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Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni
Editing/Photo Editing:
Marco Mancuso
Cover:
Redazione Digicult
Contenuti:
Luca Barbeni, Silvia Bianchi, Alessio Chierico, Giuseppe Cordaro, Teresa De Feo, Dedalus, Luigi Ghezzi, Alessandro Massobrio, Marco Mancuso, Annamaria Monteverdi, Bertram Niessen, Luigi Pagliarini, Monica Ponzini, Cristiano Poian, Barbara Sansone, Silvia Scaravaggi, Massimo Schiavoni, Silvana Vassallo
Distribuzione:
Creative Commons
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NETWORKING
//Marco Mancuso
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FURTHERFIELD.ORG: CODING CULTURES - PART 1
Txt: Txt: Ruth Catlow&Marc Garret / Cod: Marco Mancuso
Area: Networking
Questo articolo, costituisce la prima parte di un progetto più ampio, che vedrà la sua conclusione nel prossimo numero di Digimag di Maggio. Come fondatore e direttore di Digicult, sono intrinsecamente interessato ai progetti artistici che sulla rete lavorano seguendo dinamiche di networking, tendenzialmente indipendenti, basati su una reale filosofia “do it yourself”, senza aiuti istituzionali, senza investimenti alla base, in realtà culturali e sociali particolari e in costante movimento. Uno dei principali punti di riferimento in rete per questo tipo di progetti è sicuramente Furtherfield.org, che non ha a mio avviso troppo bisogno di presentazioni: considerabile esso stesso come un lavoro artistico di networking, ha allargato negli anni i suoi orizzonti e i suoi progetti, fornendo una serie di piattaforme in Rete per la condivisione artistica e lo scambio di cultura e di idee. L'idea di un articolo su Furtherfield mi stuzzicava da tempo, ma come scriverlo in maniera completa senza riuscire a fare due chiacchiere con Marc (Garret) e Ruth (Catlow), suoi principali rappresentanti e promotori? Confrontandomi proprio con loro è nata quindi l'idea di questo speciale: due puntate, questa prima in cui Marc e Ruth pubblicano un loro testo ideologico che mi sono preoccupato di tradurre e interpretare al meglio, e una successiva seconda in cui risponderanno alla mia lunga intervista. Perché alla fine risulti chiaro (a chi li conosce e a chi no) la loro storia, la loro attitudine, le loro idee e loro filosofia di fare arte, cultura e vita. Buona lettura…
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HACKTIVISM
//Barbara Sansone
HACKTIVISM
//Dedalus
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THE INFLUENCERS, IL FESTIVAL DELLA SOVVERSIONE
Txt: Barbara Sansone
Area: Hacktivism
Ci sono molte ragioni per cui il festival The Influencers si distingue da quanto propone la scena culturale di Barcellona. Uno è che si tratta di un festival variegato e originale, da cui non si sa cosa aspettarsi, anche se si può essere sicuri di divertirsi e di percepire una profonda coerenza, data l'estrema cura con cui è pensato e organizzato. Un festival che raccoglie personaggi dispettosi, curiosi, anticonformisti, spiritosi, sovversivi, indagatori, ironici, rivoluzionari e chi più ne ha più ne metta. Dei veri " hacker " della vita, dell'arte, della comunicazione. Un altro è che, pur proponendosi come "un incontro dedicato a progetti indipendenti di sovversione comunicativa, di esplorazione e mutazione della cultura popolare globale e di usi aberranti delle tecnologie digitali", in realtà rappresenta un momento di sollievo dagli abusi tecnologici ancora troppo di moda nell'ambito delle manifestazioni artistiche, per restituire dignità e importanza...
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AHA PRE-CAMP: DAL REALE AL VIRTUALE E RITORNO
Txt: Dedalus
Area: Hacktivism
Sottrarre le dinamiche di networking delle sfere virtuali e riversarle, anche solo per un giorno, nella concretezza dello spazio reale, permette di contestualizzare e di circoscrivere al meglio idee e concetti nello spazio della comunicazione dei corpi. Questa esigenza è stata sentita anche dagli iscritti alla mailing list del progetto AHA (Activism-Hacking-Artivism) che si sono dati appuntamento a Torino nella piacevole cornice dello Share Festival, per discutere e riflettere di attivismo artistico, politico e tecnologico a cinque anni di distanza dalla nascita della lista. D'altro canto, come afferma Aleksander Gubas, "una mailing list deve continuamente chiedersi quale sia il suo senso il suo scopo e la sua visione", anche solo per evitare che networking diventi "un'altra frase vuota e prostituita come multiculturalismo, tolleranza, democrazia o società aperta".
Ufficialmente l'incontro è finalizzato alll'organizzazione di un AHA Camp...
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SOFTWARE ART
//Cristiano Poian
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LETTURA BENJAMINIANA DELLA SOFTWARE ART
Txt: Cristiano Poian
Area: Software Art
A distanza di settant'anni dalla sua pubblicazione su Zeitschrift fuer Sozialforschung, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin rimane ancora un saggio capace di fornire spunti di discussione sullo statuto del rapporto arte-tecnologia. Citato da molti dei teorici della software culture soprattutto per indagare i punti di contatto tra la rivoluzione segnata dal cinema e quella del codice digitale, merita tuttavia un ulteriore approfondimento in questa sede perché ci permette di riflettere su alcuni concetti chiave della cultura e dell'arte del software. In primo luogo, occorre chiedersi se il concetto stesso di riproducibilità tecnica abbia ancora senso in un regime softwarizzato. Come ho già sottolineato in precedenza, la fondamentale differenza tra i media analogici e quelli digitali sta proprio nella dissoluzione del concetto stesso di riproduzione intesa come ri-presentazione di un contenuto. Si è notato ampiamente come l' essenza del software non sia da concepire come statica testualità di un programma in quanto sequenza sensata di caratteri alfanumerici, ma vada ricercata nella sua partecipazione dinamica alla costruzione di materiale significante da parte dell'hardware. Il computer produce contenuto ad ogni esecuzione del programma, processa le istruzioni opportunamente tradotte in sequenze di codice binario. Non ricorda una precedente esecuzione, né rilegge semplicemente un messaggio salvato su un supporto. Interpreta ogni volta una serie di dati, e opera una serie di trasformazioni su stati diversi del codice. Mi si potrebbe obiettare di non tenere conto che anche i dispositivi di riproduzione analogici poggiano su complesse modalità di funzionamento: ciò è vero ma solo in parte, perché essi sono sempre impegnati in una attività di lettura di un segnale e non nella co-generazione di tale segnale tramite la determinante mediazione di un software. Inoltre, e non è questione da poco, il medium digitale, in quanto interattivo, necessita anche di una maggior partecipazione dell'utente per il completamento di alcune operazioni. Sembra dunque che il concetto di riproduzione tecnica sia quantomeno messo in crisi nell'epoca della software culture...
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VIDEO ART
//Monica Ponzini
VIDEO ART
//Silvana Vassallo
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DIVA: DIGITAL VIDEO ART FAIR
Txt: Monica Ponzini
Area: Video Art
A fine marzo, a New York è tempo di fiere. Accanto all'Armory Show, ci sono diversi progetti paralleli che presentano settori particolari della produzione artistica. DiVA – Digital & Video Art Fair è uno di questi, con un programma ricco di incontri, ma soprattutto con un singolare spazio espositivo: le strade di Chelsea. Una serie di container collocati nel quartiere di New York a più alta densità di gallerie hanno offerto al pubblico un peculiare approccio alla videoarte e alle arti digitali: una sequenza di assaggi della produzione più recente, disseminati in angoli trafficati, nei parcheggi e lungo marciapiedi affollati. Il corpo e il suo rapporto con lo spazio circostante, la relazione artista-storia, l'osservazione critica e ironica dell'ambiente, della società, dell'impatto dell'informazione e delle nuove tecnologie, sono solo alcune delle tematiche esplorate nelle piattaforme più disparate - dal classico video monocanale alle proiezioni...
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IBRIDE ATTRAZIONI FATALI: KARIN ANDERSEN
Txt: Silvana Vassallo
Area: Video Art
Da sempre il tema dell'ibrido è al centro della produzione artistica di Karin Andersen, sia a livello stilistico che di poetica. Mescolando media tradizionali - fotografia, video, grafica, animazione - con tecnologie digitali di elaborazione delle immagini, l'artista ha sviluppato un suo personalissimo immaginario visivo, fatto di intrecci e contaminazioni tra l'umano, l'animale e l'alieno. Karin Andersen si è imposta all'attenzione del mondo dell'arte soprattutto attraverso la produzione di foto digitali, in cui creature umanoidi dalla pelle maculata e provviste di lunghe orecchie – oppure talvolta di antenne, code e artigli - si muovono con grande naturalezza in spazi architettoici, navicelle spaziali, paesaggi urbani e naturalistici. La sapiente integrazione tra manipolazione digitale e “tracce di reale” produce immagini enigmatiche e conturbanti, che veicolano un'idea complessa di ibrido, dove il familiare si stempera nell'alieno e viceversa...
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/Giuseppe Cordaro
//Alessandro Massobrio
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FABIO ORSI TRA SPERIMENTAZIONE E MELODIA
Txt: Giuseppe Cordaro
Area: Experimental
Il tarantino Fabio Orsi nel giro di pochi anni è diventato uno dei punti di riferimento della scena della musica sperimentale nazionale ed internazionale. Era il 2005 quando l'esordio di “Osci” rilasciato per la SmallVoice conquistò critica e pubblico, in seguito l'artista ha continuato un'intensa attività produttiva rilasciando lo split "For Alan Lomax" per A Silent Place nel 2006, uno splendido omaggio all'etnomusicologo americano con la collaborazione de My Cat Is An Alien, e poi una serie di cd realizzati in duo con l'amico/compositore Gianluca Becuzzi, "Muddy Speaking Ghosts Through My Machines" uscito sempre per A Silent Place nel 2006 e "The Stones Know Everything" su Digitalis Industries nel 2007. E' indubbio che il talento di Fabio è ormai una realtà più che consolidata, il sound intimista e astratto, uno dei pochi a trovare il giusto compromesso tra sperimentazione e melodia, spazia tra drone ambientali...
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MACCHINA AUTECHRE, A LIVE EXPERIENCE
Txt: Alessandro Massobrio
Area: Electronica
Il concerto degli Autechre allo Share festival di Torino è cominciato a notte inoltrata nella sala grande dell'Hiroshima Mon Amour, dopo un'interminabile dj set di Rob Hall e il live poco convincente del duo SND. D'altra parte lo spettacolo, annunciato per le dieci, è rimandato anche per il lento fluire del pubblico che tarda ad arrivare e si intrattiene a lungo nel cortile di fronte all'entrata. Alla fine i locale è pieno. Per fortuna al piano di sotto dell'Hiroshima c'era lo showcase di Reactable, il tavolo-sintetizzatore interattivo progettato dai ricercatori dell'Università Pompea Fabra di Barcellona, e nella piccola sala esposizioni al piano superiore gli Otolab con Circo Ipnotico, audiovisual performance presentata quest'anno a Strp festival e Sonic Acts da Marco Mancuso per Digicult. Lo show, suggestivo e ben eseguito, attrae un pubblico ristretto, che si dimostra molto interessato al gioco sinestesico innescato dalle forme colorate...
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AUDIO VIDEO
//Bertram Niessen
LIVE MEDIA
//Silvia Bianchi
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LA QUALITA' DELLO SPAZIO PER PABLO VALBUENA
Txt: Bertram Niessen
Area: Audio Video
Già da alcuni anni il campo dell'audiovisivo ha oltrepassato i limiti dello schermo per espandersi sul mondo fisico: a mio avviso, si tratta di un'ideale contrappeso allo spazio che la virtualità e l'immaterialità stanno conquistando nelle nostre vite. Di recente abbiamo avuto modo di vedere lavori sempre più interessanti che miravano allo sconvolgimento degli ordini spaziali e architettonici tramite la luce: dalle applicazioni di Claudio Sinatti con il suo Carillon Chandelier (che mi ha anche fatto scoprire l'artista di questa intervista, e che ringrazio) e sulle facciate degli edifici mediante un sapiente uso del software Isadore, al progetto Mangrovia (Visomat e Errorismith) presentato a Netmage quest'anno e successivamente a Transmediale e costantemente in opera all'interno del club M12 di Berlino, un live audovisivo incentrato sulla riorganizzazione sinestetica delle superfici di uno schermo costituto da prismi. In questo articolo...
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PLAY & LAFOXE: CINEMA EN DIRECTO
Txt: Silvia Bianchi
Area: Live Media
Play Cinema in directo e' una tre giorni che La Casa Encendida di Madridha dedicato al live cinema nel passato mese di febbraio. Il festival, quest'anno alla seconda edizione e`stato curato da Andrew Davies e ha visto la partecipazione ditra gli altri di LaFoxe, Sue Constable e Letitia Sunami, Murcof, XX+XY e Semiconductor. La rassegna ha offerto al gremito puvbblico di spettatori la possibilita di assistere a tre differenti sviluppi dell'estetica del live media, dando spazio nei tre giorni di programmazione ad un'interpretazione narrativa, grafica e fisica dell'interazione audio video in modalita´ live. Il festival e`la dimostrazione di un interesse crescente per questo tipo di arte anche nella capitale spagnola, dove la Casa Encendida svolge un rulo fondamentale per la sensibilizzazione del pubblico alle nuove forme di espressione. La Casa Encendida e`un centro sociale e culturale della Opera Sociale della Caja Madrid...
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ROBOTICS
//Luigi Pagliarini
TECHNOLOGY
//Luigi Ghezzi
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THE SUPER AVATARS
Txt: Luigi Pagliarini
Area: Robotics
L’idea del SuperAvatar nasce nel 2007. È un progetto d’opera che, da tempo, coltivavo nella mente parallelamente all’analisi di questioni teoriche poi confluite nella teoria dell’Intelligenza Polimorfa e nella teoria del Big Sieve e che, naturalmente, nel materializzarsi ha assunto connotati nuovi, anche grazie all’intensa cooperazione con due insostituibili coautori: Mr.B.D. ed Andrea Gabriele. Ovviamente, ciò rende ancor più intricata la già difficile impresa di definirne e tracciarne i contorni . Comunque sia, la definizione di Superavatar muove su più piani coltivando all’interno di ciascuna maschera (e relative performances) diversi aspetti artisti e concettuali che vanno dalla socio-politica alla psicologia e dalla scienza alla tecnologia e che qui proverò a riassumere. In primis, il Superavatar definisce la sua ragion d’essere su di un piano artistico esprimendo una ricerca estetica multimediale e multidisciplinare che amalgami con originalità gli aspetti narrativi con quelli visivi e sonori e, in secondo luogo, si dispone in una prospettiva narrativa che, da una parte, lo collochi in linea con la filosofia del teatro in maschera, la commedia dell’arte e la tradizione delle maschere italiane, mentre, dall’altra, si manifesti quale denuncia socio-politica diretta.
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SE NON ESISTESSERO I BISOGNI TECNOLOGICI
Txt: Luigi Ghezzi
Area: Technology
La tecnologia espande la nostra coscienza o la incapsula? E' questo uno dei temi del testo Technology Matters , dello storico comparatista David E. Nye pubblicato nel 2006. Un lavoro che non brilla certa di originalità, ma che per la sua capacità di imbastitura di fonti e di ricchezza bibliografica, lo rende un lavoro di notevole rigorosità scientifica. Se partiamo da invenzioni scientifiche come il microscopio o il telescopio, notiamo subito come la tecnologia ci permetta di espandere la nostra esperienza sensoriale e di interpretazione del mondo, quindi anche le nostre capacità cognitive. Fin qui tutti si trovano d'accordo, eccetto qualche filosofo (ad esempio Heidegger) impressionato dalla naturalezza con la quale l'uomo del XX secolo è pronto a “metabolizzare” la tecnologia, considerandola da subito come normale esperienza. Da un punto di vista psicologico-cognitivo, i problemi insorgono quando gli esseri umani...
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HYPER ARCHITECTURE
//Teresa De Feo
INTERACTION DESIGN
//Silvia Scaravaggi
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MARCOS NOVAK: IL FUTURO E' "ALLO"
Txt: Teresa De Feo
Area: Hyper Architecture
Marcos Novak è conosciuto come architetto, musicista, artista digitale, ma prima di tutto questo, Marcus Novak è un poeta visionario. E' una di quelle menti eccezionali in grado di confezionare mondi alternativi, in grado di spostare, sfidando il paradosso, i limiti della percezione abituale rendendo praticabile l'impossibile. Laureato in architettura, Novak è il padre della “Transarchitettura”, dell' “Architettura Liquida”, dell' “Archi-music”, musica navigabile, di un nuovo vocabolario per ridefinire le vecchie categorie spazio-temporali. Termini come transvergenza, spime, allo-atomi, neologismi caratterizzati dalla sfida alle logiche ossimoriche, sono i nodi concettuali di una futuribile fenomenologia dello spazio, della sfida che Marcos Novak vince abitualmente. Noto come l'architetto del cyberspace, Novak utilizza algoritmi matematici per costruire spazi ibridi ed intelligenti, tesi a realizzare una nuova architettura...
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LA VULNERABILITA' VIDEO DI TINA GONSALVES
Txt: Silvia Scaravaggi
Area: Interaction Design
Che cosa succede quando si guarda un video? Quali cambiamenti avvengono nel corpo e nell'emotività del partecipante quando prende parte ad un'installazione interattiva? Le reazioni fisiche e psichiche del fruitore sono una componente fondamentale della vita dell'opera d'arte e diventano addirittura necessarie per la riuscita di un pezzo che racchiuda in sé tecnologia, creatività ed interazione. Sull'indagine delle sensazioni, delle emozioni e della consapevolezza del corpo, che il pubblico sperimenta ed acquisisce entrando in relazione con l'opera, Tina Gonsalves (Sydney, 1972) ha basato una ricerca decennale, passando dall'uso dell'animazione, al video, fino all'interaction design. Tina Gonsalves è una videoartista ed un'artista multimediale, che fin dall'inizio dell'attività artistica si interessa alla condizione umana, al rapporto tra creatività, spazio privato ed emotività. Le tappe del suo percorso si sono avviate quasi casualmente...
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PERFORMING ART
//Annamaria Monteverdi
PERFORMING ART
//Massimo Schiavoni |
IL THEATRE DU SOLEIL PER GUIDARE LA GENTE
Tx: Annamaria Monteverdi
Area: Performing Art
E' in distribzione presso la FNAC anche in Italia il bel film-documentario “Un soleil à Kabul ou plutôt deux” , una testimonianza appassionata e appassionante del lavoro del Théâtre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkine a Kabul chiamato dall'associazione umanitaria per la Cultura e la Società Civile e realizzato da Duccio Bellugi Vannuccini, da vent'anni membro italiano della compagnia, in collaborazione con Sergio Canto Sabido e Philippe Chevallier. Il film prodotto da Bel Air Media è stato presentato nel giugno scorso a Torino grazie al Coordinamento delle Compagnie di Teatrocomunità dallo stesso Vannuccini insieme con Nicola Savarese e il 31 gennaio di quest'anno a Pistoia su iniziativa del Teatro Studio Blu – Centro Culturale il Funaro (Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso, Francesca Giaconi, Elena di Stefano). Una “missione” - come piace ad Ariane Mnouchkine definirla - che ha coinvolto per tre settimane...
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IL TEATRO CHE VERRA'
Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art
Le generazioni degli anni ottanta culturalmente attente, intraprendenti, tecnologiche e anche nichiliste per usare il pensiero di Jane Deverson, erano attratte da una cultura metropolitana e da sperimentazioni che “uscirono” dalle grandi città; anni riempiti da troppo ottimismo dove i giovani erano affascinati dall'ondata della musica vissuta in discoteca e sognavano oltre all'indipendenza un proprio gruppo musicale, un computer per evadere ed un qui ed ora televisivo. Negli anni novanta poi arriva l'apertura al mondo, la teatralizzazione di ogni azione, il business per antonomasia e la privacy violata dove i desideri generazionali sono l'apparire, l'essere immagine e l'essere globale, i pub ed i mega-cinema come luogo di affiliazione ed interazione. Nel nuovo millennio si assiste alla eterna reperibilità, alla comunicazione universale, alla rappresentazione digitale dove l'attenzione è spostata verso una “condizione naturale performativa”...
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NEW MEDIA
//Luca Barbeni
NEW MEDIA
//Alessio Chierico
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BRUCE STERLING: BEYOND THE BITS
Txt: Luca Berbeni e Marco Mancuso
Area: New Media
E' da un po' di tempo che il grande romanziere americano Bruce Sterling frequenta con competenza e sensibilità il mondo dell'arte digitale internazionale. Il fatto che uno dei padri del cyberpunk (ricordiamo in questo senso “Artificial kid”, “La matrice spezzata”, “Isole nella rete”, “La macchina della realtà” e i più recenti “Caos Usa”, “Lo spirito dei tempi”, "La forma del futuro"), un teorico delle nuove tecnologie sociali (chi non ha mai fatto un giro sul suo blog Beyond the Beyond legato a doppio filo alla rivista Wired o su Dispatch from the Hyperlocal Future), un visionario di nuovi possibili futuri iper-mediali, sia presente in contesti culturalmente e artisticamente differenti. Dall'inaugurazione della design exhibition Generator X-Beyond the screen a Club Transmediale 08 di Berlino, al catalogo di una mostra “d'arte per l'arte” come la neo annunciata “Holy Fire, the art of the digital age” presso il centro Imal di Brussels...
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ETERNITA' PRESENTE: IL SOGNO DI COMANDARE AION
Txt: Alessio Chierico
Area: New Media
La percezione/paradigma del tempo è uno degli aspetti più interessanti da osservare nell'esperienza del digitale. Questo è stato il tema della conferenza: “Eternità presente, senso ed esperienza del tempo nella società digitale” svoltosi il 7 marzo presso il GAM di Gallarate, in occasione della presentazione di “Visibile invisibile”, mostra personale degli artisti Bianco-Valente. La conferenza ha visto la presenza di studiosi di eccellenza nell'ambito delle arti e culture tecnologiche, quali: Antonio Caronia, Siegfried Zielinski, Tommaso Tozzi, Alessandro Ludovico, Amanda McDonald Crowley e Tommaso Trini. E' il sogno, frutto del nostro corpo/mente ad esplicarsi sempre più nel digitale. Il sogno è della stessa immaterialità di cui il cosmo stesso è soggetto: dello spazio e tempo; e della stessa immaterialità delle nostre concezioni sulle cosiddette quatto dimensioni. In questo ambito Antono Caronia intende focalizzarsi...
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