contributo grafico

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Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni

Editing/Photo Editing:

Marco Mancuso

Cover:
Redazione Digicult

Contenuti:
Davide Anni, Antonio Caronia, Tiziana Gemin, Luigi Ghezzi, Donata Marletta, Marco Mancuso, Valeria Merlini, Annamaria Monteverdi, Bertram Niessen, Monica Ponzini, Stefano Raimondi, Silvia Scaravaggi, Massimo Schiavoni, Giulia Simi, Valentina Tanni

Distribuzione:
Creative Commons
 

 

 

 

 

 

 

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NETWORKING
//Valentina Tanni

 

 

NUOVI AMATORI: CITIZEN ARTISTS O SCIMMIE INFINITE?

Txt: Valentina Tanni
Area: Networking

Sono passati più di quarant'anni da quando Michael A. Noll, allora ingegnere presso i famigerati Bell Laboratories, firmava “The Digital Computer as a Creative Medium”, saggio seminale che rappresenta ancora oggi una delle riflessioni più lucide e al contempo visionarie sulle possibilità estetiche, allora appena nascenti, degli elaboratori. In quegli anni i computer erano macchinari enormi e complicati, accessibili solo a una ristretta comunità di scienziati e ingegneri. Furono questi ultimi, non a caso, a dar vita ai primi, pionieristici tentativi di indagarne le potenzialità creative e artistiche, sia a livello teorico che attuativo. Il personal computer come oggetto abituale e onnipresente - talmente consueto da diventare invisibile - e l'infiltrazione massiccia delle tecnologie digitali in ogni ambito della vita professionale e quotidiana erano scenari difficili da immaginare. Ancora più remota era la visione di un mondo dominato dalle logiche di Rete, scandito da connessioni sempre attive, animato da tentacolari social network e brulicante di produzione di conoscenza sotto forma di codice binario. Nonostante ciò, le poche premesse di cui Noll disponeva per la sua riflessione lo condussero non solo a individuare precocemente il nodo gordiano delle relazioni tra creatività e programmazione (il rapporto tra caso e controllo; il potenziale generativo delle dinamiche randomiche; l'interazione uomo-macchina come fulcro dei nuovi processi artistici), ma anche a mettere a fuoco un risvolto della questione rimasto poi sottotraccia per decenni e ora esploso in tutta la sua deflagrante forza problematica. Nel paragrafo “Artistic consequences”, in modo se vogliamo accennato rispetto al cuore dell'indagine, ma nondimeno chiaro, Noll si sforza di ipotizzare le possibili ricadute di un uso massiccio e democraticamente diffuso delle tecnologie digitali: l'esperienza estetica mediata da computer sarebbe divenuta “altamente individualistica”. Secondo l'autore, infatti, un'accresciuta accessibilità ai mezzi di produzione creativa, insieme a una loro sempre maggiore facilità di utilizzo, avrebbe liberato gli autori dalla necessità di acquisire una solida competenza tecnica nell'uso dei differenti media, e in alternativa, aggiungeremmo noi, di avvalersi del lavoro di un'equipe con attitudini interdisciplinari (pratica invece molto comune nei rari esempi di arte digitale degli Anni Sessanta e Settanta).

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HACKTIVISM
//Antonio Caronia

HACKING
//Davide Anni


 

AHA-CAMPER: LE TRAPPOLE DEL SOCIAL NETWORKING

Txt: Antonio Caronia
Area: Hacktivism

Nel mese di settembre 2008 gli iscritti alla mailing list aha (aha@ecn.org) hanno visto crescere il traffico delle mail quasi a dismisura. Da una media di 2 o 3 mail al giorno, con picchi di poche decine quando si accendeva qualche flame, si è passati quasi improvisamente a una media di 30, 40, poi 50 mail al giorno, arrivando a superare, nei giorni più caldi, le 80 mail. Qualche abbandono c'è stato, naturalmente, ma molti di più sono stati i nuovi arrivi, tanto che il numero degli iscritti sta superando i seicento. Che non sono affatto pochi per una mailing list quasi esclusivamente in italiano, e dichiaratamente “di nicchia”, destinata com'è alla comunità degli artisti che sono anche “attivisti” (o degli attivisti che si considerano anche “artisti” – le virgolette sono d'obbligo). La ragione di una così massiccia impennata non è affatto misteriosa, però. Semplicemente, gli iscritti ad Aha stavano preparando il loro primo incontro nazionale...

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A DAY WITH RICHARD STALLMAN. HAPPY HACKING!

Txt: Davide Anni
Area: Hacking

Brescia ore 23.30. Alla stazione il treno è arrivato, io e Richard Matthew Stallman (RMS per gli amici hacker), primo ospite del ciclo di workshops chiamato Medievalmedia all'interno del festival Ualuba.org, con un incontro dal titolo "Copyright vs Community", ci vediamo e salutiamo divertiti. A porte aperte scende insieme a una coppia cinese conosciuta sul treno, stanno parlando. Aiuto Richard a prendere le valigie e nel frattempo il ragazzo cinese, vedendomi, mi rivolge la parola dicendomi: “Ciao, ma domani ci sarà una conferenza? Sui nuovi media? Cose simili.......uhm interessante...lui parlerà di software libero? Sai, io uso Linux". Interdetto, capisco che evidentemente il ragazzo non aveva intuito che poco prima stava parlando proprio con una tra le persone più influenti al mondo nell'ambito di tematiche come il software libero e l'open source, hacker e programmatore, creatore del progetto GNU per creare un sistema...

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SOFTWARE ART
//Monica Ponzini

 

MISSION ACCOMPLISHED: ANDY DECK!

Txt: Monica Ponzini
Area: Software Art

Che cosa può diventare una campagna presidenziale negli Stati Uniti nell'epoca di Internet e dei new media? Il duello mediatico Obama-McCain è ormai riflesso a livello globale. I siti internet dei candidati sono diventati i canali preferenziali per trasmettere informazioni e video promozionali in tempo reale (per non parlare delle raccolte stellari di fondi). Fin dalle primarie, YouTube è stata una piattaforma aperta per parodie e attacchi da parte di singoli individui o piccole organizzazioni, che hanno potuto diffondere i propri punti di vista come mai prima d'ora. CNN, uno dei canali dedicati alle News 24 ore al giorno ha chiesto ai propri spettatori di postare su YouTube domande per i candidati durante i dibattiti delle primarie. E Obama ha comunicato la scelta del proprio vice via SMS ai propri sostenitori, in quello che è stato stimato come il più vasto evento di “mobile marketing” nella storia degli Stati Uniti… Ma che tipo di informazione riceve davvero il cittadino medio rispetto alle elezioni del passato? E come si pone nei confronti del processo di creazione delle notizie e in quello decisionale? Sull'onda di questo circo elettorale ormai diventato un evento di comunicazione mass-mediatica, alla galleria Location 1 di New York tre artisti da tre continenti diversi hanno realizzato un progetto web-based dedicato alle elezioni presidenziali americane - postando messaggi solo nello spazio virtuale di un blog. Il titolo, simbolico, è Mission accomplished, la frase che troneggiava sulla portaerei Abraham Lincoln nel Maggio del 2003, quando Bush annunciò che le operazioni più importanti in Iraq erano terminate e che si era prossimi alla fine del conflitto. I tre artisti, la giornalista tedesca Susanne Berkenheger, il professore universitario giapponese Hidenori Watanave e il net-artist americano Andy Deck, non si sono mai incontrati prima e hanno avuto come unica indicazione dalla curatrice delle esibizioni online Heather Wagner quella di occuparsi delle prossime elezioni…

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VIDEO ART
//Giulia Simi

VIDEO ART
//Monica Ponzini

 

 

 

 

 

 

LUCE, TEMPO, MOVIMENTO: GLI STUDI DI ASCHAUER

Txt: Giulia Simi
Area: Video Art

Una camera fissa posizionata di fronte al mare: inquadra un punto all'orizzonte, laddove il sole scompare ogni sera. Lo fa ininterrottamente, 24 ore al giorno per 7 giorni di seguito, durante il solstizio d'inverno del 2007. Siamo nell'isola greca di Syros, su una collina chiamata Oros Harasson, letteralmente “montagna che inscrive la direzione della luce” . Ed è infatti un lavoro sulla luce e sul tempo l' ultimo progetto dell'artista Michael Aschauer (celebre soprattutto per le divertenti dirette web in ASCII dei mondiali di calcio 2006) intitolato appunto “24/7 – Into the direction of Light". Sul lungo girato iniziale, il video artista austriaco, non nuovo in progetti di mappatura analitica dell'ambiente circostante, ha operato una sintesi visiva assemblando le immagini dilatate nel tempo in singole immagini virtuali da cui sprigiona una sorta di “profondità di tempo”. Montando poi queste immagini in accelerazione il risultato è un film astratto...

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DOUG AITKEN: IL MISTERO DELLA MIGRAZIONE

Txt: Monica Ponzini
Area: Video Art

Lo spazio naturale e quello costruito dall'uomo, lo straniamento del soggetto che abita – o occupa momentaneamente - questi spazi, il pulsare e lo scorrere della vita, il ritmo della musica. Gli elementi cari a Doug Aitken si ritrovano nella sua ultima videoinstallazione a 3 canali presentata alla 303 Gallery di New York, ma con un velo di mistero irrisolto. In "Migration", la prima del ciclo di installazioni in tre parti dal titolo "Empire", le immagini si susseguono lentamente, con leggero sfasamento, su 3 mega schermi all'interno della galleria, il tempo segnato da una colonna sonora. I protagonisti del video sono animali migratori tipici della natura nord americana, ripresi singolarmente all'interno di asettiche stanze d'albergo e motel. Il bisonte e il cavallo, l'aquila americana e il castoro, la volpe e il puma: ognuno in una stanza, ognuno ripreso in un angolo e atteggiamento diverso. All'interno di ogni stanza, un occasionale...

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ELECTRONICA
//Donata Marletta

EXPERIMENTAL
//Bertram Niessen

 


 

DJ SPOOKY:SUONI E INFORMAZIONI SENZA RESTRIZIONI

Txt: Donata Marletta
Area: Electronica

Paul D. Miller, meglio conosciuto come DJ Spooky that Subliminal Kid è un artista multimediale che vive e lavora a New York, uno delle poche figure veramente conosciute nell'ambito dell'arte, della cultura e della musica sperimentale contemporanea, di cui è senza dubbio uno dei personaggi più affascinanti e complessi. Il suo background accademico in Letteratura Francese e Filosofia, e la sua immensa conoscenza musicale gli hanno permesso di fondere dj culture, hip-hop, jazz, Jamaican roots, musica e film sperimentali, testo ed arte contemporanea, con alcuni dei più sofisticati pensatori, tra i quali Deleuze e Guattari, Artaud, Lefebvre, Virilio, Adorno e molti altri. E' pressochè impossibile tracciare l'intera lista dei lavori e delle collaborazioni di Paul; essi sono apparsi in diversi contesti come la Biennale di Venezia, il Festival di Spoleto, l' Andy Warhol Museum di Pittsburgh, la Whitney Biennial a New York...

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STAUGBOLD, MUSICA FUORI POSTO

Txt: Bertram Niessen
Area: Experimental

Staubgold è una delle etichette più interessanti, e meno comuni, nell'ambito della musica sperimentale internazionale. In oltre dieci anni di attività ha pubblicato oltre 50 album, spaziando in una vastissima gamma di generi e atmosfere e attraversando e confondendo molti dei confini ritenuti invalicabili dai puristi della classificazione musicale. Il mio ricordo personale del potere dirompente di questo approccio è legato ad un concerto che organizzammo noi come Otolab al Cox 18 di Milano alcuni anni fa, nel quale lo Staubgold Soundsystem fece letteralmente saltare in aria la pista indemoniata del venerdì notte con una selezione assolutamente incongrua (eppure mostruosamente efficace) di "suoni fuori posto". Può un etichetta passare disinvoltamente dal noise al folk? La risposta è si. In questa intervista con Markus Detmer, deus ex machina dell'etichetta tedesca, realizzata nel suo studio a Berlino, abbiamo affrontato alcune...

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LIVE MEDIA
//Marco Mancuso

 

 

INDEEPANDANCE: ARRIVANO I BARBARI!

Txt: Marco Mancuso
Area: Live Media

Complice una precisa innovazione tecnologica, un gruppo umano sostanzialmente allineato al modello culturale imperiale, accede a un gesto che gli era precluso, lo riporta istintivamente a una spettacolarità più immediata e a un universo linguistico più moderno, e ottiene così di dargli un successo commerciale stupefacente. Ciò che gli assaliti percepiscono di tutto ciò, è soprattutto il tratto che sale in superficie e che, ai loro occhi, è il più evidente da registrare: un apparente smottamento del valore complessivo di quel gesto. Una perdita di anima. E dunque un accenno di barbarie. Parto da una citazione di Alessandro Baricco presa dal suo “saggio sulla mutazione” intitolato “I Barbari”, edito nel 2006 per Feltrinelli Editore, come doverosa e inevitabile prefazione a questo approfondimento che, dopo lunghe riflessioni, mi sono deciso a scrivere prendendo spunto da un evento che si è svolto a Milano, la mia odiata e amata città, qualche settimana fa. Pur nella sua apparente semplicità di analisi, nel suo linguaggio giornalistico, nella sua ridondanza concettuale, l'autore torinese mi ha sorpreso per la chiarezza con la quale è stato in grado di individuare un fenomeno del quale, ne sono certo, molti nuovi intellettuali di questa nostra epoca ipertecnologica portano i segni sulla pelle: quello dell'imbarbarimento di alcune forme di cultura, soprattutto di quelle maggiormente legate all'uso dell'innovazione tecnologica. Il villaggio barbaro di cui vorrei parlare si chiama “Indeepandance”, una faraonica produzione nell'ambito del progetto Music Across, sotto la direzione artistica di Caterina Caselli e promosso da Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia. Un progetto multimediale (inutile suggerirvi di cogliere la terminologia, l'abuso di un linguaggio di cui non si conoscono a fondo i fonemi) diretto dal compositore Vittorio Cosma, con i videoartisti Masbedo (Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni) e lo scrittore Aldo Nove che si è svolto all'interno dell'Arena Civica di Milano.

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ART+SCIENCE
//Stefano Raimondi

ART+SCIENCE
//Silvia Scaravaggi

 

 

 

 

 

 

ARTE & NANOTECNOLOGIA, CRONISTORIA DI UN DELITTO

Txt: Stefano Raimondi
Area: Art + Science

Se tre indizi fanno una prova, come Agatha Christie e la credenza popolare sostengono, allora ci sono buoni motivi per ritenere che le interazioni tra arte e nanotecnologia, dove per nanotecnologia si intende quel ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro, occuperanno un ruolo importante nelle discussioni sulle pratiche artistiche emergenti . Prima di addentrarci nel corpo del reato partiamo proprio dagli indizi rilevati. Primo indizio: la Terza Biennale di Siviglia (BIACS 3), dal titolo "Youniverse", tricurata da Peter Weibel, Wonil Rhee e Marie-Ange Brayer, che dal 2 ottobre 2008 all'11 gennaio 2009 prenderà corpo nella duplice sede del Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia (CAAC ) e a Granada, ha invitato a partecipare artisti come Giuliana Cuneaz, Alessandro Scali & Robin Goode. Allo stesso modo, il MOMA di New York...

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L'OCEANO DIGITALE DI MARINA IORIO

Txt: Silvia Scaravaggi
Area: Art + Science

Che cos'è la vita nelle profondità oceaniche? Come scorre il tempo là sotto, a quale ritmo, con quali cadenze? Quali sono i colori che abitano gli abissi marini e quali nuovi scenari inesplorati si schiudono per l'uomo in quegli spazi? Sono gli scienziati, esplorando nuovi territori con strumenti di tecnologia avanzata, che svelano scenografie inedite e forniscono risposte a questi interrogativi. Ci sono anche scienziati particolari che attraverso l'espressione creativa riescono a raccontare le scoperte scientifiche in chiave nuova, usando l'estetica e la comunicazione come strumenti di conoscenza ed ispirazione, svelando percorsi armonici e narrativi, in un processo che spesso avvicina la scienza all'arte, fino a confonderne i confini. Qui trova margine d'azione lo stupore e affiorano il fascino dell'ignoto e la bellezza dell'armonia dei dati e delle proporzioni, concepiti all'interno della duplice natura di acquisizione scientifica e di mistero della scoperta...

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HYPER ARCHITECTURE
//Valeria Merlini

HYPER ARCHITECTURE
//Marco Mancuso

 

 


COME GENERARE UN'ATMOSFERA

Txt: Valeria Merlini
Area: Hyper Architecture

L'esperienza multisensoriale della realtà socio-urbana è stata la questione cardine affrontata nel simposio internazionale “Faire une ambiance” tenutosi dal 10 al 12 settembre a Grenoble. Simposio curato da Jean-François Augoyard (filosofo, urbanista e musicologo) e da Cresson (Centre de Reches sur l'Espace Sonore et l'Environment Urbain) (www.cresson.archi.fr), che da più di vent'anni si occupano dell'ambiente sensibile con un approccio interdisciplinare, integrando la percezione dello spazio pubblico con il contesto socio-culturale. Iniziate le loro ricerche con un'attenzione specifica verso la percezione sonora dell'ambiente, nel corso degli anni hanno esteso il campo di ricerca e gli approcci metodologici a tutte le altre forme percettive . Il simposio, denso nella sua programmazione ed estremamente ricco di interventi, ha fornito l'occasione di mettere a confronto definizioni, metodologie di analisi e di rappresentazione...

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AIR XY: DALL'IMMATERIALE AL RIMATERIALE

Txt: Marco Mancuso
Area: Hyper Architecture

Ha aperto i battenti lo scorso 14 Settembre 2008 l'11ima Mostra Internazionale di Architettura dal titolo Out There: Architecture Beyond Building, nelle sedi espositive dei Giardini e dell'Arsenale. La Biennale di Architettura, curata quest'anno da Aaron Betsky, attualmente direttore del Cincinnati Art Museum e in passato direttore, dal 2001 al 2006, del Netherlands Architecture Institute (NAI) di Rotterdam, uno dei più importanti musei e centri di architettura al mondo, è come sempre un momento di riflessione sulle tendenze più attuali e sulle possibili prospettive future di una disciplina artistica e progettuale che ha ovviamente ripercussioni profonde non solo sull'urbanistica ma anche sulla vivibilità delle città del ventunesimo secolo. Una mostra, quella curata dal saggista e giornalista americano, che come suggerisce il titolo stesso sposta, ancora di più che in passato, l'attenzione verso lo spazio all'esterno della struttura architettonica...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PERFORMING ART

//Massimo Schiavoni

TECHNO THEATRE
//Annamaria Monteverdi

UNA ROSA CAMBIERA' IL MONDO

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

Scrive Zygmunt Bauman ne "La società individualizzata", su come sta cambiando il nostro modo di fare esperienza al giorno d'oggi: “Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita…sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno”. Questo breve passo postmoderno su responsabilità e scena sociale, su sensibilità e nuovi meccanismi d'interazione planetari, sembra rispecchiare un po' la logica e la poetica artistica della performer spagnola Rosa Casado, interprete fascinante e leggera di un'arte che attraverso azioni esplora nuovi modi di pensare e di fare, nuove partecipazioni sentite dove il pubblico è invitato prima ad apprendere, poi a liberarsi delle abitudini e infine a ricostruire esperienze e/o frammenti-modelli di società...

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ANDREA BALZOLA: DRAMMATURGIA MULTIMEDIALE

Tx: Annamaria Monteverdi
Area: Techno Theatre

Si parla spesso di nuova scena tecnologica, di artisti-interpreti che utilizzano in scena software sofisticati per una gestione live di immagini e suoni e di sistemi interattivi ma non si parla mai degli artefici di quella nuova drammaturgia che si sta configurando all'orizzonte trasformata proprio dai nuovi sistemi informatici e che Hans Thies Lehmann definisce “postdrammatica”. Apripista assoluto e sperimentatore in Italia in questo versante della scrittura teatrale è Andrea Balzola, teorico dei nuovi media, critico, drammaturgo e sceneggiatore. Esce in questi giorni: "Una drammaturgia multimediale. Testi e immagini per un nuovo teatro" per Editoria & Spettacolo, l'antologia dei suoi lavori scritti proprio per quel teatro che usa i nuovi media in un'insolita e intrigante veste editoriale costituita non solo da testi ma da un ricco intreccio di immagini, parole, dialoghi, disegni a ricordare gli allestimenti multimediali...

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NEW MEDIA

//Tiziana Gemin

TECHNOLOGY
/Luigi Ghezzi


ARS ELECTRONICA 2008: A NEW CULTURAL ECONOMY

Tx: Tiziana Gemin
Area: New Media

Alcune pratiche sviluppatesi recentemente nella rete hanno dato vita a nuovi tipi di comportamenti fra gli utenti. La condivisione dei contenuti rappresenta oggi una di queste tendenze, che col suo sviluppo rende necessaria una ridefinizione della proprietà intellettuale. Nell'era della messa in discussione del copyright, la conoscenza assume un valore nuovo, e in una società dove si innescano tali dinamiche i contenuti devono essere accessibili a tutti. Ridisegnare le leggi che regolano i flussi di informazioni, con una nuova economia dello sharing, diventa necessario; e nel corso dell'edizione 2008 del festival Ars Electronica, celebre manifestazione di arte e cultura digitale di Linz, città austriaca che si prepara a diventare nel 2009 capitale europea della cultura, sin dal titolo della manifestazione "A New Cultural Economy - The Limits of Intellectual Property", si è cercato di delineare alcuni dei possibili tratti di base...

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SCIENCE EDUCATION, CULTURE OCCIDENTALI E INDIGENE

Txt: Luigi Ghezzi
Area: Technology

Siamo abituati a concepire le droghe come sostanze alteranti le capacità raziocinanti degli individui, ma cosa succede quando la stessa razionalità, in certi ambienti istituzionalizzati del pensiero, come quello universitario, può diventare una sottile ma insidiosa forma oppiacea? La riflessione è proposta nell'ultimo numero della rivista Cultural Studies of Science Education (N.3, settembre 2008). A scanso di equivoci, l'oppio è qui solo metafora: il tema sembra suggerire il classico scontro tra le modalità complementari del nostro cervello, quella logico-razionale (più analitica e deduttiva) e quella intuitiva-olistica (più sintetica e induttiva), ma il problema della razionalità in ambito accademico va ben oltre il piano cognitivo e coinvolge – e qui veniamo al vero argomento del numero in questione - lo stesso nostro modo di rapportarci alle altre culture anche e soprattutto quando trattiamo l'educazione della scienza...

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