per me per giudicare l'opera devi guardare
alla bellezza del codice che in questo caso era
orrendo. Ho fatto allora una Bomba logica - una
forkbomb ristretta in meno lettere possibili-
che è il codice-virus che attacca i sistemi
Unix, per l'esposizione
I love you, Museo di arti applicate di Francoforte
che il direttore chiamò "opera poetica".
Questo: :(){ :|:& };:
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Annamaria
Monteverdi: Dyne:bolic cose è invece?
Jaromil::
Dyne:bolic è un cd che ti permette di cominciare
a conoscere GNU/Linux senza installare Linux,
cosa che per la maggior parte delle persone è
difficile. Gira su tutti i computer, vecchi Pentium
1, su computer che non hanno hardisk. Serve per
Veejay, per fare audio e video, per editare audio
e video, per fare immagini 3D, sistemi di videoconferenza.
Nasce da collettivi quali autistici/inventati.org,
FreakNet.org, Olografix.org, Dyne.org e
riassume un po' di esperienze. L'ultima versione
è stata scaricata e pubblicata in 500.000
copie.
http://rastasoft.org/
http://tubocatodico.dyne.org
http://radio.autistici.org
http://farah.dyne.org
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