contributo grafico

:::DIGICULT:::
:::DIGIPOD:::

Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni

Editing/Photo Editing:

Marco Mancuso

Cover:
Redazione
Digicult

Contenuti:
Luca Barbeni, Silvia Bianchi, Antonio Caronia, Alessio Chierico, Lucrezia Cippitelli, Giuseppe Cordaro, Fabio Franchino, Luigi Ghezzi, Marco Mancuso, Bertram Niessen, Luigi Pagliarini, Monica Ponzini, Cristiano Poian, Silvia Scaravaggi, Massimo Schiavoni, Giulia Simi

Distribuzione:
Creative Commons

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
NETWORKING
//Maresa Lippolis

NET ART
//Giulia Simi

 

 

LOVINK: FREE COOPERATIONS IN P2P NETWORKS

Txt: Maresa Lippolis
Area: Networking

Durante l'ultimo incontro del Video Vortex organizzato dall''Institute for Network Cultures' ad Amsterdam, una grossa comunita' di networkers si e' riunita per analizzare  come il video, e i contenuti in generale, vengono condivisi attraverso la rete oggi. Partecipazione, sostenibilita' e nuove stategie di interazione fra artisti, produttori e pubblico, sono stati gli argomenti centrali della discussione. La pirateria e' stata spesso al margine della conferenza, facendo capolino e strizzando l'occhio a qualcuno. Ovviamente il mio era uno di questi, e quindi ho deciso di intervistare Geert Lovink, curatore dell'evento ed autore di Zero Comments edito in Italia da Mondadori, per dare piu' spazio alla produzione e alla organizzazione delle reti P2P. Da anni Geert Lovink e' uno dei maggiori analisti dei territori in cui la rete Internet incontra l'economia, la politica, l'azione sociale, l'arte. Un'intensa attivita' di saggista e di organizzatore di incontri...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

CARLO ZANNI: L'INFORMAZIONE E' IL NUOVO COLORE

Txt: Giulia Simi
Area: Net Art

Carlo Zanni, nato a La Spezia nel 1975, è artista internazionale i cui lavori sono stati ospitati in numerose gallerie e musei, da Roma a New York . Nel 2005 l' ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra gli ha dedicato una retrospettiva pubblicando il volume "Vitalogy" e le sue ultime opere hanno visto la partecipazione di musicisti e compositori d'eccezione, come Gabriel Yared - vincitore dell'Oscar per "Il paziente inglese" - e Gotan Project. Il lavoro di Zanni, acuto e attento alle dinamiche sociologiche e culturali attuali, incrocia media e linguaggi differenti in un continuo dialogo tra le arti. Pittura, installazioni, videogame, cinema, net art, le sue opere ben rappresentano lo spirito di quella “mixing culture” capace di costruire nuove visioni attraverso una pratica di scomposizione e ricomposizione della grammatica dei media. Negli ultimi anni la sua indagine è rivolta all'esplorazione di nuove modalità di narrazione ed ha aperto un esplicito...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
HACKTIVISM
//Bertram Niessen

HACKTIVISM
//Antonio Caronia


 

TROK!: LIBERE MUSICHE, PER SPAZI LIBERATI

Txt: Bertram Niessen
Area: Hacktivism

In Italia, forse più che in altri Paesi, la vita culturale della sperimentazione è legata a doppio filo con l'underground politico, attraverso un sistema che si è tortuosamente sviluppato a partire dalla fine degli anni'60. Con alterne fortune, i Centri Sociali e gli Squat sono stati i luoghi della sperimentazione (elettronica e non) degli anni '90. Tuttavia, negli ultimi anni l'Italia sta vivendo uno dei momenti più strani dal punto di vista del rapporto tra sperimentazione, pubblico e attivismo. Le realtà politiche sono lentamente entrate in una fase di riflusso dopo la repressione senza precedenti di Genova 2001, si assiste ad una sorta di ritorno alla dimensione privata e acritica della leisure, le nuove generazioni sembrano poco interessate a subentrare alle loro sorelle/fratelli più grandi nella gestione dei luoghi. Eppure, qualcosa sembra muoversi sottoterra. Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, ogni grande città ha sviluppato...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

CHI HA PAURA DI JANEZ JANŠA?

Txt: Antonio Caronia
Area: Hacktivism

Berlino, 28 gennaio 2008, Monumento agli ebrei assassinati d'Europa. La mezzanotte è passata da un minuto. Tre persone, giacca a vento bianca, zainetto con dispositivo GPS, webcam in mano rivolta verso il proprio viso, sostano un attimo, in silenzio. Poi, partendo ognuno da un punto diverso del perimetro del trapezio, si mettono in moto percorrendo un tracciato preciso in mezzo ai grandi pilastri del Denkmal che celebra la memoria della Shoah. Camminando con passo fermo e misurato nel freddo della notte berlinese, ognuno di essi comincia a ripetere ossessivamente, come un mantra, il proprio nome: “Jaz sem Janez Janša, Jaz sem Janez Janša, Jaz sem Janez Janša…” (“Mi chiamo Janez Janša…”). I tre volti appaiono nei riquadri sulla sinistra dello schermo, sul sito www.aksioma.org/sec. Sulla grande immagine satellitare del monumento berlinese, tre linee verdi cominciano a disegnarsi, traccia fedele...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
GENERATIVE ART
//Fabio Franchino

SOFTWARE ART
//Cristiano Poian

 

GENERATOR X, OGGETTI CHE (ANCORA) NON ESISTONO

Txt: Fabio Franchino
Area: Generative Art

Durante la presentazione pubblica di GeneratorX 2.0 avvenuta presso il DAM di Berlino, in collaborazione con Club Transmediale 2008 e Hyperwerk, Marius Watz, organizzatore e curatore dell'evento, concluse il discorso introduttivo ricordando ai presenti di non dimenticare di venire all'opening della mostra di generatorX, che si sarebbe svolta qualche giorno dopo. Una mostra di oggetti che ancora non esistono. GeneratorX 2.0 Beyond the screen è stata la seconda edizione dell'evento più importante che si occupa di metodologie generative applicate all'arte e al design, al fine di indagare su nuove possibilità creative mediante l'utilizzo del codice e dei software custom-made. Strutturato su tre distinti momenti, ovvero un workshop, un ciclo di conferenze/performance e una mostra conclusiva, il festival è stato indubbiamente un successo. Merita una particolare attenzione il workshop di GeneratorX 2.0...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

LETTURA HEIDEGGERIANA DELLA SOFTWARE CULTURE

Txt: Cristiano Poian
Area: Software Art

Negli anni Trenta, Martin Heidegger dedica una serie di conferenze all'opera d'arte, tra Friburgo e Francoforte, che porteranno alla stesura del saggio L'origine dell'opera d'arte, pubblicato nel 1950. A distanza di settant'anni, la riflessione heideggeriana sull'arte e sulla sua essenza, ridiventa fondamentale per comprendere le modalità in cui il software passa da strumento al servizio della produzione artistica ad opera d'arte di per sé, contrapponendo la sua vocazione autarchica nei confronti del codice digitale, la tendenza al do it yourself, la logica del software libero a quella che Heidegger definisce l'industria artistica. Il pensiero heideggeriano sulla verità dell'arte fornisce oggi un'inedita chiave di lettura per interpretare sia l'attuale contrapposizione tra il concetto di software come mezzo (tipico di tutti gli ambiti artistici e creativi della contemporaneità) e come opera (oggetto artistico in quanto tale), sia la contrapposizione fortemente politica...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
EXPERIMENTAL CINEMA
//Alessio Galbiati

EXPERIMENTAL CINEMA
//Lucrezia Cippitelli

 

 

 

JACOBS: IL DEMIURGO DELL'IMMAGINE IN MOVIMENTO

Txt: Alessio Galbiati e Paola Catò
Area: Experimental Cinema

Mentre scrivo questo “pezzo” la dodicesima edizione del Sonic Acts volge al termine e come ogni evento che si appresta alla conclusione lascia nell'animo di chi era presente, come pure di chi non c'era, l'enorme ansia della perdita che non è solo lo scivolare via d'un momento presente che si vorrebbe eterno, ma il timore dell'essersi lasciati sfuggire qualcosa da sotto il naso: un'intuizione, un momento, un bagliore irripetibile per sempre andato. Nella quattro giorni del suo svolgimento il Sonic Acts ha proposto un'infinità di cose differenti, un flusso davvero denso di informazioni, proiezioni ed esibizioni oltremodo notevole ed interessante; in particolar modo le dodici conference proposte si sono rivelate come altrettanti momenti eccezionali in cui una serie piuttosto eterogenea di personalità provenienti da varie parti del mondo hanno potuto illustrare alcuni fra gli aspetti più interessanti e meno indagati dell'attuale...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

BLACK BOX: GLI SPAZI DEL CINEMA

Txt: Lucrezia Cippitelli
Area: Experimental Cinema

La versione inglese di questo testo è stata pubblicata sul libro ideato dall'artista belga Boris Debackere e curato insieme ad Arie Altena “The cinematic experience” per Sonic Acts XII, in cui I testi di nove autori e dieci interviste, riflettono sul cinema, sulla sua essenza e le sue modalità di produzione. Il cinema non narrativo, non hollywoodiano, non commericalizzato è al centro delle riflessioni di teorici, artisti e critici che cercano di focalizzarsi sul tema centrale dell'esperienza per indagare quail sono le strade che il cinema ha percorso e sta percorrendo, quail sono gli strumenti di cui si dota, attraverso quail meccanismi (fisici, sensoriali, psicologici) coinvolge lo spettatore. Il libro è il risultato di una ricerca condotta nell'ambtio dell'accademia Sint Lukas di Bruxelles (dove Debakcere insegna), di due conferenze (la prima tenutasi al Vooruit di Gent durante il festival “Almost Cinema” e la seconda a Bruxelles durante...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
EXPERIMENTAL
/Giuseppe Cordaro


 

TAYLOR DEUPREE: LA BELLEZZA DEL MINIMALISMO

Txt: Giuseppe Cordaro
Area: Experimental

Nel mondo della musica contemporanea e dell'arte digitale Taylor Deupree è considerato uno dei migliori interpreti della rivoluzione digitale a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni. Sound artist, fotografo, grafico, il poliedrico artista americano ha iniziato la propria carriera alla fine degli anni 80 incidendo musica techno, per l'etichetta americana Istinct Records. In seguito a quelle prime esperienze discografiche, e alle promesse non mantenute da parte dell'etichetta Silent che doveva pubblicare un suo disco, nel 97 decide di fondarne una tutta sue e orientata al minimalismo musicale, la 12k. A dieci anni dall'uscita del primo disco, la 12k è cresciuta tantissimo diventando un punto di riferimento per tutta la scena minimal ambient-sperimentale. Molti e importanti gli artisti all'interno dell'etichetta, a cavallo tra ambient sperimentale, techno e minimalismo: da Frank Bretschneider agli Skoltz Kolgen, dall'amico Richard Chartier a Sebastien Roux, da Kenneth Kirschner a Steinbruckel e molti altri ancora. Infinite al contempo le collaborazioni a livello internzionale, al punto da intessere una vera e propria rete di musicisti e artisti visuali, sul confine tra minimalismo e contemporaneità artistica. Si colloca in questo discorso il rapporto costante con la label Raster-Noton ma anche tutta l'attività della sub-label Line (gestita proprio da Richard Chartier) che vanta al suo interno molti artisti di punta di questa scena, dallo stesso Alva Noto a William Basinski, da Asmus Tietchens a Nibo, dai Matmos a Ivan Pavlov. Un musicista Taylor Dupree in grado di prestare la sua arte anche ad arte discipline che lavorano a contatto con il suono o con l'ambiente sonora in senso ampio: a imperitura memoria rimarrà quindi la sua collaborazione per la seminale Tower of Winds, installazione interattiva ambientale. progettata dall'architetto nipponico Toyo Ito per la città di Yokohama nell'ormai lontano 1998. Abbiamo chiesto a Taylor un punto di vista sulla scena musicale contemporanea, di parlarci del suo lavoro, dei suoi progetti e dell'importanza che ha acquisito nell'attuale scena musicale.

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
AUDIO VIDEO
//Marco Mancuso

AUDIO VIDEO
//Silvia Bianchi

 

 


 

 

SONIC ACTS XII: A CINEMATIC REPORT

Txt: Marco Mancuso
Area: Audio Video

Sonic Acts si è svolto ad Amsterdam il weekend dal 21 al 24 Febbraio scorso. Focalizzato sul tema della “Cinematic Experience” si è rivelato personalmente uno dei festival più riusciti a cui ho partecipato negli ultimi tempi. Un equilibrio stimolante tra conferenze, proiezioni, performance e mostra, con un tema portante che non svolge tanto il ruolo di cappello concettuale del festival (formula quanto mai stanca e miope, come molte rassegna hanno palesemente dimostrato ultimamente) quanto più quello di linea guida lungo la quale intraprendere un percorso lastricato di riferimenti tra la contemporaneità digitale e il suo riferimento storico analogico/meccanico/elettronico. Per chi fa esperienze di festival e incontri, conferenze e mostre nell'ambito dell'arte digitale, in Italia e in Europa, sa bene che la mia frase non corre il rischio di essere banale. Sonic Acts anche nel 2008, come nei precedenti capitolI...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

DAFNE BOGGERI: A ZIG ZAG TRA IMMAGINI E SUONI

Txt: Silvia Bianchi
Area: Audio Video

Dafne Boggeri è senza dubbio una delle più interessanti e polimorfe personalità artistiche emerse in Italia negli ultimi anni. Il suo approccio multidisciplinare l'ha vista attiva attraverso fotografia, video, installazione e performance in un percorso in cui forma e significato si articolano fra i confini dei media. Il suo lavoro e' stato presentato nelle mostre personali Relax, It's Only Me, in collaborazione con Sonja Cvitkcovic, Los Angeles (2007), Hidden line on explicit surface n.01, Centre Culturel Français de Milan (2006), Espace Experimental, Le Plateau, Parigi (2004) e in numerose collettive come il progetto iItalo-belga Looking for the Border, Mechelen, Strombeek, Milano (2007) e videoREPORT ITALIA_2004/05, Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone (2006). Per la sonorizzazione del live media You can wake up now...

segue...

 

 

 

 

----------------------------------
ARTIFICIALINTELLIGENCE
//Luigi Pagliarini

TECHNOLOGY
//Luigi Ghezzi

 

 

 

 

 

THE DARWINIAN COMPOSER

Txt: Luigi Pagliarini
Area: Artificial Intelligence

Nell'ambito dell'attività teorica e seminariale che, recentemente, mi ha visto più volte impegnato nell'introduzione alla teoria dell'Intelligenza Polimorfa (Digicult links it/en), ho sviluppato una serie di paradigmi ed esempi che aiutassero il lettore o l'ascoltatore a comprendere (se non addirittura a percepire) l'inteso legame sviluppatosi tra, da una parte, la psiche e gli stili cognitivi dell'essere umano e, dall'altra, le funzioni tecnologiche semplici ed avanzate, più tipiche dell'informatica moderna. Tra i tanti modelli adottati uno dei più popolari – probabilmente perchè prossimo alle diverse sensibilità dei tanti ed intellettualmente differenti interlocutori - c'è sicuramente quello che ho denominato il Darwinian Composer. L'idea e l'intenzione di connotare una definizione di Compositore Darwiniano nacque dapprima quale esigenza pratica di docenza. Difatti, da qualche tempo io ed altri colleghi (ed, in particolare, ringrazio Maurizio Masini per le brillanti...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

LA STRADA NASCOSTA PER LA CITTA' DEL FUTURO

Txt: Luigi Ghezzi
Area: Technology

Il 1 febbraio, il magazine tedesco per la “giovane ricerca” Sciencegarden ha aperto un bando dal titolo “La città nel presente, nel passato e nel futuro” (Die Stadt in Gegenwart, Vergangenheit und Zukunft). Con questo titolo, di vedute piuttosto ampie, la redazione si propone di selezionare e premiare alcuni reportage, resoconti o interviste che abbiano il tema della città come oggetto e che provengano dalle più disparate discipline (ingegneria, sociologia, botanica). Il tema conduttore è giustificato dal fatto che le città, dalla polis greca fino alle metropoli del XXI secolo sono un'inesauribile fonte di lettura dell'evoluzione dei rapporti sociali, politici e tecnologici delle culture umane. Sono, ad esempio, mappe dell'aumentato bisogno di mobilità, di energia, di inquinamento, occupazione del territorio ed erosione della campagna. La dinamica dell'evoluzione è il filone da battere: i mutamenti delle città non riflettono solamente le combinazioni programmatiche degli urbanisti e dei costruttori...

segue...

 

 

 

 

 

----------------------------------
HYPER ARCHITECTURE
//Marco Mancuso

 

 


AETHER ARCHITECTURE: SPAZI REALI, SPAZI VIRTUALI

Txt: Marco Mancuso
Area: Hyper Architecture

Aether Architecture è uno studio di design e architettura Ungherese di Budapest ma conosciuto a livello internazionale per il suo approccio innovativo e concettuale alla media architecture. Dopo essere stati rappresentanti del padiglione ungherese all'ultima Biennale di Architettura di Venezia nel 2004, e dopo aver partecipato a una serie interminabile di festivals e rassegne in tutto il mondo (compresa la partecipazione alla mostra di installazioni del festival Mixed Media di Milano del 2006, curata da Paolo Rigamonti e Silvio Mondino con il coordinamento di Tiziana Gemin), Adam Somlai-Fischer e i suoi soci sono ormai tra i più raffinati rappresentanti di quella disciplina che utilizza gli strumenti del digitale (o delle nuove tecnologie integrate in generale) per rappresentare fisicamente i nuovi spazi virtuali, le connessioni, le correlazioni, le Reti, i flussi di informazioni della società di oggi. In progetti come “Ping Genius Loci“ o “Wifi Camera”, il digitale è difatti utilizzato come vero e proprio strumento architettonico, con l'idea di promuoverne un utilizzo strutturale che consenta la visualizzazione di spazi di mediazione, tra reale e virtuale, tra locale e globale in termini di connessione tra singoli individui. Per Adam lo spazio urbano e quello virtuale rappresentano un tutt'uno in costante relazione, un ambiente espanso con il quale l'architetto deve necessariamente confrontarsi. Da quanto ho iniziato questo tipo di trattazione e analisi su DigiMag (la relazione cioè tra multimedialità audiovisiva, rapporto con lo spazio e visualizzazione delle relazioni tra spazi reali e nuovi spazi virtuali), Aether Architecture costituisce probabilmente un capitolo nuovo. La complessità dell'approccio teorico e metodologico, l'intellettualismo mai fine a se stesso, lo sforzo di perseguire un ruolo totalmente nuovo e radicale all'architettura, sono tutti elementi che fanno di Adam Somlai-Fischer uno dei protagonisti della scena internazionale della nuova architettura.

segue...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
VIDEO THEATRE

//Massimo Schiavoni

PERFORMING ART
//Massimo Schiavoni

L'OCCHIO DELLE DONNE

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Video Theatre

Roland Barthes su La chambre claire evidenziava come la fotografia non è altro che l'oggetto di tre pratiche dove l'Operator è il fotografo, lo Spectator siamo tutti noi e quella cosa o colui che è fotografato potremmo definirla lo Spectrum, dato che questa parola mantiene un certo rapporto con lo “spettacolo”. Lo Spectrum nella nostra società contemporanea e in particolar modo nell'arte, ha preso sempre più i connotati di un mondo interiore legato all'artista, un microcosmo personale dove sono imprigionate sensibilità, paure e desideri anche privati impressionati da una foto-macchina che oramai con il digitale ha ridotto tutti i tempi di esecuzione a favore di una immediatezza istantanea che può essere vera o modificata. Ora, la fotografia a partire dagli anni sessanta, ha avuto la facoltà e la capacità di “registrare” anche aventi artistici, cioè arte sull'arte, ricordando gli scatti ai vari Kaprow o Morris e le documentazioni agli...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

BABILONIA TEATRI, LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO

Tx: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art

Scrive Debord nel 1967: “le avanguardie hanno un unico tempo e la fortuna più grande che possono avere è, nel senso pieno del termine, quella di fare il loro tempo.” Vincitori del Premio Scenario 2007 con l'ultima opera teatrale Made in Italy , i Babilonia Teatri si affacciano nella scena performativa italiana occupando di diritto la post-avanguardia scenica partendo dal nord-est; e da Verona nasce un gruppo giovane intorno a un'idea di messa in scena che parla della guerra in Iraq, per un teatro diverso che guarda al contemporaneo. Nel 2006 sono finalisti al Premio Scenario Infanzia con Panopticon Frankenstein, ideato da Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, fondatori, registi e performer della Compagnia, e già qui, partendo dal risultato del lavoro svolto all'interno del carcere veronese di Montorio, riescono ad arrivare dritti al cuore degli adolescenti specchiati e trasfigurati senza ipocrisie nei duri temi del sociale...

segue...

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------
NEW MEDIA

//Luca Barbeni

PSYCHOGEOGRAPHY
//Monica Ponzini

 


SHARE FESTIVAL 2008: MANUFACTURING

Txt: Luca Berbeni
Area: New Media

“Questo libro non intende presentarsi come una ricerca formale, ma nasce da un'idea precisa, cioè quella di studiare la produzione “casalinga” di oggetti funzionali di uso quotidiano.” Così inizia il testo introduttivo di Vladimir Archpov, che ha pazientemente raccolto 220 invenzioni nate dall'estro di una popolazione russa colpita dalle ristrettezze economiche generate dalla fine dell'impero sovietico. Tra gli oggetti la “ gabbia antivandali per lampione ”, una “ stufetta con lampada al quarzo ” e un “ distillatore casalingo ”: cosa centra tutto ciò con Share Festival? Manufacturing, tema della quarta edizione del festival, che si tiene a Torino dall' 11 al 16 marzo 2008, è stato scelto per due ragioni. Per prima cosa, si vogliono presentare le potenzialità della fabbricazione digitale che sta diventando sempre più “personal”. Non meno importante è il fatto che Torino è World Design Capital 2008. Ma Torino è anche un grande centro...

segue...

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- top -----------

CHRISTINA RAY: TERRITORI OPEN SOURCE

Txt: Monica Ponzini
Area: Psychogepgraphy

Christina Ray vive a Brooklyn, New York . E' un'artista e una curatrice specializzata in psicogeografia, l'investigazione creativa degli spazi fisici e psicologici delle città, fondatrice di Glowlab, un'iniziativa che produce arte sperimentale legata alla fruizione e interpretazione degli spazi urbani, e del Conflux Festival. Una passeggiata con lei diventa un viaggio parallelo alla scoperta di una città che spesso abbiamo sotto gli occhi, ma a cui non prestiamo veramente attenzione. Una città che gli artisti usano liberamente, trasformano in continuazione e offrono allo sguardo di tutti – gratuitamente e senza pretendere di venderci nulla. L'ambiente che ci circonda diventa, attraverso le loro manipolazioni, qualcosa di familiare e inusuale allo stesso tempo, una risposta attiva al martellamento visivo a cui ci sottopongono la pubblicità e i messaggi del potere costituito. E così, lo stesso edificio può ospitare stratificazioni di graffiti...

segue...