contributo grafico

:::DIGICULT:::
:::DIGIPOD:::


Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni

Editing/Photo Editing:

Marco Mancuso

Cover:
Redazione -
Kurt Hentschlager


Contenuti:
Giulia Baldi, Tatiana Bazzichelli, Silvia Casini, Emma Goldman, Alessio Galbiati, Luigi Ghezzi, Carla Langella, Marco Mancuso, Donata Marletta, Matteo Milani, OtherehtO, Jaun Martin Prada, Stefano Raimondi, Marco Riciputi, Clemente Pestelli, Massimo Schiavoni

Distribuzione:
Creative Commons
 

 

 

 

 

 

 

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NETWORKING
//Donata Marletta

NETWORKING
//Tatiana Bazzichelli

 

 

CYBERCULTURES 4: VIAGGIO NELLO SPAZIO VIRTUALE

Txt: Donata Marletta
Area: Networking

Salisburgo ha ospitato dal 13 al 15 Marzo la quarta edizione della conferenza mutidisciplinare Cybercultures, meeting academico che mira ad esaminare ed esplorare le diverse implicazioni che derivano dall'uso delle tecnologie informatiche nel campo della comunicazione interpersonale. Cybercultures incoraggia lo scambio critico e il dibattito su questioni teoriche e pratiche che riguardano i diversi e numerosi aspetti del mondo virtuale. Alcuni tra i temi principali trattati riguardano il cyberspazio, comunità online, videogiochi 3D e mondi virtuali, arte interattiva e digitale, politica e cybergiornalismo. La conferenza fa parte del progetto Inter-Disciplinary.Net, forum internazionale che, attraverso l'organizzazione di conferenze tematiche e pubblicazioni, promuove lo scambio e l'interazione di idee, progetti e ricerca su una serie di problematiche che riguardano il mondo contemporaneo. In questa quarta edizione...

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VITTORE BARONI: DALLA MAIL ART AL WEB 2.0

Txt e Img: Tatiana Bazzichelli
Area: Networking

Vittore Baroni è nato nel 1956 a Forte dei Marmi, vive e lavora a Viareggio. Critico musicale e indagatore delle controculture, è da tre decenni uno dei più attivi operatori nel circuito planetario della mail art.Dal 1978 promuove mostre, eventi, pubblicazioni e progetti collettivi sulla Networking Art e le culture di rete che hanno anticipato Internet. Si è occupato assiduamente anche di poesia visiva e sonora, street art e fumetto. Ho incontrato Vittore a Viareggio, nella sua casa di Via Cesare Battisti, un pozzo delle meraviglie per tutti coloro interessati alle dinamiche di rete e di corrispondenza creativa, dato che raccoglie centinaia di materiali, buste, francobolli, dischi e opere di progetti collettivi accumulati in trenta anni di scambi postali. Abbiamo passato un bel pomeriggio, circondati dalle sorprese celate nel suo archivio che spesso rivivono per intrattenere piacevolmente i tanti ospiti che fanno visita a Vittore e alla sua famiglia...

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HACKTIVISM
//Clemente Pestelli


 

GIACOMO VERDE: AZIONE OLTRE RAPPRESENTAZIONE

Txt: Clemente Pestelli
Area: Hacktivism

In molti conosceranno già il nome e l'attività di Giacomo Verde: videomaker, performer e,  come ama autodefinirsi lui stesso, technoartista. Per chi invece non conoscesse ancora il lavoro di Giacomo, forse è sufficiente dire che rappresenta uno dei ponti ideali tra la prima stagione pionieristica di sperimentazione video e multimediale in italia e la fase di sperimentazione attuale.Si occupa di teatro e arti visive dagli anni 70. Dagli anni 80 realizza oper'azioni collegate all'utilizzo creativo di tecnologia "povera": videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici. E' l'inventore del "tele-racconto" - performance teatrale che coniuga narrazione, micro-teatro e macro ripresa in diretta - tecnica utilizzata anche per video-fondali-live in concerti, recital di poesia e spettacoli teatrali. E' tra i primi italiani a realizzare opere di arte interattiva e net-art. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi artistici e' la sua costante. Pur avendo lavorato con i più disparati mezzi di espressione - teatro, video, computer, web - ciò che contraddistingue la sua produzione artistica è il costante e coerente uso politico e dal basso delle tecnologie eletroniche e digitali alla continua ricerca di "azioni oltre le rappresentazioni". Prendendo a pretesto la pubblicazione del suo libro "Artivismo tecnologico - Scritti e interviste su arte, politica, teatro e tecnologie", abbiamo provato con lui a mettere a fuoco il suo punto di vista sui possibili rapporti tra arte, attivismo e tecnologia, spaziando dai presunti errori e fallimenti est-etici della videoarte per arrivare all'attuale fase di stallo delle utopie della rete e dei movimenti.

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SOFTWARE ART
//Otherehto

 

PSYBODY DESIGN

Txt: Otherehto
Area: Software Art

Questo testo presenta il background teorico che ha ispirato la nascita del psybody design, un work-in-progress formulato per la prima volta all'inizio del 2008. Psybody design verrà presentato pubblicamente a novembre 2009 alle conferenze Multiple Ways to Design Research (Lugano, CH) e Consciousness Reframed X - Experiencing Design, behaving media (Monaco di Baviera, D). Il corpo si sta virtualizzando … Onnipresente e radiante, ci impesta dalle pubblicità e dallo schermo dove la sua IMMAGINE scolpita (in materia digitale) emana vibrazioni del superego – quell'"ideale dell'io"che secondo Freud non solo gestisce i nostri modelli comportamentali ed etici ma che, grazie al suo collegamento con l'Es, funziona anche come un'oscena agenzia di controllo che recapita bersagli offuscati dal pathos. I diktat che ci vengono imposti contengono ordini di scala ultraterrena (o in termini aggiornati transumana) che l'agenzia rilascia per farci aggomitolare su noi stessi nonché per deriderci quando nonostante tutti i nostri sforzi non riusciamo ad eccederli. Riporto ora un recente episodio che può, nonostante la sua apparente trascurabilità, suggerirci degli spunti per un discorso “d'occasione” sulla concezione contemporanea del corpo. Il mattino successivo a una notte di lavoro mi è capitato di fare la spesa. Uscendo dal supermercato, la commessa mi ha salutato dicendomi: "Come stai? Non hai dormito vero?" . Dopo un mio leggero scuotimento della testa con il quale confermavo la sua intuizione, lei aveva concluso: "Il viso non mente …" . Dopo aver provato un lieve imbarazzo di fronte a tale denudamento, cercai di comprendere meglio il motivo della mia reazione: non è solo il viso a non mentire ma l'intero corpo, il quale funziona come una mappa che fornisce delle indicazioni riguardo al luogo che viene lì riportato. Su questa mappa corporale viene trascritta la memoria personale (conscia ed inconscia) dello psicocorpo: le nostre basi genetiche, le esperienze, ma anche i traumi e gli accidenti nei quali siamo inciampati, ferendoci durante lo sgocciolamento della propria vita.

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EXPERIMENTAL CINEMA
//Alessio Galbiati

VIDEO ART
//Giulia Baldi

 

 

 

 

ANTONIO MARTINO, LO STALKER RIFLESSIVO

Txt: Alessio Galbiati
Area: Experimental Cinema

Classe 1977 Antonio Martino è senz’ombra di dubbio uno dei più interessanti autori di documentari di questi ultimi anni, i moltissimi riconoscimenti ottenuti dai suoi lavori sono lì a dimostrarlo, se proprio la visione non dovesse bastare. Dotato d’uno stile asciutto ed essenziale Martino ha al suo attivo cinque documentari, cinque documentazioni sugli effetti nefasti dell’agire umano, cinque catastrofi ambientali delle quali cerca i ricordi fra quell’umanità che ha avuto la sciagura di viverle. Ho voluto approfondire e condivedere la conoscenza di questo autore perché anche nelle modalità produttive il suo stile appare fra i più stimolanti della scena italiana, perché quel che insegna la sua esperienza è che viviamo l’epoca in cui la possibilità di fare cinema non è mai stata così alla portata di tutti. Ha collaborato con la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui, nel 2003, affronta il problema dell’antiproibizionismo...

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LA COLLABORAZIONE IN VIDEO

Txt: Giulia Baldi
Area: VIdeo Art

Verso la fine degli anni '90, quindi ben prima che il mondo intero scoprisse il web 2.0, il social networking e la co-creation online, Furthernoise/Furtherfield, collettivo di attivisti e artisti radicali fondato in UK da Marc Garret e Ruth Catlow, basava la propria attivita' su concetti come collaborazione orizzontale, condivisione, coinvolgimento, apertura, co-creazione. In sintesi, trasformava la cultura dell'individualismo e del D.I.Y. (do it yourself) in quella di comunita' e di D.I.W.O. (do it with others), e la collaborazione artistica da contestuale in relazionale. La tecnologia era ancora limitata ma in rapida evoluzione, la determinazione infinita e il fine chiaro: provocare e facilitare il superamento di limiti e barriere politiche, sociali, culturali, geografiche, reali o immaginarie, attraverso l'esperienza diretta e condivisa dell'arte, inclusa quella digitale. Sono passati piu' di 10 anni e il concetto della collaborazione e dell'universalita'...

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EXPERIMENTAL
//Matteo Milani

SOUND ART
//Marco Mancuso


 

VALERIO ADAMI E IL SUONO PITTORICO

Txt: Matteo Milani / Img: courtesy Valerio Adami
Area: Experimental

Valerio Adami (17 marzo 1935) nasce a Bologna, ma è a Milano negli anni di guerra. I suoi primi disegni sono disegni di rovine: le case devastate dai bombardamenti. L'atelier di Felice Carena, poi l'incontro a Venezia con Oskar Kokoschka e in seguito l'Accademia di Brera con Achille Funi sono stati il suo itinerario di formazione. Partito da una pittura espressionista influenzata dall'opera di Francis Bacon, si pone successivamente il problema del recupero della figurazione risolta, secondo i moduli della Pop Art americana e in particolare di Roy Lichtenstein, sviluppando una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico dove in interni spersonalizzati si dispongono oggetti banali, assunti come simboli, anche sessuali, della modernità. Nel '58 inizia quella vita di viaggi che lo porterà a vivere e lavorare in diverse città d'Europa,negli Stati Uniti, in America Latina e in India – e a intrecciare nuove amicizie: lo scrittore Carlos Fuentes...

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ESTHER MANAS E ARASH MOORI: SUONO E SCULTURA

Txt: Marco Mancuso
Area: Sound Art

Il mese scorso, Digimag ha dato spazio a Domenico Quaranta, curatore di una delle due parti della sezione Expanded Box ad Arco Madrid 2009: tra le varie opere esposte nella fiera, molto eterogenee a cavallo tra linguaggi e media differenti, una in particolare a mio avviso rappresenta uno dei punti più alti della collettiva: il lavoro "Every Man and Woman is a Star", dei due artisti Esther Mañas e Arash Moori. L'opera, esposta all'interno dello stand di Ayuntamiento (organizzato dal Madrid Art Council), si colloca all'interno di un ambito preciso e complesso della ricerca artistica contemporanea sul suono, quello dedicato cioè alla rappresentazione fisica dell'esperienza uditiva, a una sua visualizzazione e concretizzazione nei termini di un rapporto simbiotico tra opera, pubblico e ambiente circostrante. Una "classica" installazione audiovisiva, fatta di suoni e luci al neon, interattiva e sinestetica nel rapporto tra soggetto sonoro...

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AUDIOVIDEO
//Emma Goldman

LIVE MEDIA
//Marco Mancuso

 

 

EXPLODING CAVE

Txt: Emma Goldman
Area: Audiovideo

Con duplice riferimento sia alle “cave esistenzialiste” della Milano degli anni Cinquanta da un lato che alle sperimentazioni dell'"Exploding Plastic Inevitable" di Andy Warhol dall'altro, "Exploding Cave" è un evento della durata di due giorni, che si terrà a Milano il prossimo 17 e 18 Aprile presso gli spazi di Cox18, articolato attraverso una serie di incontri, workshop e performance che indagano il rapporto e il minimo comune denominatore che lega cinema, suono, video e digitale. Organizzato dallo stesso Cox18 in collaborazione con noi di Digicult (da Marco Mancuso e Claudia D'Alonzo nello specifico), Exploding Cave suggerisce l'idea di esplosione, di un “andare oltre” la normale percezione audiovisiva verso direzioni multiple, sia nelle pratiche di creazione audiovisiva che nelle modalità performative. Indaga il fenomeno dell' "inconscio ottico", il concetto di matrice, l'analisi di forme sia di produzione che di fruizione che...

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ALAIN THIBAULT: ELEKTRA FROM PAST TO THE FUTURE

Txt: Marco Mancuso
Area: Live Media

Prosegue con questo articolo il percorso di avvicinamento ad Elektra 2009, decima edizione del festival di ricerca sull'Arte Audiovisiva e la New Media Art più completo e interessante di tutto il territorio Nord Americano. E in generale uno dei più raffinati a livello internazionale, nonchè uno dei più amati dagli artisti stessi, particolare che non deve essere mai sottovalutato, a mio avviso. Per questo numero di Aprile, ho ritenuto opportuno parlare direttamente con Alain Thibault, artista pioniere del rapporto sinestetico e immersivo in ambito audiovisivo in coppia con l'artista Yan Bruleux come Pureform. Alain è però anche lo storico direttore artistico di Elektra, nonchè artefice riconosciuto dello sviluppo, della crescita e del consolidamento di un intero movimento sia artistico, che di ricerca, culturale e professionale che negli ultimi dieci anni ha posto Montreal sulla mappa internazionale della sperimentazione artsitica mediante le nuove tecnologie digitali...

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ART+SCIENCE
//Stefano Raimondi

ART + SCIENCE
//Silvia Casini

 

 

 

 

 

 

CHRIS WOEBKEN: LA GIOIA IN DIVENIRE

Txt: Stefano Raimondi
Area: Art+Science

Uscito dalla nidiata di designers della Royal Academy of Arts, ricercatore presso la New York University, Chris Woebken è tra i più originali interaction design americani. Dopo aver esposto le sue idee alla mostra Design and the Elastic Mind, realizzata al MoMA di  New York nel 2008 e curata dalla direttrice del dipartimento di architettura e design del Moma, Paola Antonelli (di cui Digimag aveva parlato nel numero 34 - http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1158), ha preso parte alla Biennale di Design a St.Etienne e si appresta a partecipare alla mostra Extreme Frontiers, Urban Frontiers di Valencia. La biologia cellulare, la realizzazione di interfacce capaci di mutare i nostri punti di vista, la realizzazione di universi possibili o immaginari, sono alcuni dei campi in cui si svolge la ricerca di Chris Woebken, che si definisce come un experience designer, un progettista di esperienze..

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MARC DIDOU: RISONANZE

Txt: Silvia Casini
Area: Art+Science

Marmo, bronzo e legno coesistono con immagini riflesse: ciò che appare come un monolite astratto rivela, inaspettatamente, un altro volto grazie a specchi concavi o convessi. Il modo tutto originale di Marc Didou di unire l'antica arte della prospettiva anamorfica alla tecnologia medica contemporanea costituisce un incontro fruttuoso tra arte e scienza, dove la risonanza magnetica, liberatasi dal laboratorio scientifico, si rende accessibile al pubblico sotto forma di sculture con cui interagire. Marc Didou, affermato scultore bretone già vincitore del premio Michetti nel 2005, con al suo attivo diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all'estero, dagli anni novanta utilizza la tomografia a risonanza magnetica (RMT) come un mezzo per ripensare la sua ricerca scultorea e per sperimentare con le tecnologie più all'avanguardia. Sfruttando il principio fisico della risonanza magnetica nucleare e grazie a software e procedure...

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HYBRID DESIGN
//Carla Langella

GRAPHIC DESIGN
//Marco Riciputi

 

 


IBRIDAZIONI MATERICHE

Txt: Carla Langella
Area: Hybrid Design

I grandi progressi compiuti dalla scienza dei materiali negli ultimi decenni hanno offerto al progetto di artefatti nuove e inconsuete opportunità di interpretazione dei tradizionali concetti di famiglia di materiali, di proprietà e di ambito di applicazione che in passato hanno caratterizzato la selezione dei materiali nell'attività di designer, architetti e artisti. I materiali contemporanei acquisiscono un contenuto di informazione e di funzionalizzazione sempre più elevato. Possono essere progettati per adattarsi a esigenze ed applicazioni anche molto complesse, e per avvertire e reagire a stimoli e sollecitazioni in modo sempre più simile ai sistemi viventi. Tutto questo richiede nuove chiavi di lettura e nuovi strumenti cognitivi per approcciare alla scelta dei materiali più adatti a tradurre le volontà espressive del design e dell'arte. Uno scenario che può essere definito “ibrido” perché caratterizzato da entità materiali con proprietà tecniche...

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IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

Txt: Marco Riciputi
Area: Graphic Design

«Mi chiedono che c'entra Benjamin Button con il Future Film Festival, che domande!», sbotta Oscar Cosulich , direttore artistico della kermesse che proponeva la pellicola di David Fincher in anteprima italiana. Disappunto motivato perché ai più ‘effetto speciale' fa pensare sempre a qualcosa di fracassone, come ‘Viaggio al centro della terra' o a un King Kong alto 20 metri. - Giovane come in Kalifornia. Invece gli effetti speciali applicati al cinema saranno sempre meno visivamente invadenti. D'altra parte, basta ragionare a mente fredda sul Button\Pitt ventenne, dai lineamenti in stile ‘Thelma&Luise' o ‘Kalifornia': il ringiovanimento non è certo frutto della truccatrice, o meglio, se di make up si parla, bisogna parlare di make up digitale elaborato al computer. La trama del film è nota: tratta la storia di un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario, vicenda ispirata un racconto degli anni '20 di Francis Scott Fitzgerald...

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PERFORMING ART
//Massimo Schiavoni

 

FEBBRE PATHOSFORMEL

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

26 Gennaio 2009. I Pathosformel ricevono il premio speciale UBU 2008 con la seguente motivazione: “giovane compagnia tesa a un teatro astratto e fisico da perseguire con un segno già distinto e stratificato, che fa della ricerca sulla materia e sul corpo un punto di partenza per restituire una teatralità visionaria,  frammentata,  decostruita,  di grande fascino,  entrata in modo dirompente nella scena nazionale e internazionale, realizzando un significativo intreccio tra arte concettuale e teatro”. Sono in scena da poco più di quattro anni e la loro impronta innovatrice ha rivoluzionato e smosso un ambiente teatrale contemporaneo che ha bisogno di linfa vitale continua in un momento comunque sia abbastanza pieno di fermento Made in Italy. Questo per merito di compagnie come Pathosformel, che non hanno paura della sperimentazione e del confronto, in una società sempre più multimediale e, nonostante questo, attenta e critica nei confronti di opere mascherate magari da tecnologia drammaturgica. Daniel, Francesca e Paola eseguono opere d'arte funamboliche dislocate senza nessun problema sopra un palco o in una stanza, dove scena e platea, installazione e fruitore respirano insieme, in cui la vista si fa teatro e il suono si fa opera. Nulla da invidiare alle progettazioni teatrali di un Aleksei Krucenick o ad un'opera di un Malevic, quando la timidezza delle ossa si scopre a poco a poco svelando abilità sceniche e fisiche, permettendo immaginazioni personali, training sospesi, sintonie ed “equazioni algebriche danzate”. Un rilassamento che il colore bianco ci costringe ad amare, quando l'assenza del corpo è una marcia in più e dove assistiamo ad una sorta di parto naturale; performance oculata, acrobatismo palpabile, delicatezza sfrontata. Eleganza che in Volta si fa strada e sparisce contemporaneamente con lo sciogliersi della cera, materiale nudo ed effimero, plasmabile e spiritualmente erotico. La mise en scène non è più tradizionale o per lo meno si dilegua in strade alternative assaporando ancora quella materialità tipica di un certo Joseph Beuys o di una certa Marina Abramovic. Siamo dinanzi ad una nuova estetica teatrale, nuova poetica che va a braccetto con scultura e suono, con performance e coreografia, scenografia dell'invenzione cosmopolita.

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SOCIAL MEDIA
//Luigi Ghezzi

 



DARWIN NEL MICROSCOPIO

Tx: Luigi Ghezzi
Area: Social Media

Darwin compie 200 anni e dobbiamo ammettere che se dovessimo valutare questo periodo di tempo dall'attualità della sua opera scientifica, non li dimostra affatto. Sebbene in Italia non si festeggi se non per piccole manifestazioni (uno stato a libertà scientifica cattolicamente limitata) c'è qualcuno come il CNR che con un numero dell'Almanacco della Scienza ha pensato perlomeno di ricordarne l'anniversario. Non voglio soffermarmi sulla diatriba creazionisti-evoluzionisti, sia perché non mancano ottimi articoli che animano il dibattito, sia perché non mi sembra questa una direzione che possa arricchire ulteriormente l'enorme patrimonio scientifico che Darwin ci ha lasciato. Se uno degli aspetti più interessanti della teoria darwiniana è la sua contemporaneità, vale però la pena soffermarsi sugli aspetti che ne rivelano l'impatto sulla società odierna, come ad esempio i modi in cui viene accettata o rifiutata. E' stata questa la principale preoccupazione di Venla Oikkonen, ricercatrice presso il Christina Institute for Women's Studies dell'University di Helsinki. Nel suo contributo Narrating Descent: Popular Science, Evolutionary Theory and Gender Politics (Journal Science as Culture, V.18, n.1 marzo 2009) ha approfondito e reso più complesso il tema della popolarizzazione della scienza. Infatti uno dei modi che i temi scientifici, anche quelli più complessi, hanno per essere compresi e, per così dire, riuscire a circolare, è assumere la forma di una storia: lo dimostrano i documentari, gli articoli giornalistici, le trasmissioni radiofoniche che sono infarcite di aneddoti di scienziati eroici, di lotte molecolari, di cavallucci marini gay, ecc. Per quanto riguarda il discorso scientifico darwiniano, alcuni autori hanno già focalizzato la loro attenzione alle forme narrative attraverso le quali è diventato popolare e come più in generale ha influenzato i valori culturali ad esso associato (cfr. ad es. Myers,1990, Writing Biology: Texts in the Social Construction of Scientific Knowledge e Mellor,2003, “Between fact and fiction: demarcating science from non-science in popular physics books”. Social Studies of Science 33:4).

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