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:::DIGICULT:::
:::DIGIPOD:::


Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni

Editing / Photo Editing:

Marco Mancuso

Cover:

Contenuti:
Davide Anni, Giulia Baldi, Silvia Bianchi, Philippa Barr, Loretta Borrelli, Silvia Casini, Claudia D'Alonzo, Luigi Ghezzi, Alessio Galbiati, Elena Gianni, Mark Hancock, Jeremy Levine, Marco Mancuso, Valeria Merlini, Marvin Milanese, Marco Riciputi, Max Schiavoni


Traduzioni:
Monica Amboni,
Emanuele Buongiorno, Luisa Bertolatti
 

 

 

 

 

 

 

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NETWORKING
//Marco Mancuso

NETWORKING
//Mark Hancock

 

 

PERSEPOLIS 2.0:
SUPPORTO CREATIVO ALL'IRAN
Txt: Marco Mancuso
Area: Networking

Quello che sta accadendo in Iran in questi giorni è stato ed è sotto gli occhi di tutti. In seguito a presunti brogli elettorali, il presidente Ahmadinejad è stato eletto nuovamente in Iran lo scorso metà Giugno, scatendando le proteste formali del candidato sconfitto Moussavi che hanno innescato poi moti di protesta ben più violenti e diffusi per le strade di Teheran e delle città principali del paese. Come si temeva la polizia Iraniana non è stata a guardare e ha reagito con una violenza e una repressione senza eguali, arrestando decine di giovani, torturandoli e uccidendo un numero imprecisato di persone per le strade. Repressione che è proseguita anche sulla Rete, luogo deputato per alcuni coraggiosi blogger per diffondere notizie sull'evolversi degli eventi, utilizzando sapientemente anche i social networks come Twitter e Facebook. Le agenzie di stampa di tutto il mondo si sono interessate all'evento, per poi però distogliere...

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VLOGGING,
POETICHE CINEMATICHE CONDIVISE

Txt: Mark Hancock
Area: Networking

I sistemi egemoni della cultura mainstream, dipingono il World Wide Web come il luogo di una serie di grandi siti centrali (ma non per questo globali) controllati da un residuo numero di corporate. I nomi sono noti a tutti coloro che esplorano il mondo mediale moderno: Facebook, Vimeo, Twitter, youTube e altri che o sono scomparsi o stanno soffiando sotto la superficie della nostra conoscenza. Queste piattaforme hanno tutte una loro collocazione specifica, e la maggior parte di noi ormai ne fa uso. Ma ci sono una multitudine di presenze sul web che non sono dei marchi globali, che lavorano contro l'idea stessa di marchio globale e che cercano di crearsi un proprio spazio in cui lavorare. Questo accade quando l'arte digitale è al suo meglio, quando cioè si ritaglia i suoi territori e le sue zone di discussione. Internet del resto funziona così, ha i suoi propri modi standard per declassare i media più comuni e riconfigurarli in un qualcosa di differente...

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P2P
//Marco Mancuso

HACKTIVISM
//Davide Anni


 

PIRATI IN PARLAMENTO:
IL GRANDE SOGNO?!

Txt: Marco Mancuso e Marco Riciputi
Area: P2P

“In soli 42 mesi abbiamo assistito a una crescita esponenziale del consenso verso i nostri temi in tutto il mondo”. E' euforico il board del Pirate Party International, il ramo politico del progetto The Pirate Bay, noto a livello internazionale per essere una delle sedi online sicuramente più spavalde e sfacciate per il Peer to Peer e lo sbambio (illegale) di file, fresco del successo alle elezioni Europee che hanno portato un loro rappresentante dritto dritto dalle maglie della Rete sino alle poltrone di Brussels. E come dargli torto! Il partito dei pirati si è presentato infatti in Svezia e Germania ottenendo uno strabiliante 7,1% nel paese scandinavo che lo colloca tra i partiti di maggior consenso nella fascia degli under 30. Solo lo 0,9% in terra tedesca, buono comunque per acquisire visibilità internazionale e l'accesso ai fondi elettorali, che rappresenta, a detta dei pirati, la rampa di lancio per far meglio in futuro. “Abbiamo scritto una pagina...

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UN NUOVO CENTRO
DI ARTE & TECNOLOGIE

Txt: Davide Anni
Area: Hacktivism

Nasce a Brescia il nuovo Centro di Arte & Tecnologie, con il payoff pensa un idea e mettila in pratica, usato per identificare la personalità del luogo, nonchè dei membri che lo compongono. In prospettiva ad altri centri internazionali come il digital media lab di Ljubljana, Rhizome, Eyebeam, NYResistor, Medialab Prado oppure a realtà più virtuali come Thing.net, Nettime, Spectre, Runme, e aggiungerei per l'Italia Tinker e Digicult, il centro condivide l'esigenza di far emergere le relazioni possibili fra gli artisti ed esperti di attività tecnologiche, ponendosi come ponte fra gli aspetti fondamentali della cultura contemporanea. Non deve confondere l'idea di tecnologia come entità esclusivamente digitale, anzi! la tecnologia deve essere multidisciplinare, legata ai processi creativi, all'intelletto e alla capacità di relazionarsi nella collettività. Potremmo barbaramente fare un analogia con la contestualizzazione di un oggetto tecnologico...

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FREE SOFTWARES
//Loretta Borrelli

GAME ART
//Philippa Barr

 

 

HACKMEETING 2009:
INCONTRO CON LA COMUNITA' DEBIAN

Txt: Loretta Borrelli
Area: Free Softwares

Sul sito ufficiale del progetto Debian si può leggere: “Debian è una associazione di persone che ha come scopo comune la creazione di un sistema operativo libero. Il sistema operativo che abbiamo creato si chiama Debian GNU/Linux, o semplicemente Debian. Un sistema operativo è l'insieme dei programmi di base e altri vari strumenti che permettono al computer di funzionare”. Debian è quindi principalmente una comunità (nata ormai nel 1993) che vede migliaia di sviluppatori sparsi per il mondo uniti dalla devozione per il software libero. In altre parole Debian è una sistema a sviluppo aperto che si basa sulla partecipazione volontaria di milioni di utenti attivi che entrano passo dopo passo nella community, caratterizzati da delle regole e sistemi di votazione per deliberare su determinate decisioni da prendere per lo sviluppo ottimale della piattaforma. Questa comunità nel corso degli anni ha deciso di definire i termini di questa...

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ALESSANDRO DE GLORIA,
DAI GIOCHI X BAMBINI AI SERIOUS GAMES

Txt: Philippa Barr
Area: Game Art

Il Dott. Alessandro de Gloria è un professore di Ingegneria Elettronica e membro del Gruppo Elios presso l'Università di Genova. Questo gruppo è impegnato nella progettazione e lo sviluppo di serious games , che utilizzano la tecnologia interattiva virtuale per creare scenari di gioco a scopo didattico.Il primo gioco creato da Elios è stato Road Rider, un gioco per l'apprendimento delle regole stradali, in cui il gruppo progettava tutto partendo dalla storia per arrivare alla scena 3D o al dialogo umano. Adesso il gruppo di lavoro sta lavorando su Travel In Europe , un progetto che coinvolge 15 partner diversi in tutta Europa per la progettazione di un mondo virtuale il cui scopo è promuovere le opere appartenenti al patrimonio culturale e artistico europeo. In un ambiente online il giocatore si sposterà in uno spazio 3D che riprodurrà la cartina geografica d'Europa, e visiterà le città, affronterà delle prove, migliorerà il loro punteggio...

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EXPERIMENTAL CINEMA
//Alessio Galbiati

VIDEO ART
//Silvia Casini

 

 

 

 

RIP: A REMIX MANIFESTO
UNO SPETTRO SI AGGIRA PER LA RETE

Txt: Alessio Galbiati
Area: Experimental Cinema

I documentari sono spesso noiosi, specialmente quando cercano di farti mangiare qualcosa che insistentemente definiscono essi stessi come “buona” e la cosa – oltretutto – mi irrita. Vivendo in Italia non posso sopportare oltre lo spirito da piazzista d'un qualche tele imbonitore. Non sono certo però che RiP: A remix manifesto (USA/2008) rientri appieno in questa tipologia; forse la cosa è stemperata dal fatto che già dal titolo dichiara la propria vena retorica e probabilmente anche dal fatto che ne condivido la tesi di fondo. Un manifesto, da Marx ed Engels in poi, è un testo a tesi volto a definire una propria Weltanschauung, che si pone quale fine la conquista alla propria causa del fruitore ma soprattutto la creazione d'un fronte comune che condivida riferimenti culturali e rivendicazioni politiche. Parafrasando il celebre incipit del manifesto del partito comunista si potrebbe dire, a proposito del documentario...

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L'ETICA DELLO SGUARDO:
RAY DEPARDON E WILLIAM KENTRIDGE

Txt: Silvia Casini
Area: Video Art

Un fotografo cineasta, Raymond Depardon, a cavallo tra documentario e fiction, vincitore del premio Pulitzer e autore di numerosi reportage in paesi come Biafra, Ciad, Venezuela, conosciuto anche per aver trascorso un periodo nel 1976 presso l'ex ospedale psichiatrico di San Servolo, a Venezia, gira nel 1996 una sorta di docu-fiction su un viaggio in Africa durato tre anni e sul mestiere stesso di film-maker. William Kentridge: nativo del Sud Africa, un artista la cui matrice espressiva è il disegno ma che spazia dalla scultura all'animazione all'installazione video, da sempre si interroga sulla dimensione sociale dell'arte e sulla responsabilità dell'artista. Questo breve articolo non tenta una comparazione tra due artisti i cui linguaggi espressivi sono diversi, le cui biografie non si incontrano se non per il fatto di avere in comune Lei: l'Africa. Quel che segue è un raffronto critico, un'esplorazione di due sguardi, quello di Depardon...

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ELECTRONICA
//Giulia Baldi

CLUBBING
//Silvia Bianchi


 

SOUNDCLUSTERS:
ELECTRONICA ROBOTICA

Txt: Giulia Baldi
Area: Robotics

Soundclusters e' un ensemble di quattro robots (violino, viola, cello e percussioni) creati dall'artista multidisciplinare Roland Olbeter, che si 'suonano' attraverso un midi controller. Su commissione dei festival Faster than Sound (UK) e Sonar (ES), i due 'sonic adventurers' Tim Exile (Warp) e Jon Hopkins (Domino) hanno collaborato con Olbeter (già attivo in passato come set designer sia per alcune opere di teatro interattivo che per importanti performance di Marcelì Antunez Roca, tra cui Afasia da cui la strumentazione del Soundclaster è stata ricavata), e alla composizione di nuovi lavori per questa inusuale band meccanica, creando cosi' le premesse per una esperienza unica di co-operazione musicale live tra uomo e macchina, nonchè per uno spettacolo esaltante.  Non si tratta sicuramente del primo esperimento in questo senso, a partire dalle orchestre meccaniche futuriste per arrivare alla musica robotica di ultima generazione che va a braccetto con le più recenti scoperta nell'ambito dell'intelligenza artificiale...

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SONAR 2009:
LA REGINA MARY ANNE HOBBS

Txt: Silvia Bianchi
Area: Clubbing

Mary Anne Hobbs è la regina indisussa di BBC Radio 1. Nel suo "Experiemental Shows" ogni martedì notte dalle 2.00 alle 4.00 del mattino, Mary Anne propone una selezione delle migliori novità discografiche spaziando dal dubstep al grime, dalla drum&bass all'hip-hop, fino ad arrivare alla techno e al dark dancefloor. In questi anni il suo show ha ospitato artisti come Flying Lotus, The Beastie Boys, Kode 9 & The Spaceape, Bjork, Burial, Matt Groening, Squarepusher, Skream, The Mighty Boosh, Richie Hawtin, Digital Mystikz, Ricardo Villalobos, Oris Jay, Amon Tobin, Shackleton, Skepta, Jeff Mills, Benga, LFO, Breakage, Ryuichi Sakamoto, Trentmoller, Vex'd, The Bug & Warrior Queen, Klute, Remarc, Rustie, Rhythm& Sound e ridisegnato i confini dell'elettronica mondiale da ascolto e da ballo. Nel Gennaio 2006 con Il suo show "Dustep Warz", Mary Anne portò alla luce il fenomeno della Dubstep a livello globale...

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AUDIOVIDEO
//Valeria Merlini

LIVE MEDIA
//Claudia D'Alonzo

 

 

 

PAOLO INVERNI: PATHS
PERCORSI NEI LUOGHI DELLA MEMORIA

Txt: Valeria Merlini
Area: Audiovideo

Il 5 giugno presso la galleria Mario Mazzoli di Berlino è stato inaugurato Paths, l'ultimo progetto di Paolo Inverni, artista audiovisivo piemontese. L'esposizione di Paths, curata da Daniela Cascella e prodotta dalla neonata galleria berlinese, rimarrà aperta fino al prossimo 18 luglio. La mostra, molto delicata nelle atmosfere è un viaggio nel tempo, un tuffo nell'intimità, un percorso a ritroso nei luoghi della memoria. Seppure si parta da materiale autobiografico non si crea una distanza con i fruitori, ma anzi, grazie a diverse modalità di approccio, si innesca un meccanismo di riconoscimento e vicinanza, che tuttavia lascia aperte diverse chiavi di interpretazione. Nell'atrio della galleria una sequenza di sei fotografie di dettagli di luoghi diversi ci introduce ai percorsi di Inverni quattro installazioni collocate in ambienti distinti. Paths in due parti, Recollection e A possible path. Paths, la prima che si incontra, propone un'atmosfera rarefatta. Lo scorrere del tempo...

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FUTURE SOUNDS LIKE PAST TOYS:
INTERVISTA AD APE5 E ERASER

Txt: Claudia D'Alonzo
Area: Live Media

Ape5 è una vecchia conoscenza di Digimag che ci ha fatto piacere “incontrare” in diversi momenti negli ultimi anni per farci raccontare i suoi lavori di video maker e vjing (intervista “Ape5 e Miki Ry”, di Bertram Niessen, Digimag 02) insieme alle sue ricerche da producer con la netlabel Vidaux, che raccoglie molti dei nomi più interessanti della scena live media italiana ("Vidaux, Netlabel per vedere e ascoltare", sempre di Bertram Niessen, Digimag 08). Abbiamo intervistato nuovamente Ape5 insieme al musicista EraSer, per farci presentare il progetto di live audiovisivo Future suonds like past toys. Il progetto nasce nel 2009 con l'obiettivo di stabilire una sinergia tra i flussi di pixer corrotti di Ape5 e l'arte sonora del circuit bending praticata da EraSer su diversi giocattoli del passato. Il live che ne risulta, ogni volta differente, vede nella ricerca dell'errore, nel riciclo di strumenti e manomissione del funzionamento della tecnologia...

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BIO ART
//Marco Mancuso

 

 

 

 

 

L'ARTE E LA CRITICA EPIDEMIOLOGICA
DI GINA CZARNECKI

Txt: Marco Mancuso
Area: Bio Art

Gina Czarnecki è senza ombra di dubbio un'artista consapevole e sensibile. Sia per le tematiche delicatissime che affronta con enorme coraggio, sia per i soggetti e le modalità di analisi e di ricerca su cui ha scelto di lavorare, sia per l'impatto estetico e la fascinazione del suo lavoro. Questa è la sensazione che traspare dai suoi lavori audiovisivi ambientali, confermata e forse addirittura accentuata nel momento in cui si ha il piacere di conoscerla e di intervistarla. Rappresentata dall'agenzia Forma, la britannica Gina Czarnecki lavora con le modalità e i tempi dell'insallazione, riflettendo su tematiche tanto complesse da trattare quanto difficili, maledettamente difficile da tradurre in opera d'arte: la critica epidemiologica da un lato e dall'altro gli effetti che un virus, un agente esterno, una malattia, una modificazione genetica possono avere sull'elemento corporeo e motorio dell'uomo. Che in questa occasione, dimostra tutta la sua infallibile precarietà e fragilità, la sua bellezza e la sua spontaneità decadente e quasi marcescente nell'epoca del grande sviluppo bio-tecnologico.Un'analisi e una critica, queste, che però non si fermano ad una "semplice" riflessione sui possibili effetti macroscopici e superficiali di un'eventuale infezione, ma che attraverso studi e ricerche compiuti su testi di Francis Galton e Stephen Corbett e per mezzo di un melting di esperienze, ricordi ed emozioni presenti e passate (la permamenza in quarantena in un ospedale dopo un virus contratto in Africa, i racconti del nonno paterno sulla sua esperienza nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e gli esperimenti batteriologici da loro condotti) diventano pretesto e strumento per un'analisi “delle affinità e delle differenze delle varie infezioni di natura biologica, delle realtà culturali, politiche ed economiche connesse agli studi su queste malattie e alle economie di Ricerca e Sviluppo utilizzate per il loro trattamento”. Una riflessione, quella dell'artista, che prosegue osservando come “tutto questo sia stato collegato ad un'indagine ancora in corso sulle modalità di riorganizzazione e reazione dei sistemi nel momento in cui nuove entità (per esempio nuovi soggetti, organismi mutanti, infezioni, geni “sintetici”, nuove specie) entrano a farne parte.

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INTERACTION DESIGN
//Marvin Milanese

WEARABLES
//Luigi Ghezzi

 


MULTITOUCH BARCELONA
COME "SCALDARE" LA TECNOLOGIA

Txt: Marvin Milanese
Area: Interaction Design

"La tecnologia in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante". Da tempo ormai si sente ripetere questa frase, ma oggi più di ieri sembra davvero che la tecnologia sia alla portata di tutti. Open Source è ormai una porta aperta, un metodo di lavoro che entrerà sempre più a fondo nelle nostre case, accelerando esponenzialmente le possibilita creative e di sviluppo. Segue una breve introduzione che ci porterà a ripercorrere i momenti chiave di questo ultimo decennio, a livello di sviluppo tecnologico e creativo nel campo dell' interazione e dei New Media, per arrivare alla presentazione e all'intervista ad uno dei collettivi artistici piu' interessanti di quest' ultimo anno: MultiTouch Barcelona. Da sempre il web propone dinamiche legate all' interazione (Azione/Reazione) usate diariamente da tutta la popolazione della rete. Flash negli anni ' 90 ha dato colore a questo panorama, dando a tutti gli interessati (includendomi) la possibilità...

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L'IMMAGINAZIONE ATTIVA
E I PARADOSSI DEL DESIGN

Txt: Luigi Ghezzi
Area: Wearables

Le “tecnologie indossabili” sono uno degli scenari più annunciati di convivenza con le nuove tecnologie nella quotidianità: sia che svolgano funzionalità di ausilio sportivo o medico, di comunicazione mobile o di potenziamento sensoriale, esse vanno annoverate tra gli scenari più diffusi della progettazione e dal design tecnologico. Lo sviluppo di queste applicazioni, sempre a cavallo tra creatività ed evoluzione, sembra ricadere pienamente tra i casi di “meta design” secondo la definizione elaborata da Elisa Giaccardi e Gerhard Fischer (in Creativity and Evolution: a metadesign perspective, Jounal of Digital Creativity, n.1, Marzo 2008): con il termine di metadesign gli autori intendono infatti un quadro concettuale di design che permetta, grazie a nuove forme collaborative e interdisciplinari di design, nuove infrastrutture tecniche che contribuiscano a migliorare le condizioni sociali ed economiche. Spesso però la programmaticità..

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Performing Art
//Massimo Schiavoni

 

TEATRO A CORTE 09.
ARTE SENZA CONFINI

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

Tempo d'estate, tempo di Festival. In Italia assistiamo in questo periodo dell'anno ad un accumularsi ed un lievitare di incontri ravvicinati con lo spettacolo sia storici che di remota nascita ma non per questo meno validi e rilevanti. Un Festival giovane e moderno, rinomato e competente sotto tutti i punti di vista che ha saputo fare dell'integrazione delle arti e della valorizzazione del territorio il proprio fondamento essenziale – investendo molto sul contemporaneo – è il sorprendente Teatro A Corte che quest'anno arriva alla sua terza edizione. Diretto da Beppe Navello, è il Festival per eccellenza, dove il meglio della scena Europea - con spettacoli internazionali dai linguaggi differenti - si da appuntamento a Torino ed in sette Residenze Sabaude del Piemonte dal 10 al 26 luglio 2009. Proprio il rapporto fra lo spettacolo contemporaneo e le Residenze Sabaude è il cuore del festival che trasforma la visione di uno spettacolo in esperienza unica e irripetibile, frutto dell'incontro tra artisti, architetture e spettatori, immersi in un'atmosfera fuori dal comune. Il Festival infatti nasce dal desiderio di aprire una finestra sulla cultura dell'Europa attraversando i confini fra le arti presentando teatro, danza, circo contemporaneo, teatro equestre, physical theatre, teatro di strada, installazioni, teatro di figura, danza verticale e soprattutto performance in situ , con progetti ideati e realizzati appositamente per il festival e in dialogo con i luoghi e gli spazi che le ospitano.Tra le 6 creazioni in situ in prima assoluta quella che rappresenta più compiutamente la bandiera dello spirito europeo di Teatro a Corte è Flux, spettacolo di teatro equestre a firma dei francesi Théâtre du Centaure. Sempre dalla Francia arriva la compagnia di circo contemporaneo 9.81 dove – movendosi sul filo rosso del rapporto tra l'uomo, lo spazio e le architetture - crea Coléomur intrecciando danza verticale, musica dal vivo e videoproiezioni in un'opera d'arte in divenire. Ad utilizzare le nuove tecnologie è l'environment installation dell' olandese Judith Nab All the people I didn't meet , percorso per 40 spettatori immersi in un itinerario tra il reale e l'immaginario, attraverso video, suoni, immagini riflesse in un grande specchio per un teatro visuale senza attori e senza testo...

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NEW MEDIA
//Elena Granulla

NEW MEDIA
//Jeremy Levine

 



I-REALIZE: ANALIZZARE IL PRESENTE
PER UN FUTURO MIGLIORE

Tx: Elena Gianni
Area: New Media

“Due giorni per accorgersi di problemi irrisolti, proporre soluzioni (tecnologiche?) e stimolare la creazione di nuove start-up disruptive in diversi campi.” Così viene introdotta nel sito web dedicato la conferenza-evento I Realize – The Art of Disruption che si è tenuta il 9-10 Giugno nei fantastici teatri di posa del Virtuality Multimedia Park di Torino. Stimolare la nascita di start-ups in due giorni è un obbiettivo decisamente ambizioso. Che però è stato raggiunto, almeno a parole. In due giorni, tutto ciò di cui ho sentito parlare e ho parlato può essere riassunto in una parola: “Disruption” o, se non altro, in due: “Disruption Wannabe”. Mi spiego: per disruption o meglio per disruptive innovation (innovazioni di rottura), si intende, stando a Clayton M. Christensen, economista che ha introdotto per primo tale definizione, innovazioni tecnologiche che permettono la creazione di un nuovo modello o strategia economica che...

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FISICALITA' EFFIMERA:
PARTICELLE QUANTICHE E ARTE DIGITAL

Txt: Jeremy Levine
Area: New Media

Così come una particella quantistica possiede sia una dimensione virtuale che una fisica, lo stesso vale per un'opera di arte digitale, che esiste sia come codice invisibile sia come visualizzazione. Nella meccanica quantistica, la duplice natura della materia rispecchia la duplice natura di un'opera di arte digitale. Così come un fotone è insieme particella e onda, un'opera di arte digitale risulta essere al contempo una serie di istruzioni e l'esecuzione delle stesse. Arte digitale, software art, o qualsiasi opera che utilizza i media come mezzo di espressione è sia una sequenza di relazioni strutturali (un sistema di processi), sia una sequenza di oggetti discreti nello spazio. Si tratta di un dualismo concettuale piuttosto che di un dualismo fisico. Ma come è possibile che modelli diametralmente opposti dello stesso elemento possano coesistere senza soffrire un minimo di dissonanza cognitiva? Niels Bohr, uno dei fondatori...

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