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Pubblicazione mensile:
Digicult Produzioni
Redazione / Editing:
Marco Mancuso
Cover:
Arianna D'Angelica
Contenuti:
Lucrezia Cippitelli, Alessio Chierico,
Luigi Ghezzi, Maresa Lippolis, Loredana Menghi, Claudia Moriniello, Annamaria Monteverdi, Bertram Niessen, Monica Ponzini, Luigi Pagliarini, Barbara Sansone, Silvia Scaravaggi, Domenico Sciajno, Mariangela Scalzi, Giulia Simi, Massimo Schiavoni
Distribuzione:
Creative Commons |
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NET ART
//Monica Ponzini
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FLORIAN THALHOFER E IL KORSAKOW SYSTEM
Txt: Monica Ponzini
Area: Net Art
Se per Shakespeare il mondo era un teatro, per Florian Thalhofer il mondo è un sistema di hyperlink. E' così che lo rappresenta, film dopo film, riprendendo paesaggi, storie e testimonianze che “assembla” con il suo software originale, il Korsakow System. Il risultato è un film non-lineare e interattivo, di cui lo spettatore può decidere il corso selezionando man mano una serie di link generati da parole chiave. Il sistema è stato creato nel 2000 per realizzare il film [korsakow syndrom], dedicato ad una patologia degenerativa del cervello che colpisce gli alcolisti, minando la memoria a breve termine e inducendo una mancanza di orientamento spazio-temporale: i racconti che ne scaturiscono, frammentati e non necessariamente coerenti, sono il modello di base per la narrativa non-lineare di Florian. Partendo da una clip, il programma isola altre unità narrative minime (le cosiddette SNU, smallest narrative units) tra cui lo spettatore sceglie, ottenendo ogni volta un avvicendamento, e in definitiva un film, diverso. La sceneggiatura in senso classico viene frantumata e la storia – o meglio: le storie - diventano il risultato del contributo comune di autore e pubblico, un flusso narrativo proteiforme che viaggia attraverso la Rete. Ed è proprio Internet che non solo fa da modello per la comunicazione non-lineare, ma ne è la piattaforma di distribuzione principale, ospitandone la continua evoluzione. Una evoluzione, che, in fin dei conti, secondo Florian, parte da un modello di pensiero connaturato al nostro cervello. A New York, pronto ad attraversare gli Stati Uniti per il suo ultimo progetto [1000Stories], sviluppato contemporaneamente su vlog e su installazione, Florian Thalhofer ci ha parlato della sua prospettiva…
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HACKTIVISM
//Annamaria Monteverdi
HACKTIVISM
//Maresa Lippolis
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IL TEATRO DEL CONTROLLO ELETTRONICO
Txt: Annamaria Monteverdi
Area: Hacktivism
Qualcuno ricorderà il film Nemico pubblico di William Wellman con Will Smith e Gene Hackman, inquietante storia di un uomo tracciato da videocamere, rilevatori di frequenze radio, cimici elettroniche, registratori satellitari, microfoni ad alta sensibilità che lo inseguivano in ogni suo spostamento. Pellicola che si aggiunge ad altre che hanno trattato la questione del controllo, delle intercettazioni, della sicurezza dei dati e dello spionaggio satellitare: La conversazione di Coppola, Crimini invisibili di Wenders, In ascolto di Giacomo Martelli. In teatro se ne è occupato recentemente una compagnia statunitense, The Builders Association diretta da Marianne Weems specializzata in allestimenti teatrali riccamente dotati di tecnologia digitale e schermi panoramici e che nel 2003 ha portato a RomaEuropa il pluripremiato Alladeen, storia non così fiabesca di dipendenti di un call center di Bangalore, vincitore anche di un Obie Award...
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STEAL THIS FILM 2: SHARE ALIKE
Txt: Maresa Lippolis
Area: Hacktivism
Sulla scia dell'attitudine "diy-do it yourself" del libro di Abbie Hoffman, Steal this book (1970), nel 2006 un sedicente gruppo di filmakers riunito sotto la sigla "The league of the noble peer" ha prodotto un interessante documentario, Steal this film, che ha voluto raccontare le pratiche ludiche e disincantate con cui i pirati dei nostri giorni stanno mettendo in crisi il sistema di diffusione e produzione dei saperi e delle informazioni. Il film e' diventato un caso interessante di distribuzione e circolazione alternativa, dal momento che e' stato scaricato dai piu' di 2.500.000 di persone, e ridistribuito sulle piu' importanti community p2p europee. A Berlino nella gloriosa sede del pirate cinema (http://piratecinema.org), peraltro strettamente collegato all'ideazione e alla realizzazione del progetto, e' stata proiettata a fine ottobre una prima versione della seconda parte di Steal this film. Questa volta prodotto da channel 4...
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SOFTWARE ART
//Domenico Quaranta
SOFTWARE ART
//Mariangela Scalzi
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THE GATE: CONSIDERAZIONI APERTE - PARTE 1
Txt: Domenico Quaranta
Area: Mmorpg
The Gate (or Hole in Space, Reloaded) è un'installazione realizzata per la mostra inaugurale dell' iMAL Center for Digital Cultures and Technology di Brussels (4 – 10 ottobre 2007). Nata da un'idea di Yves Bernhard, direttore dell'iMAL, l'installazione intendeva affrontare una questione solo apparentemente semplice: come creare un ponte tra spazio reale e mondi virtuali, in modo tale da permettere la fruizione di questi ultimi (e l'interazione con i loro abitanti) nello spazio fisico, senza la mediazione dell'interfaccia grafica. Il problema si è già posto più volte, e la soluzione adottata – la proiezione, nello spazio reale, di uno streaming video dal mondo virtuale – ha dimostrato più volte di non funzionare. The Gate non ha risolto il problema, e la soluzione che ha trovato alla fine di un percorso abbastanza accidentato è ben lontana dall'essere definitiva. Tuttavia, un passo avanti c'è stato, e diversa gente, da un lato e dall'altro...
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AVATARC: UNA SECONDA VITA PER SECOND LIFE
Txt: Mariangela Scalzi
Area: Mmorpg
Il mese di ottobre ha chiuso in Toscana con due eventi particolarmente significativi per aver focalizzato nuove interpretazioni sui metaversi e aver dato spazio a protagonisti emergenti sulla scena di Second Life. Visionaria - Video Festival Internazionale è il primo di queste manifestazioni: svoltosi a Piombino dal 20 al 27 ottobre, giunto alla sua sedicesima edizione ha proposto al pubblico di cinefili la trasposizione del Festival su Second Life, ospite dell'isola di AVATARC. L'esperimento ha rappresentato la prima esperienza internazionale nel campo dei festival video ed in particolare è stata l'occasione per verificare con soddisfazione le potenzialità di questa piattaforma nel contesto della divulgazione artistica, cosa di cui i membri di AVATARC, gli artefici, vanno orgogliosi. In effetti il successo di pubblico – numeroso e partecipe, a cavallo tra mondo virtuale e vita reale - e la soddisfazione degli...
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VIDEO ART
//Silvia Scaravaggi
VIDEO ART
//Loredana Menghi
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VINZ BESCHI, I MEDIA NON MANGIANO I BAMBINI
Txt: Silvia Scaravaggi
Area: Video Art
Il mondo dei media, del digitale, dell'audio/video io l'ho scoperto per puro caso a scuola, anzi durante il primo anno di Università. Prima non mi sognavo neppure che cosa significasse; guardavo la televisione, andavo al cinema, vedevo video musicali, scrivevo e-mails, ascoltavo musica su cd. Però non avevo mai ricevuto un'educazione in merito, non avevo mai imparato a capire quali meccanismi stessero dentro e dietro agli strumenti che utilizzavo, quale fosse la storia che li aveva formati e sorretti. E quali gli sviluppi e le implicazioni per il futuro… Spesso, fin da piccola, mi è capitato di ascoltare voci che si opponevano ad uno sviluppo tecnico e tecnologico, pensieri negativi sull'uso dei nuovi media, sul rapporto che le nuove generazioni possono instaurare con essi. Eppure, la prima volta che mi sono trovata ad affrontare criticamente il mondo dell'elettronica analogica, prima, e del digitale poi, ho pensato...
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FE/MALE: IL FESTIVAL DE NUOVI GENERI
Txt: Loredana Menghi
Area: Video Art
Un invito all'estasi dell'insurrezione, al desiderio del gioco, al sublime piacere dell'abbandono, perpetrato da bans, djs, filmakers, performers, case editrici, visual artists; ma anche una critica graffiante all'eterocrazia che ingabbia inclinazioni e corpo all'out .. out d'identità vincolanti e prestabilite, alle discriminazione misogene e sessiste che venano di contraddizione pure lo stesso movimeto gay e lesbico. In una parola Fe/Male, festival dedicato ai nuovi generi, alla femminilità ai femminismi, che ha usato lo 'slash' "per unire più che per separare, per contrarre più che per distinguere", sottolinea Phag Off (www.phagoff.org), l'organizzione che ha curato l'evento in collaborazione con il Traffic, Sick Marylin, Locanda Atlantide e lo storico c.s.o.a Forte Prenestino. Un caleidoscopio di identità, approcci, linguaggi ed esperienze italiane ed internazionali che per 4 giorni, dal 16 al 20 ottobre 2007, ha animato le notti romane...
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ELECTRONICA//Claudia Moriniello
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CHI HA PAURA DEL BUIO
Txt: Claudia Moriniello
Area: Electronica
Compositore, performer ed installatore sonoro, John Duncan è raro esemplare di quegli artisti totalmente immersi nella ricerca esistenziale, che da oltre un ventennio rappresenta una delle figure cardine del panorama della sperimentazione radicale. La sua lunga e varigata carriera, caratterizzata dall'intensità elettroacustica e da eventi d'arte performativi e di confronto, percorre i risultati delle sue rigorose ricerche nell'ambito dei temi e delle ambientazioni le più disparate (arcani, metafisici, trasgressivi). Duncan dipinge il suo lavoro come un catalizzatore di energia, attraverso cui cerca di invogliare il pubblico a partecipare al processo di ricerca e autoscoperta. Questa intervista nasce a Palermo, e non a caso in occasione di una performance-concerto per quattro canali "surround sound". La platea galleggia immersa nel buio più assoluto e totale, in modo tale da amplificare la percezione sensoriale degli astanti non soltanto nei riguardi della musica ma anche nei confronti di una più pregnante compartecipazione alla creazione dell'atmosfera scontornata e a-dimensionale per un coinvolgimento più totale. Essa completa in un certo qual modo l'intervista fatta tempo fa da Silvia Bianchi per Digimag (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=717), per cercare di comprendre a fondo l'incredibile universo artistico dell'americano John Duncan (nato nel 1953 a Wichita, Kansas, ma da qualche anno residente in Italia), personaggio che è cresciuto nell'ambito della performing-art, studiando con Allan Kaprow, incentrando poi i propri interessi verso mondi estremi quali quello della pornografia. Nella sua produzione discografica troviamo i rapporti con la scienza, con l'energia, il rompere la materia per rivelare la sua struttura, per analizzare il carattere dei suoi elementi e pervenire all'essenza della sostanza stessa, privilegiano il lavoro sulle onde corte.
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AUDIOVIDEO
//Bertram Niessen
LIVE MEDIA
//Domenico Sciajno
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I QUASI OBJECTS DI LORENZO OGGIANO
Txt: Bertram Niessen
Area: Audiovideo
A volte riuscire a scrivere un pezzo per Digimag è un piccolo incubo: nessuno dei contatti che hai preso ti risponde, la data di scadenza si avvicina e Marco Mancuso inizia, giustamente, a starti addosso. Questa intervista è uno dei rari casi in cui l'articolo mi è piovuto in braccio dal niente. Ho conosciuto Lorenzo Oggiano ad un'inaugurazione, e lì per lì non ho collegato il suo nome a niente di specifico. Una volta visitato il suo sito, però, ho rimesso insieme il puzzle di nome e volto con il progetto estremamente affascinante di "Quasi-Objects", che avevo già avuto modo di vedere: mutazioni ipnotiche di entità nel mondo dell'infinitamente piccolo, con il sapore di laboratorio e l'odore del liquido di contrasto. Bene, non mi sono fatto scappare l'occasione. Oltre ad aver trovato uno dei non molti sperimentatori italiani che fanno un uso veramente consapevole e dosato del 3D, ho avuto modo di scambiare una piacevole chiacchierata con un artista dotato di una riflessività teorica fuori dal comune. Buona lettura.
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DUPRASS DUO, NEW AUDIOVISUAL POLITICS
Txt: Domenico Sciajno
Area: Live Media
Ho avuto modo di conoscere parte dell'interessante lavoro degli artisti israeliani Liora Belford e Ido Govrin in occasione dell' Experimental Intermedia Festival a New York. Mi ha incuriosito il loro approccio che, sebbene ascrivibile nell'ambito sperimentale, si apre ad atmosfere decisamente più distese e meno aggressive rispetto ad altri artisti isreaeliani da me precedentemente incontrati. Sino ad allora gli artisti sperimentali israeliani che ho conosciuto condividevano l'uso dell'energia ai massimi livelli, un forte impegno politico e sociale (le stroiche tensioni in israele sono note a tutti) e sottolineavano una forte rottura ed indipendenza rispetto ai canoni dell'arte occidentale in qualunque ambito, dalla musica alle arti figurative. Ho voluto capire parlando con loro la natura di questa 'differenza' e oltre a questo ho scoperto che dietro al loro lavoro in duo si cela un interessante attività sul territorio apparentemente senza confini...
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A.I.
//Luigi Pagliarini
TECHNOLOGY
//Luigi Ghezzi
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INTELLIGENZA POLIMORFA: PARTE 1
Txt: Luigi Pagliarini
Area: Artificial Intelligence
Avendo maturato l'impressione che troppo a lungo sia gli studiosi della Mente che quelli d'Intelligenza Artificiale avessero adottato punti di riferimento concettuali inappropriati, ho sviluppato all'inizio dell'anno (2007) il concetto d'Intelligenza Polimorfa, paradigma che, successivamente è stata richiesta ed accolta caldamente un po' in tutto il mondo. Il mio è un tentativo di far luce, attraverso un semplice costrutto teorico, su quella che chiamiamo relazione uomo-macchina cercando di rispondere ai molteplici falsi paradigmi ed orientamenti filosofici che pervadono diversi settori di ricerca prossimi al mentale, nel tentativo di liberare da qualsiasi forma d'ambiguità il nostro pensiero, per puntare diritto verso una nuova definizione di mente e d'intelligenza che abbandoni per sempre il pregiudizio per cui l'intelligenza costruttiva - e, simmetricamente, distruttiva - sia una prerogativa esclusiva dell'uomo...
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PECHINO, LE POLITICHE MONDIALI
DELLA RICERCA
Txt: Luigi Ghezzi
Area: Technology
L'incontro di Beijing del 24-29 settembre che ha visto come protagonisti la American Association for the Advancement of Science (AAAS), la China Association for Science and Technology (Cast) e la Chinese Academy of Sciences (CAS), merita un approfondimento per il suo significato simbolico e contingente; è impossibile prescindere da iniziative di tal genere per comprendere come si evolveranno i futuri rapporti geopolitici dello sviluppo e della tecnologia. Durante la conferenza sono stati siglati alcuni accordi di collaborazione nei campi della formazione e della pubblicazione (principalmente per quanto riguarda la rivista Science ), nella prospettiva di un sempre maggiore impegno comune per lo sviluppo etico e sostenibile e per la diffusione della conoscenza scientifica nell'opinione pubblica. La consapevolezza – e l'orgoglio – della portata di questo incontro non è mancata se Lu Yongxiang, il presidente...
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MEDIA ARCHITECTURE
//Marco Mancuso
INTERACTION DESIGN
//Giulia Simi
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META DESIGN, SPAZI LIQUIDI E LE CITTA' DI DOMANI
Txt: Marco Mancuso
Area: Hyper Architecture
I lenti mutamenti in atto all'interno delle nostre città sono sotto gli occhi dei cittadini più attenti, quelli soprattutto che non sono abituati a lamentarsi solo della nuova telecamera che impedisce il passaggio al centro storico, o del traffico imperante e dell'aria malsana o dei cartelloni pubblicitari che coprono le facciate dei vetusti palazzi dei nostri viali. I mutamenti di cui parlo sono quelle piccole scintille di multimedialità che iniziano a far parte del paesaggio urbano che ci circonda: schermi digitali disposti nei luoghi di massimo passaggio (stazioni, piazze e aeroporti), vetrine di negozi interattive, proiezioni pubbliche, cartelloni pubblicitari multimediali sono elementi di cui si sente sempre più parlare e che incuriosiscono al pari delle ultime scoperte nel campo della sempre presente demotica. Certo, i contenuti, il messaggio, la visualizzazione di informazioni che potrebbero essere convogliati attraverso questi sistemi digitali...
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NEAR FUTURE LAB: IMMAGINARE FUTURO POSSIBILE
Txt: Giulia Simi
Area: Interaction Design
Provare ad immaginare nuove modalità di interazione tra corpo e tecnologia è ormai, sembra chiaro, la grande sfida a cui sono chiamati a rispondere scienziati, artisti e studiosi del mondo contemporaneo. C'è un modo per non annullare la nostra fisicità di fronte al digitiale? Qual è la terza via che supera la - per ora – irrisolta dicotomia tra un anacronistico “ritorno alla natura” e una cieca trasformazione del nostro corpo in uni e zeri? Forse basterebbe un po' d'immaginazione in più per uscire da binari già dati e sui quali sembriamo correre come treni a destinazione programmata in partenza. Near Future Laboratory è un gruppo di ricercatori che tenta appunto di uscire dagli schemi convenzionali per creare nuove possibilità di interazione uomo-macchina. Con la pragmaticità che contraddistingue spesso gli studiosi di scienze applicate potremmo definire il loro modo di lavorare un “pensiero in azione”...
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PERFORMING ART
//Alessio Chierico
PERFORMING ART
//Massimo Schiavoni
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BORDONI, LO STARE SENSIBILE DEL MONDO AL MONDO
Txt: Alessio Chierico
Area: Performing Art
Tra le varie realtà italiane che si stanno affacciando nel panorama delle arti elettroniche e contemporanee, quest'anno anche Perugia ha ospitato una serie di eventi di particolare attenzione. Performance, workshop, ambienti interattivi, mostre, concorsi, concerti, incontri, festival: questo è stato “Le arti in città” , che ha visto tra i protagonisti: Saul Saguatti, Murcof, Giovanni Sollima, e Isabella Bordoni. Il progetto di Isabella Bordoni insieme a Luca Berardi e Angelo Benedetti per “ Le arti in citt à” a Perugia si è sviluppato in tre parti. Luoghi pubblici di transito come scale mobili e ascensori sono stati sonorizzati dalla registrazione della conferenza “ Simplicity and Chaos ” di John Cage fatta a Perugia nel 1992, e rielaborata come trama poetica per la costruzione di un ambiente sonoro. Un workshop di una settimana ha raccolto e montato materiale audio-video sulla città e sulle esperienze personali di ogni partecipante...
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ALLAN KAPROW A GENOVA UN ANNO DOPO
Txt: Massimo Schiavoni
Area: Performing Art
E' passato poco più di un anno dalla scomparsa di un artista determinante ed essenziale per tutta la storia dell'arte contemporanea; un artista senza il quale forse tutto sarebbe diverso nel panorama delle arti figurative, nel teatro e nella performing art odierna. Allan Kaprow ha gettato le basi di gran parte della cultura espressionistica americana, della partecipazione attiva dello spettatore nell'opera d'arte, del cambiamento della percezione dinanzi ad uno spettacolo/evento e quindi del ruolo che doveva incominciare ad assumersi il fruitore. Fu il primo nel 1959, sulla rivista The Antologist e successivamente in una sua opera, 18 Happenings in 6 parts a usare e a far entrare nel linguaggio comune il termine happening; gli inviti della mostra, che consistevano soprattutto in buste di plastica contenenti piccoli collages, fotografie, legno, frammenti dipinti e figure ritagliate, includevano l'affermazione...
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NEW MEDIA
//Barbara Sansone
NEW MEDIA
//Lucrezia Cippitelli
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ART FUTURA 2007, LA PROSSIMA RETE
Txt: Barbara Sansone
Area: New Media
Dal 25 al 28 ottobre 2007 si è tenuta a Barcellona la diciottesima edizione del Festival ArtFutura, come tradizione ospitato negli spazi del Mercat de les Flores. Il tema di quest'anno era “La prossima Rete” e l'idea era cercare di fare previsioni su quali saranno gli ulteriori sviluppi del Web in compagnia di esperti e protagonisti del settore. L'argomento, in realtà, per quanto estremamente interessante e ben trattato durante il primo pomeriggio di conferenze, durante il resto della manifestazione ha dovuto lasciar spazio alla spettacolarità degli effetti cinematografici, al 3D e ai videogiochi. Il tutto come sempre affidato a professionisti capaci di proporre in modo comunicativo e appassionante presentazioni di forte impatto accompagnate da informazioni senz'altro utili a chi vuole vivere con consapevolezza gli sviluppi tecnologici che entrano a far parte del suo quotidiano, ma alla fine il titolo è risultato un po' fuorviante...
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TRANSITIO MX 02: FRONTIERE NOMADI
Txt: Lucrezia Cippitelli
Area: New Media
Sei mesi dopo Interactiva 07, la Biennale dei Nuovi Media di Merida, e qualche migliaio di chilometri più a nord, nella capitale federale, si è appena conclusa la seconda edizione del festival Transitio Mx (12 – 20 ottobre 2007), progetto espositivo ed esplorativo dedicato al video ed all'uso creativo delle tecnologie. Transitio Mx si è svolto nel Centro Nacional de las Artes, nel Centro de la Imagen, nel Laboratorio Arte e negli spazi pubblici della città limitrofi a musei e istituzioni artistiche. Un organizzazione imponente, che conta decine di curatori, produttori, montatori, addetti stampa, direttori artistici e reponsabili delle conferenze), a dimostrazione del fatto che in Messico qualcosa si muove ma c'è anche una ricezione ufficiale molto strumentale all'uso delle nuove tecnologie in ambito artistico (come raccontava Arcangel Costantini a Digicult quasi un anno fa. Il festival Transitio è organizzato dal Centro Nacional de las Artes...
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