digimag
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Testata registrata presso: Tribunale di Milano, N° 240 del 10/04/2006 // Codice ISSN: 2037-2256
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:::DIGICULT:::
:::DIGIPOD:::


Editing / Photo Editing:
Marco Mancuso

Cover: Nino Romeo

Contenuti:
Giulia Baldi, Francesco Bertocco, Silvia Bertolatti, Lucrezia Cippitelli, Teresa De Feo, Luigi Ghezzi, Carla Langella, Simona Fiore, Donata Marletta, Matteo Milani, Annamaria Monteverdi, Pasquale Napolitano, Clemente Pestelli, Stefano Raimondi, Zoe Romano, Silvia Scaravaggi, Massimo Schiavoni, Giulia Tiddens,

Traduzioni:
Martina Salvioni, Elena Ferrario
 

 

 

 

 

 

 

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SOCIAL NETWORKS
//Giulia Baldi

NETWORKING
//Giulia Tiddens

 

 

 

MODELLI DI CREATIVITA' DISTRIBUITA:
IL CROWDSOURCING

Txt: Giulia Baldi
Area: Social Networks

Forse era prevedibile, di sicuro è significativo: Creative Review ha incluso il crowdsourcing (o meglio, il crowdsourcing digitale dei creativi) tra gli argomenti trattati nel numero di dicembre, quello dell'“Year in Review”. Non ho ancora la rivista, ma da qualche tempo sto facendo ricerche sui modelli di crowdsourcing e credo che rappresentino un’opportunità talmente interessante per i creativi, qualunque sia il media con cui si esprimono, che anche noi dovremmo celebrare, e con l'occasione diffondere il verbo. Noto in termini accademici come “modello distribuito di soluzione dei problemi e di produzione dei contenuti”, e definito nel linguaggio del marketing come “appalto delle attività normalmente svolte da un unico fornitore a un gruppo di persone o a una comunità" crowdsourcing è un neologismo usato per la prima volta da Jeff Howe, direttore di Wired US, in un articolo che risale al 2006. Qui, Howe descrive...

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MEDIAMATIC TRAVEL:
TURISMO CULTURALE ONLINE

Txt: Giulia Tiddens
Area: Networking

Il progetto Mediamatic travel, messo in atto dal Mediamatic Bank, uno dei centri culturali più importanti di Amsterdam e d'Europa, è pronto a rivoluzionare il mondo del turismo culturale. Collegandosi al seguente sito http://travel.mediamatic.net/ è possibile consultare una lista interminabile di città sparse per il mondo con le quali è possibile interagire seguendo logiche decisamente innovative. Con una spesa minima sarà possibile recarsi nella località prescelta entrando a contatto con la scena artistica contemporanea grazie ad una guida del posto appartenente a quel determinato settore, oppure si potranno semplicemente reperire delle informazioni su particolari siti che sfuggono alla logica standard delle tradizionali guide tascabili. Percorsi creati ad hoc per artisti o per chi appartiene al mondo delle arti che potranno esplorare le città secondo nuove prospettive. Inoltre questo progetto prevede anche una esposizione...

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ECO HACKING
//Clemente Pestelli

HACKTIVISM
//Zoe Romano


 

LESS TALK, MORE ACTION
INTERVISTA A THE YES MEN

Txt: Dedalus
Area: Eco Hacking

Da alcuni mesi, nel pieno del fermento per le mobilitazioni in vista del COP15 di Copenaghen, è online una interessante piattaforma di coordinamento per i movimenti per che prende il nome di Beyond Talk (letteralmente "Oltre le chiacchiere"). La piattaforma, che nella homepage titola così: "Tired of just hearing about climate change? Then do something. Now" ("Stanco di sentir parlare di cambiamento climatico? Allora fai qualcosa. Adesso."), è una semplice base dati per la promozione di interventi di disobbedienza civile. Gli autori di beyondtalk.net sono Andy Bilchbaun e Mike Bonanno, i componenti del noto gruppo di culture jamming The Yes Men, che da più di dieci anni imperversa sulla scena con agguati ed imboscate mediatiche e che nell'ultimo anno ha focalizzato le proprie azioni sui temi legati al climate change. Senza entrare nel dettaglio delle singole azioni compiute dagli Yes Men di cui tante altre testate...

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L'ORIENTE ATTIVISTA:
TRA CHITARRE E GENTRIFICATION

Txt: Zoe Romano
Area: Hacktivism

Ci trovavamo in Giappone da più di 10 giorni, invitate a presentare il progetto di Serpica Naro all'interno del Cream Festival ma con l'intento principale di incontrare, finalemente di persona, artisti, attivisti, agitatori e organizzatori delle Mayday con cui solitamente manteniamo contatti virtuali. In mezzo ad altre mille cose, una sera ci imbattiamo nella protesta di lavoratori Sud Coreani che, mentre ci beviamo una birra nel baretto Cafè Lavanderia del quartiere Shinjuku, vediamo entrare armati di entusiasmo, spillette e volantini, invadendo in un attimo tutto il locale. Agguantano il microfono del sound system e ci invitano a partecipare alla giornata di azione che si sarebbe tenuta il sabato successivo in vari punti della metropoli. Capiamo subito che la mobilitazione è supportata dai nostri amiciFreeters, sindacato dei precari giapponesi, che sono lì con noi. Ancora a digiuno di attivismo Sud Coreano, cerchiamo di saperne di più direttamente da loro...

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GENERATIVE ART
//Pasquale Napolitano

 

ESTETICA E COMPUTAZIONE:
DALLE ORIGINI DELL'ARTE GENERATIVA

Txt: Pasquale Napolitano
Area: Generative Art

Dopo alcuni anni di attività professionale e creativa, è ormai noto ai più che le immagini prodotte con strategie di tipo generativo sono immagini fluide, frutto di una momentanea cattura di un flusso di informazioni, messe in forma attraverso un lavoro sull'interfaccia, una sorta di "design del processo" che dà vita più che ad immagini, video o suoni, a dei veri e propri meta-dati: immagini, video e suoni in potenza. Queste immagini sembrano rispondere a processi emersi in questi ultimi anni in concomitanza con lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie digitali e delle logiche computazionali di produzione. Nel design generativo, le forme visuali sono visualizzazioni ottenute come risultato di un processo di computazione, presieduto da sistemi formali di regole implementati mediante diversi linguaggi di programmazione e piattaforme tecnologiche. In molti lavori generativi, prodotti sicuramente nell'ultimo lustro, la forma prodotta scaturisce da un procedimento strutturante i cui esiti sono solo parzialmente previsti dal progettista, che si limita a elaborare una sorta di "ipotesi configurativa" per poi lasciar sviluppare autonomamente il processo di computazione e di visualizzazione. Ogni immagine, in ogni suo minimo dettaglio è processo: è un'immagine-processo, un’immagine che si articola come processo, non un processo reso visibile mediante immagini. Dalla manipolazione e dalla configurazione delle forme visuali, il progettista sposta dunque la sua attenzione dai meccanismi sottostanti ai modi della loro visualizzazione. Tali forme trovano nello schermo elettronico il loro luogo di manifestazione specifico. Ma se la creazione dei sistemi e la loro implementazione diviene il focus del progetto generativo, assegnando all'immagine il ruolo di "risultato" del processo formativo insito nel sistema stesso, ciò non significa però declassare il piano visivo e considerarlo come semplice display materiale di un processo immateriale: anzi, è proprio la precisa articolazione del piano della costruzione del sistema con quello della gestione di determinati effetti visivi a determinare il campo d'azione di quello che possiamo definire visual design generativo.

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VIDEO ART
//Francesco Bertocco

VIDEO ART
//Silvia Bertolotti

 

 

 

 

VIDEO LETTER:
QUANDO IL VIDEO DIVENTA COSCIENZA

Txt: Francesco Bertocco
Area: Video Art

C’è una storia che si divide in due parti, come due coscienze che si intrecciano, si sfumano, si abbracciano. Da una parte Shuji Terayama, uomo di teatro, poeta, cineasta d’avanguardia; dall’altra Shuntaro Tanikawa, poeta. Video Letter è la storia di uno scambio, di un passaggio tra l’identità e l’immagine, tra lo schermo (il video, come didascalizzato dal titolo) e la biografia. Tra il 1982 e il 1983, Tanikawa e Terayana decidono di scambiarsi delle lettere visive, registrando prima uno poi l’altro, come mittente e destinatario, dei video tapes privati, fatti di ricordi e immagini intime, di parole, di ritagli di giornale, appunti e piccole fotografie (polaroids, snapshots). Non ci sono regole drammaturgiche dentro questo scambio, le loro video-lettere partecipano alla vita come i gesti di ogni giorno, sono estratti della coscienza, frammenti di immagini e di realtà che, una volta uniti, costruiscono una piramide d’identità, al cui vertice, c’è sovrano...

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BIENNALE PERFORMA 09:
ALLE RADICI DEL VIDEO E DEL NOISE

Txt: Silvia Bertolotti
Area: Video Art

Autunno a New York. Non è l’incipit per un racconto fatto di situazioni romantiche impresse su celluloide o per rêveries vintage. Magari è anche questo, New York è sempre tutto e il suo contrario. Ma un autunno a Manhattan può essere un’instancabile e sempre sbalorditiva passeggiata artistica, che nel mio caso ha avuto la fortuna di avvenire proprio durante i giorni in cui si è svolto un evento eccezionale per noi amanti delle arti digitali ed elettroniche: la Biennale Performa 09, rassegna multidisciplinare e trasversale, che anche quest’anno si è svolta in più locations contemporaneamente, dedicata alle performing arts, in tutte le loro declinazioni. Per questa edizione, tenutasi dal 1 al 22 Novembre 2009, l’idea è stata quella di volgere lo sguardo indietro, verso le origini dell’arte performativa e multimediale contemporanea. Questo curioso ed emozionante flash back artistico ed estetico avviene non a caso in concomitanza con il centenario..

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EXPERIMENTAL
//Matteo Milani

 

CHRISTIAN ZANESI,
L'ATTO DELL'ASCOLTO

Txt: Matteo Milani
Area: Experimental

Christian Zanési è un compositore francese e il responsabile della produzione di programmi radiofonici per France Musique e France Culture presso il GRM (Groupe de Recherches Musicales) a Parigi, istituzione che ha festeggiato l'anno scorso il 50° anniversario, e realtà inserita nella più grande INA (Institut National de l'Audiovisuel). Allievo di Pierre Schaeffer, Zanési è stato recentemente premiato con lo Special Qwartz alla quinta edizione del Qwartz Electronic Music Awards. Lo abbiamo incontrato e intervistato durante il Festival Présences Électronique 09, di cui è direttore artistico, evento che esplora il legame tra la Musique Concrète di Schaeffer e le nuove sperimentazioni sonore (una co-produzione con Radio France). Il GRM è stato, ed è ancora oggi, un luogo unico per la produzione e l'investigazione nel campo della musica elettroacustica. La teorizzazione del suo fondatore Pierre Schaeffer è contenuta nel libro di riferimento "Treaty of Musical Objects - Traité des Objets Musicaux", pubblicato nel 1966, dove il grande compositore Francese sviluppa il suo personale e innovativo pensiero musicale relativo all'Oggetto Sonoro e alla musica concreta (volume di ben settecento pagine, n.d.r.). Consiglio altresì la lettura del saggio di Michel Chion "Guide To Sound Objects" (ora in inglese via www.ears.dmu.ac.uk), una valida introduzione a questa voluminosa opera . Nella teoria schaefferiana, l'ascolto ridotto è l’attitudine che consiste nell’ascoltare un suono astraendosi dalla sua origine e da qualsiasi preconcetto, in modo tale da diventare coscienti del materiale musicale, facendo riferimento solo a ciò che viene udito. Nell'esperienza dell'ascolto, ogni suono deve avere una forma, e ogni forma deve avere un contenuto sonoro. Scopriamo quindi con Christian Zanési il potenziale musicale dei suoni.

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AUDIOVIDEO
//Silvia Scaravaggi

AUDIOVIDEO
//Lucrezia Cippitelli


 

 

 

 

LE LINEE DI INDAGINE E DI RICERCA
DI JOOST REKVELD

Txt: Silvia Scaravaggi
Area: Audiovideo

All’inizio del 2009 è stato presentato per la prima volta sugli schermi d’eccezione del IFFF - International Film Festival Rotterdam, il film #37, nuova creazione sperimentale dell’autore olandese Joost Rekveld (1970, Terneuzen, Paesi Bassi), che ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica grazie all’intensità poetica e alla bellezza visiva che ne contraddistinguono natura e firma autoriale. Quest’opera, lungi dall’essere un semplice cortometraggio per il piacere visivo e percettivo, è una produzione di sperimentazione e ricerca che nasce da un approccio scientifico e filosofico alla natura e alla tecnologia. La grande esperienza Joost Rekveld deriva oltre che dalla sua perenne ricerca personale, alla base di tutta la sua produzione, dai film sperimentali alle installazioni luminose, anche dalla grande conoscenza nell'ambito del cinema sperimentale e dell'audiovisivo acquisita grazie alle collaborazioni come curatore...

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CIMATICS 2009: FESTIVAL E CITTA'

Txt: Lucrezia Cippitelli
Area: Audiovideo

Si è appena conclusa la settima edizione del festival Cimatics 2009 di Bruxelles, dopo una dieci giorni intensa di avvenimenti che hanno coinvolto tutta la città. Il meccanismo di questo festival nato come evento focalizzato su vjing e cultura audiovisiva ed elettronica, sembra oramai essersi stabilizzato sul modello dell' "evento diffuso" (così come era successo per l'edizione passata, si veda il report su Digimag 40 di Dicembre 2008-Gennaio 2009 dal titolo "Cimatics 2008, non solo vjing"), che ha coinvolto cioè la maggior parte delle realtà che a Bruxelles si muovono nell'ambito dei nuovi media. Dal 20 al 29 novembre, una serie di screenings, performances, conferenze, incontri, workshop e serate musicali hanno animato il Museo d'Arte Moderna Bozar, il Beursschouwburg (che da sola aveva ospitato l'edizione del 2007), il centro Imal lo spazio per concerti e performances Les Brigittines, il medialab MediaRuimte (gestito da LAB[au])...

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TECHNOLOGY
//Stefano Raimondi

TECHNOLOGY
//Teresa De Feo

 

 

 

 

IDENTITA' MEDIALI

Txt: Stefano Raimondi
Area: Technology

Penso seriamente che di fondo ci sia un vasto disagio e una grande attesa. Disagio di definizione prima e di identità poi. Attesa del tempo che si modella in storia. Ha ancora senso parlare oggi di “New Media Art” o di “Media Art”, intendendo e includendo nella definizione una sorta di alterità, di diversità, dalle arti tradizionali? Come se fossero mai esistite delle arti non nuove o non mediali o separate dalle scoperte scientifiche o dalle ricerche tecnologiche. Si può eventualmente spingere questo concetto al limite, spostare l’attenzione su quello che è effimero (come stupendamente fece nel 1985 il filosofo francese Jean-Francis Lyotard presentando al Centre Pompidou di Parigi la mostra-labirinto Les Immatériaux) ma l’immateriale o l’invisibile non saranno mai de-mediali. Con de-medializzazione intendo un grado zero di creazione che non è concepibile per il solo fatto stesso di dipendere dal media uomo che è dotato di una...

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MONSIEUR MORIN:
PER L'ETICA DEL PENSIERO COMPLESSO

Txt: Teresa De Feo
Area: Technology

tIncontrare il Signor Morin non è roba poco. E anche chi non lo conoscesse per fama non potrebbe non rimanere affascinato dai i suoi modi eleganti da vecchio francese dalla dita inanellate. E credo così sarà successo. La voce roca, attraverso cui il monsieur si esprime, mai come uno studioso ma come un capo tribù che racconta miti e novelle, riesce subito a creare empatia e portare dentro una dimensione intellettuale a più dimensioni: quella del pensiero complesso. E da subito si capisce, al conspetto dell'anziano filosofo, che il pensiero complesso non è solo un insieme di metodologie, una pratica intellettuale ma l'esercizio di una operatività esistenziale, di un'apertura umana che si pone prima di tutto questo obbiettivo: darsi come fondamento di un'etica nuova, l'etica di cui necessità una coscienza planetaria. Edgar Morin l'11 Novembre scorso si è seduto davanti ad una platea di oltre 2.500 persone...

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INTERACTION DESIGN
//Donata Marletta

WEARABLES
//Carla Langella

 


JONAH BRUCKER-COHEN:
I NEW MEDIA, DAL WEB 2.0 AL WEB 4.0

Txt: Donata Marletta
Area: Interaction Design

tJonah Brucker-Cohen è ricercatore, artista e scrittore che nonostante la sua giovane età ha raggiunto un indiscutibile livello di notorietà e stima a livello internazionale nell'ambito dei new media e delle nuove tecnologie applicate all'arte. Ha recentemente ottenuto il PhD presso il Disruptive Design Team del Networking and Telecommunications Research Group (NTRG), al prestigioso Trinity College di Dublino. La sua tesi di dottorato si basa sul tema della decostruzione dei networks “Deconstructing Networks” ed include progetti che tentano di sfidare e sovvertire a livello critico le percezioni consolidate riguardo l'interazione e il grado di coinvolgimento all'interno dei networks. Jonah è anche professore associato di comunicazione presso l'Interactive Telecommunication Program (ITP) e il dipartimento di Media, Culture, Communication presso la Steinhardt School of Culture Education and Human Development della New York University...

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INTELLIGENZE FLUTTUANTI

Txt: Carla Langella
Area: Wearables

tNella “società liquida”, come la definisce Zygmunt Bauman in “Modus Vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido”, le strutture che delimitano lo spazio dei comportamenti, delle abitudini e delle forme sociali e individuali si dissolvono, creando un contesto caotico e dinamico, in continua trasformazione in cui uomini e donne contemporanei si trovano a dovere passare, continuamente e freneticamente, da un ruolo sociale all’altro. Famiglia, lavoro, vita sociale si alternano, fino a sovrapporsi, pure avendo esigenze e bisogni spesso distanti l’uno dall’altro. Ognuno di questi ruoli richiede un’immagine, dunque un abbigliamento, differente adeguato a esigenze e funzioni che, di volta in volta, emergono nel corso della giornata e della settimana. Gli utenti della moda del futuro saranno nuovi nomadi, spesso in viaggio, che avranno sempre meno tempo a disposizione per occuparsi del proprio look e per cambiare la propria immagine in funzione dei diversi ambiti...

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Techno Theatre
//Annamaria Monteverdi

Performing Art
//Massimo Schiavoni

 

LO SCHERMO E LA CITTA'
CONTINUOUS CITY DI MARIANNE WEEMS

Txt: Annamaria Monteverdi
Area: Techno Theatre

Marianne Weems, regista teatrale fondatrice della compagnia multidisciplinare The Builders Association continua con straordinaria coerenza e forza coinvolgente la sua acuta disamina della tecnologia e della comunicazione mediata dal computer con riferimento alla loro influenza nella società e ai loro effetti nelle interazioni sociali. In Jet Lag aveva criticato il sistema dei media e della “costruzione dell’informazione”; in Alladeen aveva denunciato gli effetti dell’economia globalizzata, con i dipendenti di un call center indiano che venivano istruiti a cancellare la loro identità e il loro idioma per prendere a prestito la cultura e l’accento americano. In Supervision la Weems portava a teatro l’incubo della sorveglianza dopo l’11 settembre: cittadini i cui corpi sono diventati trasparenti, “data body” in un “data space” soggetti all’alienante controllo in una società “post privata” in cui i mezzi di vigilanza sono diventati sempre più invisibili...

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FRANCESCA PROIA:
IL RESPIRO DEL CORPO SOTTILE

Txt: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

“Il mio lavoro consiste nella ricerca di uno stato energetico adatto ad una precisa composizione della scena. La filosofia yoga attraversa il mio progetto di creazione come filosofia che ha a che fare con la creazione del tempo.” Sono passi di Francesca Proia, giovane coreografa e danzatrice di Ravenna che ha fatto dello yoga la propria filosofia di vita, improntandola naturalmente anche negli assoli teatrali danzati minuziosamente, dove il corpo sottile imprigiona e medita un equilibrio di energia ed empatia irripetibile nel panorama della danza d’autore contemporanea. Francesca dopo aver studiato per anni danza si diploma alla Federazione Europea Arti Orientali diventando insegnante di yoga, per poi iniziare dal 2003 una collaborazione artistica con il regista ed attore Danilo Conti, focalizzando il lavoro sul corpo in relazione ad oggetti, spazio e percezione. Ha danzato in tre episodi della Tragedia Endogonidia sotto la direzione...

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SOCIAL MEDIA
//Luigi Ghezzi

NEW MEDIA
//Simona Fiore

 

 



LA BABELE DELL'INNOVAZIONE

Txt: Luigi Ghezzi
Area: Social Media

“A new innovation in medical software”, “Innovation is the hearth of everything we do”, “The House of Innovation”, “Our innovation is back”, sono solo alcuni slogan scelti da alcune multinazionali per rimarcare uno degli elementi cardine della società contemporanea: ”innovazione”. Umair Haque, direttore dell'Havas Media Lab, sostiene che ormai il termine "innovazione", se non sostenuto da pratiche di sostenibilità economica, “feels like a relic of the industrial era”, mentre Clayton Christensen (professore della Harvard Business School e fondatore dell'agenzia di consulenza Innosight) nel suo ultimo testo Seeing What’s Next – Using The Theories Of Innovation To Predict Industry Change fornisce una sintesi convincente delle maggiori teorie innovative, partendo ovviamente dalla sua teoria della Disruptive Innovation, esposta nell'influente testo “The Innovation's Dilemma”, passando all'innovazione delle risorse, dei processi...

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PER IL FUTURO DEL GIORNALISMO:
MODELLI A CONFRONTO

Txt: Simona Fiore
Area: New Media

Il giornalismo e l’editoria stanno morendo? Stiamo assistendo al loro inesorabile declino? Per quanto possano sembrare vere queste dichiarazioni al giorno d'oggi, lo sono solo in parte. Che il mondo del giornalismo e dell’editoria stiano attraversando un periodo di crisi è un dato di fatto. Ma probabilmente le responsabilità di tale situazione vanno attribuite ad un modello di business inadeguato, poco attento al cambiamento che ha caratterizzato negli ultimi anni la società e quindi i consumatori. In questo Internet ha giocato indubbiamente un ruolo decisivo, proponendo un’offerta basata sulla long tail, capace di soddisfare le esigenze più settoriali e di nicchia. Abbiamo assistito alla nascita di utenti multitasking, che non preferiscono un medium ad un altro, ma piuttosto li utilizzano simultaneamente per soddisfare al meglio le loro esigenze. La soluzione al declino del settore del giornalismo e dell’editoria sta quindi nella ricerca di nuovi modelli...

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