contributo grafico

:::DIGICULT:::
:::DIGIPOD:::


Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni

Editing / Photo Editing:

Marco Mancuso

Cover:
Yayoi Kusama - Aftermath of Obliteration of Eternity

Contenuti:
Francesco Bertocco, Silvia Bianchi, Loretta Borrelli, Silvia Casini, Lucrezia Cippitelli, Claudia D'Alonzo, Luigi Ghezzi, Mark Hancock, Jeremy Levine, Marco Mancuso, Donata Marletta, Valeria Merlini, Matteo Milani, OtherehtO, Monica Ponzini, Marco Riciputi,
Max Schiavoni, Giulia Simi


Distribuzione:
Creative Commons
 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
NETWORKING
//Giulia Simi

 

 

TECNOLOGIA CREATIVA
E CONSAPEVOLE DEI GOTO10

Txt: Giulia Simi
Area: Networking

Libertà, autonomia e controllo degli strumenti e dei processi di creazione dovrebbero essere la base per ogni progetto non solo artistico, ma anche politico e sociale, che possa considerarsi realmente democratico. Eppure il concetto di autonomia, che porta con sé lo spinoso quanto inevitabile aspetto della responsabilità, sembra allontanarsi sempre di più dai nostri ambienti di produzione intellettuale a qualsiasi livello, trasformati spesso in vuote e "ricattabili" comunità prive di passioni e incapaci di aggregare, e tanto meno condividere, idee visionarie e progetti di trasformazione culturale e sociale. Sarà un caso, o forse no, che tra le migliori proposte per sovvertire il capillare sistema di controllo del tardo capitalismo ci siano quelle provenienti dall'ambiente ipertecnologico di programmatori/artisti. L'idea visionaria quanto realistica è che la capacità di fare rete in modo autonomo e libero sfruttando e ampliando le tecnologie a disposizione possa essere davvero il nodo centrale per un nuovo modello di vita basato sulla condivisione delle informazioni e dei processi a livello locale e globale. Il collettivo GOTO10 (le risposte a questa intervista sono sono state elaborate a nome di GOTO10 da Karsten Gebbert, Claude Heiland-Allen, Aymeric Mansoux, Marloes de Valk e Thomas Vriet ), attivo ormai da anni nell'ambito dell' attivismo tecnologico a livello internazionale, è un ottimo esempio di come un gruppo di programmatori-artisti riesca ad affrontare e vincere le paludi dei nostri tempi attraverso un uso creativo, consapevole e ragionato della tecnologia. Li ho intervistati per farci raccontare alcuni aspetti del loro complesso progetto.  

segue...

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
HACKTIVISM
//Loretta Borrelli

HACKTIVISM
//OtherehtO


 

DAL CFU ALLA FUNEN:
INTERVISTA A JAKOB JAKOBSEN

Txt: Loretta Borrelli
Area: Hacktivism

Poteva capitare lo scorso autunno di camminare nelle piazze delle città italiane e ritrovarsi inaspettatamente tra una moltitudine di persone attenta a seguire una lezione universitaria. Azioni organizzate per portare fuori dal chiuso delle università e delle accademie una pratica consolidata da un po' tempo. L'autoformazione in Italia ha preso la forma di un network Uniriot composto da studenti decisi ad avviare zone di autonomia didattica in cui avessero il tempo di rielaborare la propria formazione e le proprie intenzioni. Non si tratta solo della proposta di una condivisione della conoscenza alternativa alla didattica istituzionalizzata ma anche di un'occasione per fare emergere relazioni tra singolarità, nella consapevolezza di dover essere presenti al proprio contesto sociale, alla propria formazione e al proprio tempo. Questa pratica ha coinvolto anche le Accademie d'arte, in particolare a Milano. Proprio la formazione artistica infatti...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

A_TIVISMO

Txt: OtherehtO
Area: Hacktivism

In questo articolo vorrei presentare alcune delle mie riflessioni sulle forme di protesta all'interno dello spazio dell'arte. Queste asserzioni sono state concepite in occasione della tavola rotonda “Out of the fiction of protest – Arte e attivismo politico” tenuta lo scorso 24 maggio 2009 a Milano. Per sintetizzare il mio pensiero ho deciso di organizzare il testo in tre ipotesi che possono fungere da incentivo allo sviluppo di argomentazioni che negano o confermano un determinato punto di vista. Ipotesi 1: Dentro la sfera dell'arte è linguisticamente impossibile manifestare dell'ATTIVISMO perché tale pratica [ogni forma d'arte politica] viene immediatamente rinominata ARTIVISMO. L'effettuata rinominazione determina l'immagine attraverso la quale questi interventi vengono proiettati pubblicamente. Ciò influisce sulla loro potenza, ovvero sulla potenzialità di impatto della «forza-azione». L'idea che sta alla base di questa ipotesi è che ogni...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
VIRTUAL WORLDS
//Mark Hancock

FREE SOFTWARES
//Marco Riciputi

 

 

_AUGMENTOLOGY 1[L]0[L]1_:
INTERFACCIA TRA DUE MONDI

Txt: Mark Hancock
Area: Virtual Worlds

Il progetto Augmentology 1[L]0[L]1 si estende in una moltitudine di ambienti, come una creatura con molti viticci, esplora e riferisce le informazioni ad un hub centrale, collocato sul blog di Augmentology. Esistente nel virtuale, il compito è quello di esplorare altri mondi sintetici, cercando di riflettere qualcosa della vita al loro interno e nel nostro mondo. L'insieme di idee e progetti che ne consegue può essere considerato come “un manuale sintetico della realtà”, come viene definito da Mez Breeze che ha iniziato il progetto. Mez, insieme a Joseph DeLappe, Shane Hinton, Trevor Dodge e Greg J. Smith sta sviluppando e testando idee provenienti dalle esplorazioni di incontri online e dallo sviluppo delle personalità virtuali, utilizzando una gamma di piattaforme che comprende World of Warcraft, EVE Online e Second Life, così come i siti di social network quali Twitter, Facebook e Friendfeed. I rapporti scritti esplorano i temi ...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

BLENDER E IL 3D
ALLA PORTATA...DI QUASI TUTTI

Txt: Marco Riciputi
Area: Free Softwares

“Blender is the free open source 3D content creation suite, available for all major operating systems under the GNU General Public License”. Dietro questa sintetica definizione che apre il sito ufficiale del software free e open source Blender, non si cela solo un programma per la modellazione 3D, ma un'autentica filosofia di lavoro, oltre che una comunità di utenti sviluppata lungo le direttrici partecipative che le nuove tecnologie aprono in diversi settori. Blender, che sarà protagonista di un interessantissimo workshop nel periodo di warm up del prossimo Hackmeeting di Milano di Giugno, presso l'Università Statale Bicocca. Sopravvivere sul mercato? Non costare nulla. Questa sembra la quadratura del cerchio trovata da Ton Roosendaal, olandese e creatore di Blender, la cui storia parte a metà degli anni novanta, quando il programma fu sviluppato e poi messo in commercio senza esiti soddisfacenti dalla compagnia di Ton...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
VIDEO ART
//Francesco Bertocco

EXPERIMENTAL CINEMA
//Claudia D'Alonzo

 

 

 

 

DOUGLAS GORDON:
IL TEMPO DELLA NARRAZIONE

Txt: Francesco Bertocco
Area: Video Art

Nell'opera del videoartista scozzese Douglas Gordon, uno dei più importanti “visual artists” della sua generazione, premiato a soli trent'anni con il prestigioso Turner Prize (1996), il tempo della narrazione filmica viene stravolto da un nuovo dispositivo, che se ne appropria modificandone l'estensione, il messaggio, e la percezione dell'azione che racchiude. Il trattamento del video trasforma il film in una piattaforma temporale nuova e vasta, in cui la normale distribuzione del tempo a cui siamo abituati è rimessa in gioco dalle sue stesse immagini. Non è un caso che lo stesso Douglas Gordon definisca la sua opera come una ricerca intorno all'inconscio del film, uno strato non percepibile immediatamente, che esiste solo quando il film viene destrutturato. Douglas Gordon sposta la funzione del tempo filmico su di un altro livello, mettendoci di fronte ad una nuova prospettiva del vedere un testo visivo già noto...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

CINEMAHACKING:
INTERVISTA A PAOLO GIOLI

Txt: Claudia D'Alonzo
Area: Experimental Cinema

Paolo Gioli è uno degli autori di riferimento del cinema underground italiano. Ha sperimentato nella sua ricerca sull'immagine e la visione, pittura, fotografia e cinema, decostruendo e spesso inventando ex-novo tecniche e metodi di ripresa e riproduzione. Tra le celebrazioni più recenti del suo lavoro, la 45esima Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, in programma dal 21 al 29 giugno 2009, dedica all'autore un ampio omaggio con una rassegna cinematografica, una mostra di fotografia, ospitata a Palazzo Gradari di Pesaro, e la pubblicazione di un volume, a cura della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Paolo Gioli arriva all'inizio degli anni Settanta al cinema, passando prima da pittura e fotografia. Nel cinema trova strumenti e caratteristiche linguistiche grazie alla quali costruire un suo personale laboratorio della visione. Un laboratorio fatto di procedimenti cercati e giocati, al limite tra la determinazione...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
SOUND ART
//Matteo Milani

SOUND ART
//Marco Mancuso


 

PASSEGGIANDO IN CITTA'
CON CHRISTINA KUBISCH

Txt: Matteo Milani
Area: Sound Art

Christina Kubisch, sound artist tra le più eminenti a livello europeo, nel 2003 ha dato il via a un progetto chiamato Passeggiate Elettriche ("Electrical Walks"). Questo progetto si avvale di cuffie appositamente costruite dall'artista che ricevono segnali elettromagnetici e li trasformano in segnali audio, attraverso un'interazione tra campi di forze che consentono la fruizione di un concerto sonoro ambientale presso spazi e luoghi pubblici appositamente progettati. L'attività di Christina Kubisch consiste quindi nel mappare un determinato territorio, rilevando "hot spot" dove i segnali sonori sono particolarmente forti o interessanti. Il pubblico che indossa le cuffie, partecipa così alla scoperta di nuovi spazi acustici, mediante un percorso uditivo attraverso una fitta rete di informazioni elettromagnetiche invisibili, onnipresenti. In realtà, l'attività della sound artist tedesca è anche molto più varia e viene portata avanti da moltissimi anni...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

GLI ECOSISTEMI SONORI
DI AGOSTINO DI SCIPIO

Txt: Marco Mancuso
Area: Sound Art

Lo confesso, ci tenevo moltissimo. Per chi mi conosce e sa le tematiche di cui mi occupo, è facile immaginare che quando sono stato contattato per scrivere il catalogo della mostra Direct Digital di Modena, curata da Gilberto Caleffi, uno degli artisti a cui ero maggiormente interessato era sicuramente Agostino di Scipio. Soprattutto per la forma di analisi scelta per i testi del catalogo: l'intervista, elemento di riflessione sull'opera esposta frutto di un contatto diretto con l'autore, momento di confronto aperto, e si spera onesto, tra artista e critico. L'intervista che segue è quindi la versione completa dell'intervista fatta con Agostino di Scipio per Direct Digital, che per esigenze editoriali non è stata ovviamente pubblicata nella sua interezza all'interno del catalogo. Di Scipio, che all'interno della mostra Modenese, tra le stanze dell'ex Ospedale Sant'Agostino, ha portato uno delle sue installazioni sonore ambientali sicuramente più interessanti e mature...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
AUDIOVIDEO
//Monica Ponzini

VJING
//Silvia Bianchi

 

 

LO SHOPPING RASTER NOTON

Txt: Monica Ponzini
Area: Audiovideo

Sperimentazione. La produzione artistica di Carsten Nicolai (aka alva noto), uno dei pochi artisti nell'ambito del l'arte digitale che non ha bisogno di alcuna presentazione, è da sempre caratterizzata da un elemento di costante ricerca: dalle frequenze sonore ai visuals, l'estetica digitale e minimale, in cui noise e glitch si legano alla matematica e a forme geometriche, ha attraversato un'evoluzione che lo ha reso uno degli artisti più importanti, longevi e affermati del panorama elettronico internazionale. La linearità e la costante investigazione verso nuove forme espressive e multimediali ha segnato anche le realizzazioni della sua etichetta di produzione audiovisiva Raster-Noton (o meglio: raster-noton . archiv für ton und nichtton ), che Cartsen Nicolai ha fondato e tutt'ora cura con Olaf Bender (aka Byetone), musicista anch'egli e parte del rooster della label Berlinese. Una piattaforma e un network che non si ferma...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

MAPPING FESTIVAL

Txt: Silvia Bianchi
Area: Vjing

L'ultima edizione del Mapping Festival, si è svolta dall'8 al 17 di maggio nella fervente Ginevra. Il festival, che si distingue tra i molti festival dedicati alla musica elettronica che animano la città svizzera per il suo taglio preminentemente visuale, si è confermato anche quest'anno non solo come una vetrina incredibile per il panorama internazionale del vjing, ma anche come prova di vero stile svizzero nell'organizzazione tecnica e nella nutrita programmazione. Ho avuto la fortuna di partecipare come artista alla prima giornata del festival e sono rimasta a bocca aperta nel constatare come gli sviluppatori di Module8, siano anche degli infallibili organizzatori di eventi, capaci di gestire un festival ricchissimo articolandolo per il centro di Ginevra con maestria, grazie all'uso di svariati spazi tra cui il Bâtiment d'art contemporain, il Galerie Labo, L'écurie, Le Cabinet, Le Spoutnik, e Le Zoo / Usine. L'attenzione per le esigenze di un vj, a partire dalla presenza...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
ART+SCIENCE
//Silvia Casini

TECHNOLOGY
//Luigi Ghezzi

 

 

 

 

 

SCIENCE IS SEXY: FELICE FRANKEL

Txt: Silvia Casini
Area: Art+Science

“I'm not an artist”. “I put science into pictures”. Così esordisce Felice Frankel: fotografa scientifica presso l'MIT, il 20 maggio scorso ha presentato e discusso il suo lavoro nel contesto del seminario "Parlare di scienza con le immagini: la fotografia scientifica", organizzato dall'Università di Trento nell'ambito del programma "Scrivere e Parlare di Scienza". Autrice di numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo "Envisioning Science, On the Surface of Things e Images of the Extraordinary in Science" con George M. Whitesides, Felice Frankel ha percorso molteplici strade nel corso della sua carriera professionale: dagli esordi come biologa e tecnica di laboratorio, al lavoro in qualità di fotografa d'architettura esterna, a una borsa di studio come “artist-in-residence”, alla sua attuale carriera di fotografa scientifica. All'interno del laboratorio scientifico, grazie alla collaborazione con gli scienziati, Felice Frankel traduce in immagini...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------ top -----------

A 50 ANNI DALLE DUE CULTURE
DI BARON SNOW

Txt: Luigi Ghezzi
Area: Technology

7 maggio 1959; siamo all'Università di Cambridge, presso l'annuale Sir Robert Rede's Lecturer. Un fisico e scrittore inglese tiene una conferenza dal titolo “The Two Cultures” con la quale attribuisce molti problemi politici, ambientali e culturali mondiali del tempo alla rottura di comunicazione che è avvenuta tra la scienza e le discipline umanistiche. Il nome del relatore è Charles Percy Snow, "Baron Snow" per l'esattezza, e la sua famosa definizione delle “due culture”, tanto semplice quanto controversa, diventerà un topos dei dibattiti culturali ed epistemologici della seconda metà del Novecento. Sono passati cinquant ' anni da quell' intervento e l 'anniversario non è sfuggito alle riviste scientifiche del mondo anglosassone: hanno sottolineato la forza propulsiva della formula di Snow che se da un lato si è rivelata subito troppo dicotomica, dall'altra ha attivato una serie di importantissimi dibattiti pedagogici ed epistemologici tra i modi di produrre...

segue...

 

 

 

 

 

----------------------------------
SOUND DESIGN
//Silvia Scaravaggi

INTERACTION DESIGN
//Jeremy Levine

 

 


THE MURDER OF CROWS

Txt: Valeria Merlini
Area: Sound Design

Fino a pochi giorni fa è stato possibile visitare l'installazione “The murder of crows” di Janet Cardiff e George Bures Miller nella sala principale dell'Hamburger Bahnhof di Berlino, museo dedicato all'arte contemporanea. I due artisti canadesi, noti per i loro progetti multimediali, che combinano elementi scultorei, visivi, installativo/sonori e narrativi, collaborano insieme dalla metà degli anni '90, sviluppando una poetica basata sul gioco tra percezione reale e illusione (vedi anche l'articolo di Barbara Sansone “Cardiff-Miller: il potere evocativo del suono, su Digimag 23). L'installazione, originariamente commissionata da Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna per la Biennale di Sidney 2008, in questa occasione è stata presentata all'interno di “works of music by visual artists”. Una rassegna esistente dal 1999, organizzata da “Freunde der gute Musik Berlin”, con la collaborazione della Nationalgallerie e dal 2002...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

LA SCIENZA E L'ARTE
DEI SISTEMI COMPLESSI

Txt: Jeremy Levine / Eng: Chiara Pogliari
Area: Interaction Design

All'interno della meccanica quantistica, “la realtà” è uno stato in evoluzione che include l'interazione dell'osservatore come componente del sistema sotto osservazione. Si può dire la stessa cosa di qualunque opera interattiva di media art. Il comportamento umano conferisce complessità ad ogni sistema di cui fa parte, sia che risieda nello spazio quantico o nel cyberspazio. Da questa prospettiva fondata sull'oggetto, l'arte appare simile alle particelle classiche, mentre la media art è molto più affine alle particelle quantiche la cui forma è sempre in evoluzione. In entrambi i casi la nostra conoscenza intuitiva delle “cose” con limiti discreti, separatI dallo spazio, viene messa alla prova dalla nostra esperienza di non-località ed "entanglement", sia reale che percepita. In entrambi i casi, le scelte compiute dagli esseri umani vengono introdotte nella struttura del sistema sotto osservazione, generando un unico...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
TECHNO THEATRE
//Massimo Schiavoni

 

SABRINA MUZI:
DEL CORPO SENZA LIMITE

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

L'artista marchigiana Sabrina Muzi vive oramai da diversi anni a Bologna fra residenze e mostre dalla Florida alla Corea, fra vita quotidiana e piccole gioie, dove, attraverso processi e contaminazioni video-performativi, installativi e fotografici ci restituisce un'arte e identità estetiche interiori che coinvolgono tutti i sensi, trasudati e amplificati attraverso il suo piccolo corpo esplosivo. Corpo come luogo di identità annullata, come appropriazione di spazio, come luogo della scoperta; corpo come ricerca e come strumento di comunicazione diretta e simbolica, corpo come merce di scambio e di denuncia. Corpo come altro e come rito. Corpo ricostruito. Corpo senza limite. Le sue performance riprese in video nascono da lontano, dalle sue origini, dalle sue paure e solitudini, dalla forza di una donna semplice e piena di vita, dalla voglia di farsi sentire, di amare. Sente il suo ruolo sociale, femmina capace di manifestare qualcosa, a volte senza filtri, a volte trasfigurato. Come quando in "Tortures" una mano gli impedisce la visuale ed il parlare, la annulla e la sovrasta; azione malvagia e repressa che scaturisce cattivi pensieri. Non l'immagine ma il “corpo dell'immagine” che si sgancia da ovvi significati per esplodere nel contesto che Sabrina crea e subisce, protagonista suo malgrado di un riscatto metaforico. Ossessione di stare e di fare, come in "Accerchiamento", vano tentativo e mera rinuncia. Paure e desideri sono guidati dalla consapevolezza dei limiti umani ed il fatto di essere legata alla natura del proprio corpo la obbliga a strategie creative che tendono quasi ad alienare la realtà della vita invadendo di fatto la rappresentazione

segue...

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
NEW MEDIA
//Donata Marletta

NEW MEDIA
//Lucrezia Cippitelli

 



IL MERCATO DIGITALE DI ELEKTRA

Tx: Donata Marletta
Area: New Media

Il 6 e 7 Maggio scorsi la Cinémathèque Québécoise di Montreal, ha ospitato per il terzo anno consecutivo l'International Marketplace for Digital Arts (IMDA), evento organizzato nell'ambito della storica rassegna di nuovi media e arte audiovisiva, Elektra Festival. L'International Market for Digital Arts è un incontro di networking professionale tra coloro che sono attivi nel campo della produzione, creazione e diffusione delle arti digitali. La prima delle due giornate del market, dedicata alle presentazioni di festival, gallerie, laboratori e diversi organismi e associazioni culturali che operano a livello internazionale nel campo della new media art, ha offerto ai partecipanti l'occasione di assistere alle presentazioni di svariati progetti di alto livello socio-culturale, aprendo una finestra sullo sterminato panorama contemporaneo che ruota attorno al mondo dell'arte e della cultura digitale. A mio parere il valore del IMDA risiede proprio...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

IMMAGINARE LO SPAZIO:
SIMPOSIO DIRECT DIGITAL

Txt: Lucrezia Cippitelli
Area: New Media

Una della cinque sezioni della novella mostra periodica sull'arte e l'universo elettronico Direct Digital curata da Gilberto Caleffi, il Simposio andato in scena lo scorso giovedì 28 Maggio presso la Sala Delfini della Galleria Civica di Modena, ha proposto un'analisi della compenetrazione tra i linguaggi dell'arte, dell'architettura e dei media nella progettazione e immaginazione dello spazio. Con un titolo un po' anglofono, "From Art to Design and back", il Simposio puntava a scandagliare un territorio vasto, nel quale quattro figure completamente diverse per formazione e obiettivi si sono confrontate per dare un punto di vista sui media e sull'immaginazione dell'ambiente: Golan Levin, Paolo Rigamonti, Boris Debackere e Lucrezia Cippitelli (io stessa quindi). Invitati a parlare, alla vigilia dell'inaugurazione della mostra Direct Digital, tra artisti importanti ed internazionali, ed una storica dell'arte, io stessa, che ho ricoperto il ruolo...

segue...