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DIGICULT NETWORK E AUTORI:


Il progetto DIGICULT è diretto da Marco Mancuso, dal Gennaio 2005 senza alcun supporto economico e con un approccio di attivismo culturale. Il progetto si basa sulla partecipazione attiva di oltre 40 professionisti, che rappresentano il primo ampio Network Italiano di giornalisti, curatori, artisti e critici nel campo della cultura elettronica. Nonchè su una moltitudine di stretegie online legate alla comunicazione tramite i new media e alle attività di networking.


La grande potenzialità del progetto DIGICULT risiede proprio nel suo carattere pubblico ed elettronico. Le persone e i contatti di tutte le community coinvolte e le persone che costituiscono la community interna di DIGICULT, si rivolgono contemporaneamente a un numero crescente di utenti e lettori.


DIGIMAG è una rivista elettronica nata con lo scopo di informare e approfondire tutte le tematiche relative al mondo dell'arte e della cultura digitale, enfatizzando le molteplici realtà esistenti e le loro sinergie. I contenuti del magazine sono scritti dalle stesse persone che costituiscono il Network, che sono state contattate specificatamente per le loro esperienze in aree culturali e artistiche precise. Questi professionisti contribuiscono mese per mese alla rivista, realizzando interviste, approfondimenti e articoli allo scopo di soddisfare la domanda crescente di informazioni sul mondo e i protagonisti della cultura e dell'arte digitale nazionale e internazionale


Due sono le ragione principali per le quali DIGIMAG è stato fondato: innanzitutto per soddisfare l'esigenza professionale di una nuova generazione di professionisti in Italia alla ricerca di uno strumento di informazione aperto, periodico e specifico sull'arte e la cultura digitale, in secondo luogo per fornire a un numero crescente di appassionati uno strumento costantemente aggiornato sugli sviluppi del mondo dell'arte e della cultura digitale, e infine per provare ad innescare un processo di dialogo professionale tra i membri del network e i più importanti soggetti culturali nazionali e internazionali.


DIGIMAG è quindi un magazine nato soprattutto per dare voce ai più interessanti e promettenti autori, giornalisti, critici e curatori Italiani, allo scopo di rompere le rigide regole editoriali vigenti nel nostro paese sfruttando a pieno le potenzialità di Internet, del Networking e dei Social Networks per evolvere, sopravvivere e diffondersi.

 

Silvia Bertolotti

Silvia Bertolotti è una free lance writer che vive attualmente a Bruxelles. Dopo una laurea in Filosofia e un Master in Management Culturale, ha avuto anche lunghe esperienze di lavoro e di studio sia Parigi che a New York.

Accanto alla sua principale attivita’ di writer, Silvia lavora anche come web communication consultant per un gruppo di consulenza nel settore delle risorse umane. Dal 2005 ha iniziato a collaborare come web writer e responsabile communicazione per organizzazioni culturali e artistiche, in prticolare nei settori dell’arte contemporanea e della musica, sia in Italia che all’estero. Silvia ha scritto inoltre introduzioni per mostre e cataloghi d’arte come pure critiche su artisti contemporanei. Oltre a cio’ gestisce attualmente dei progetti su web e dei blog culturali. Si occupa non solo di scrittura professionale, ma anche narrativa: racconti brevi, poesie e testi per performances e musica. Le sue principali aree di interesse sono le arti digitali, la cultura web, la letteratura, la scrittura e la musica. Silvia fa anche parte di un duo di musica sperimentale-elettronica, per cui scrive testi e suona il basso ed la parte elettronica.



Tatiana Bazzichelli

Tatiana Bazzichelli è sociologo della comunicazione. E' studente al PHD presso l'Università di Aarhus in Danimarca. E' membro del board del DARC, il Digital Aesthetics Research Center of Aarhus Univeristy.

Tatiana Bazzichelli sta attualmente sviluppando una ricerca sul Networking 2.0, una critica estetica, tecnologica e sociale sull'arte collettiva, e sta insegnando "Hacktivism and Networking. From Mail Art to Web 2.0". Da Agosto a Dicembre 2009 è stata visiting scholar presso la Stanford University, ospitata dal Stanford Humanities Lab, come parte del programma di ricerca H-STAR. Ha pubblicato il libro "Networking. La rete come arte | The Net as Artwork" pubblicato nel Dicembre 2006 da Costa & Nolan, Milano. E' fondatrice del progetto di networking AHA:Activism-Hacking-Artivism (2001), che ha vinto la Honorary Mention per la categoria Digital Communities all'Ars Electronica Festival, Linz, Austria, 2007. Ha fondato anche la mailing-list aha@lists.ecn.org riguardo l'attivismo artistico e la net culture in Italia. Dalla fine degli anni Novanta ha organizzato eventi e conventions, come ad esempio Sousveillance (Aarhus, 2009), HACK.Fem.EAST (Berlin, 2008), Hackmit! (Berlin, 2007), Cum2Cut (Berlin, 2006-2007), Hack.it.art (Berlin 2005), Art on the Net in Italy (Berlin 2005), MediaDemocracy and Telestreet (Munich, 2004), AHA (Rome, 2002), Hacker Art Lab (Perugia, 2000).



Simone Broglia

Nato a Milano. Laureato in filosofia con una tesi sull'utilizzo dello spazio e dell'elettronica nel Prometeo di Luigi Nono, concentra la propria ricerca attorno a questioni estetiche e percettive legate all'impiego della tecnologia in musica.

Ha pubblicazioni scientifiche per la Rivista italiana di filosofia della Musica, DeMusica, e un saggio sulla Voce dall’Inferno di Sciarrino all’interno del volume in uscita dal titolo Doctor Virtualis. Redattore della rivista indipendente Mescalina.it dal 2003, da due anni giurato del Premio Tenco. Collaboratore della fondazione Musica Musicisti e Tecnologie con cui ogni anno organizza il festival Elektronica e il workshop su elettronica e improvvisazione Il segno del suono. È fondatore dell’associazione zer0zer0 per il supporto, la produzione e la discussione sulla musica sperimentale. Ha scritto inoltre per: Late for the sky, Insound, Drexkode e WU.



Serena Cangiano

Serena Cangiano è ricercatrice e project manager. Il suo interesse di ricerca riguarda principalmente il rapporto tra arte e design, nuove tecnologie e innovazione.

http://www.culturalcatalysm.net
http://www.maind.supsi.ch/maindzine
Specializzata in nuove tecnologie per la comunicazione del patrimonio culturale, consegue un Master of Science presso l’Università di Lugano con una tesi in progettazione di sistemi interattivi per archivi d’arte digitale. Dopo aver collaborato a progetti nell'ambito dell'archeologia virtuale (Archeovirtual, Paestum, 2005), ha lavorato come project manager in progetti di documentazione e archiviazione web di arte interattiva (Innetproject, Milano, 2007) e in progetti di webdesign e service design a Milano (2008). Ha curato la sezione di interaction design e interactive art di Disconnect Festival (Mestre, 2009). Attualmente svolge attività di ricerca applicata presso l'Interaction Design Lab della SUPSI, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana, occupandosi, inoltre, del Master in Interaction Design. Cura il magazine digitale MAInD-Plotting Interaction Design Knowledge. Vive a Lugano, Svizzera.



Antonio Caronia

Antonio Caronia vive e lavora a Milano, dove insegna Sociologia dei processi culturali e Comunicazione multimediale all’Accademia di Belle Arti di Brera, Estetica dei nuovi media alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). È inoltre Director of Studies del M-Node del Planetary Collegium di Plymouth.
vive e lavora a Milano, dove insegna Sociologia dei processi culturali e Comunicazione multimediale all’Accademia di Belle Arti di Brera, Estetica dei nuovi media alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). È inoltre Director of Studies del M-Node del Planetary Collegium di Plymouth. Laureato in matematica, dopo essere stato attivista politico nei gruppi di estrema sinistra negli anni settanta, ha iniziato a studiare gli effetti sociali dell’innovazione tecnologica e i problemi della comunicazione in relazione alle trasformazioni dell’immaginario. Collabora a diversi quotidiani e riviste (tra cui l’Unità), e traduce narrativa e saggistica per vari editori. Ha scritto Nei labirinti della fantascienza. Guida critica a cura di Un’ambigua utopia (Feltrinelli 1979), Il cyborg. Saggio sull’uomo artificiale (Theoria 1985; nuova edizione ampliata ShaKe 2008), Il corpo virtuale (Muzzio 1996), Houdini e Faust. Breve storia del cyberpunk (con D. Gallo, Baldini&Castoldi 1997), Archeologie del virtuale (Ombre corte 2001), Philip K. Dick: La macchina della paranoia (con D. Gallo, X Book 2006), L’arte nell’era della producibilità digitale (con E. Livraghi e S. Pezzano, Mimesis 2006), Universi quasi paralleli (Cut Up 2009), Un'ambigua utopia: fantascienza, ribellione e radicalità negli anni 70 (con G. Spagnul, Mimesis 2009).



Sabina Cuccibar

Sabina Barcucci, designer e ricercatrice urbana, lavora su spazi urbani e paesaggi globali, interconnettendo architettura, innovazione sociale e rappresentazione urbana.
La sua ricerca si concentra sulle tecnologie computazionali legate al design e alle nuove realtà percettive, ideative, organizzative e produttive da esse generate. lavora come architetto tra Milano e Berlino.



Micha Cárdenas / Azdel Slade

Micha Cárdenas / Azdel Slade è un artista/teorico il cui lavoro transreale mescola spazi fisici e connessi in rete allo scopo di esplorare forme emergenti di relazioni queer, biopolitiche e di produzione e conoscenza orizzontale DIY.

http://transreal.org/

Il lavoro di Micha spazia dalle performance erotiche di mixed reality negli studi di motion capture all'arte di disturbo e di confine in zone deserte e remote, allo scopo di individuarne i possibili limiti e sfidarli. E' docente all'interno del dipartimento di Visual Arts alla UCSD. E' anche artista/ricercatore presso l'Experimental Game Lab e il b.a.n.g. lab. Micha ha guadagnato un MFA dalla University of California di San Diego, un MA in Media and Communications dal European Graduate School e un BS in Computer Science dalla FIU. La sua recente collaborazione con Elle Mehrmand, mixed relations, ha ricevuto il premio UCIRA Emerging Fields Award per il 2009.




Mattia Casalegno

Mattia Casalegno e' un artista multidisciplinare i cui lavori esplorano le interconnessioni tra tecnologie dell'informazione, percezione audiovisiva, processi naturali e sistemi complessi.

http://www.mattiacasalegno.net/
E' autore di performance audio-visuali, interventi urbani, installazioni generative e progetti di interaction design. Nel 2001 co-fonda a Roma il progetto di live media e vjing Kinotek e dal 2003 collabora con musicisti elettronici producendo varie live media performances: Grain_Scapes nel 2003, X-Scape (2005), Info_Naturae (2007), Strutture Dissipative (2009). Nel 2008 e' co-autore del progetto multimediale Disturbed.City BXL esposto alla TAG Gallery in Bruxelles. Ha partecipato ad eventi internazionali quali Cimatics festival, RomaEuropa. Netmage, Dissonanze, Ixem, OFFF, Nuite Blanche Brussels, AVIT. I suoi lavori sono stati commissionati tra gli altri da FENDI, R. Capucci, Sonia Rykiel, Jean Paul Gaultier. Dal 2009 e' di base a Los Angeles dove frequenta il Design Media Art graduate program all'Universita' della California.



Silvia Casini

Silvia Casini è curatrice free-lance e ricercatrice presso Observa–Science in Society. Tra i suoi interessi vi sono la contaminazione tra arte e scienza, le “neuro-culture” contemporanee e la pratica curatoriale sui nuovi media.

http://www.silviacasini.net
Ha curato la mostra ‘Movimenti Urbani’ con lavori di Angelo Accardi, Ruggero Ruggeri e Jean-Claude Mocik, e la mostra ‘Sur-faces: Marc Didou and Gabriele Leidloff’, accompagnata da catalogo e DVD e descritta dall’Irish Times come una dei più bei ricordi dell’International Belfast Festival. Ha un dottorato di ricerca in Film and Visual Studies presso la Queen’s University (UK) finanziato dall’AHRC. In aggiunta a numerosi contributi pubblicati per The Journal of Media Practice, Parallax, Dublin Four Courts Press, CIRCA, Digimag, ecc., l’articolo “The Aesthetic of Magnetic Resonance Imaging (MRI): from the Scientific Laboratory to a Work of Art” è pubblicato su Contemporary Aesthetics e il capitolo “Art in Science Centres: a Challenge to both Visitors and Evaluators” fa parte di un libro edito da MuseumsETC. Ha lavorato alla Biennale di Venezia in qualità di coordinatrice della sezione Orizzonti.



Lucrezia Cippitelli

Studioso dell'arte contemporanea e curatore, vive tra Roma e Bruxelles. E' professore di Estetica all'Accademia di Belle Arti de L'Aquila, Visiting Scholar alla Cornell University e cocuratore del progetto TIME_FRAME, Art, Technology, Contemporary Culture in Latin America and Africa (con Montevideo, Amsterdam).
Lucrezia è dottore di ricerca in Storia dell'Arte ed ha un vasto curriculum di ricerche, progetti curatoriali e di cooperazione culturale sviluppati in diverse biennali, mostre, centri culturali e università internazionali.



Claudia D'Alonzo

Laureata in Storia dell’arte contemporanea, frequenta il Dottorato internazionale di Studi Audiovisivi dell’Università di Udine. Si interessa da diversi anni di new media art, in particolare delle interazioni a/v permesse dalle tecnologie elettroniche e digitali.
All’interno del network di Digicult si occupa di attività di ufficio stampa e progetti curatoriali. Fa parte del comitato direttivo del mensile “Digimag”, con il quale collabora è anche come autrice nella sezione audio-video e cinema sperimentale. Ha pubblicato cataloghi e articoli per riviste di arte contemporanea, tra le quali “Exibart” e “Luxfluflux Prototype”. E’ consulente della Fondazione lettera27 di Milano per attività redazionali e di web comunication. Ha collaborato con la Galleria Sala1 di Roma, il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea di Roma, DOCVA centro di documentazione per le arti visive di Milano. Ha curato incontri, rassegne ed eventi espositivi in ambito nazionale ed internazionale.



Teresa De Feo

Teresa de Feo, scenografa e laureanda in filosofia, è docente di storia dell'arte e cultrice delle arti digitali. Da anni la sua attenzione si rivolge, in particolare, al rapporto tra arte, nuove tecnologie ed epistemologia complessa, a partire dalla Cibernetica fino alle teorie del caos e della complessità.
E' stata tra gli animatori del progetto Arcnaut, promosso da Mario Canali, volto alla diffusione del pensiero digitale. Con Mario Canali ha collaborato alla costituzione di una ricerca trasversale tra arte e sistemi interattivi, paradigmi della complessità, scienza e serendipity, per il corso “Realtà virtuale e paradigmi della complessità”, all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Vive e lavora a Milano.



Simona Fiore

Simona Fiore è web writer e corporate blogger. Segue con grande interesse le dinamiche del web 2.0 e come esse influenzano ogni settore della nostra società, da quello prettamente sociale a quello politico, a quello culturale.

Dal 2007 al 2009 ha curato la rubrica Dialoghi Digitali del corporate blog, Ciablog.net, ripercorrendo attraverso un ciclo di interviste la storia del web italiano dai suoi esordi ad oggi. Dal 2009 collabora con il social blog Yurait, un progetto no-profit, occupandosi di tematiche legate ai media e all’informazione 2.0 e con il corporate blog dell’agenzia di comunicazione Sinapsia.it/blog, trattando tematiche legate al social networking, alle forme non convenzionali di web marketing, alle tecniche di copywirting



Eugenia Fratzseskou

La Dottoressa Eugenia Fratzeskou è un'artista di base a Londra, ricercatore, autore, editor, critico ed educatore. L'essere pioniere di processi e metodologie di arte e disegno digitale è il risultato dei suoi progetti di ricerca internazionale di grande successo condotti con artisti, architetti e scienziati dal 2000.

Eugenia porta avanti un discorso ampio sui sistemi di visualizzazione digitale e gli ambienti virtuali nella media art e in architettura, attraverso una serie di metodologie autodidatte atte a mappare i passaggi invisibili tra spazi architettonici virtuali e reali, all'interno di ambienti virtuali site-specific. Ha individuato nuove possibili relazioni tra arte, architettura, filosofia, computer science e realtà virtuale. Le sue competenze si allargano inoltre alla relazione tra logica simbolica, set di operazioni Booleane, processi algebrici e geometrici, Realtà Virtuale, architettura e cosmologia. Le sue qualifiche includono un AHRC-funded PHD pratico in digital site-specific art (Ottobre 2002 – Marzo 2006, Università del Surrey/Wimbledon College of Art, Londra), un AHRC-funded MA Fine Art: Drawing (2002, WCA), un BA (Hons) in Fine Art Painting (2001, WCA) e un certificato CLTAD in insegnamento superiore.

 

 

Alessio Galbiati

Alessio Galbiati è critico, giornalista e grafico freelance. Laureato in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna.

http://www.rapportoconfidenziale.org
Nella vita si (dis)occupa principalmente di cinema, con particolare interesse al cinema indipendente ed artigiano. Ha lavorato e collaborato con un gran numero di realtà editoriali, culturali e commerciali, principalmente in ambito cinematografico. Nel 2007 ha fondato Rapporto Confidenziale - rivista digitale di cultura cinematografica, progetto che si concretizza in un sito web ed un mensile distribuito gratuitamente in formato pdf e rilasciato con Licenza Creative Commons. Per RC è direttore editoriale, editor e grafico, nonché firma presente dal primo numero. Nel 2010 ha diretto Scerbanenco, Milano, Pinketts, primo di una serie di documentari di prossima pubblicazione. Dal 2006 con il nome ilcanediPavlov! è attivo in ambito performativo attraverso la pratica del VJing e del montaggio live. Vive a Milano.



Elena Gianni

Elena e' nata nell'autunno dell'86 nella campagna toscana. Si e' spostata al nord per studiare prima Ingegneria delle Telecomunicazioni e poi Ingegneria dei Mezzi di comunicazione al Politecnico di Torino

http://dkds.ciid.dk/idp09/students/elena-gianni/
Si e' laureata con una tesi su due linguaggi di programmazione: Processing e ActionScript3. A causa della sua passione per la tecnologia, l'arte contemporanea, il design e i futuri possibili e impossibili, si e' perdutamente innamorata dell'Interaction Design, e questo amore l'ha portata a collaborare con TODO e a lavorare per Experientia, due studi di Interaction Design di Torino. Elena studia al Copenhagen Institute of Interaction Design e vorrebbe salvare il mondo. Nel frattempo, perde tempo leggendo mucchi di fumetti.



Carla Langella

Architetto, ricercatore presso la facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli nel settore ICAR/13. Insegna “Design della materia” e “Requisiti ambientali per il prodotto industriale” presso il Corso di Laurea in “Disegno Industriale”.

Svolge un’intensa attività di ricerca sui settori design oriented, attraverso studi e sperimentazioni sul rapporto tra prodotto industriale e sostenibilità ambientale e sociale, utilizzando l’approccio biomimetico e gli strumenti dell’analisi di ciclo di vita (LCA). Tema centrale di numerose ricerche e pubblicazioni è il ruolo del design nell’interpretazione e nell’applicazione di nuovi materiali e nuove tecnologie.



Marco Mancuso

Marco Mancuso is an art critic, curator and lecturer in the field of digital and audiovisual art, founder and director at Digicult and Digimag, projects focused on new technologies and their applications on art, design, culture & society.

http://www.digicult.it
With a degree in Letters at Università Statale in Milan, he also direct the art-agency Digimade, working for art festivals & events as guest curator and media partner, organizing exhibitions and cross media events, workshops, meetings and screenings, and is also working as promoter for some Italian and international artists. Marco Mancuso teaches "Multimedia Art Languages" at the NABA-New Academy of Arts in Milan and "New Media Art" & "Audiovisual Art & Design" at the IED-European Institute of Design in Milan, and he's invited as guest lecturer in many Italian Universities presenting theories concerning connections between history of experimental cinema, expanded cinema, live cinema, electronic music and contemporary digital audiovisual art, including the relationship to space, the sciences, the open source technologies and generative, interactive or architectural design installations



Donata Marletta

Donata Marletta dottoranda presso il Centre for Tourism and Cultural Change, Facoltà di Arts and Society, Leeds Metropolitan University in Inghilterra. Il suo progetto di ricerca è uno studio etnografico sui festival di new media art e la creazione nuovi spazi sociali - reali e virtuali, che ruotano attorno al mondo della cultura digitale. .
Ha presentato papers e partecipato a conferenze internazionali quali EVA – Electronic Visualisation and the Arts a Londra (Luglio 2008), Cybercultures Exploring Critical Issues a Salisburgo (Marzo, 2009) e Emotions in Motion a Leeds (Luglio, 2009). Durante il suo lavoro sul campo per motivi di ricerca ha partecipato all'evento di networking professionale International Marketplace for Digital Arts (IMDA) a Montreal (Maggio 2008/2009) e a diversi panels e simposi presso festival internazionali quali Mutek, Ars Electronica, Elektra, Transmediale e CTM. Vive tra Leeds e Catania.



Herman Bashiron Mendolicchio

Herman Bashiron Mendolicchio è Dottorando in “Storia, Teoria e Critica delle Arti” e borsista del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Barcellona.

http://www.interartive.org
Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università degli studi Roma Tre, attualmente forma parte del gruppo di ricerca “Arte, Architettura e Società Digitale”, diretto dalla Dott.ssa Lourdes Cirlot. Le sue attuali linee di ricerca vertono sulle tematiche dell’interculturalità nell’arte contemporanea, il pensiero decoloniale, le interazioni tra pratiche artistiche e culturali nel Mediterraneo e sull’impatto delle nuove tecnologie sull’arte, la comunicazione e la società contemporanea. Ha partecipato in diversi congressi internazionali e realizzato progetti e soggiorni di ricerca in Europa, Asia e Vicino Oriente. Critico e curatore indipendente e co-fondatore della piattaforma www.interartive.org



Alessandra Migani

Alessandra Migani ha un’esperienza professionale come curatrice e producer freelance nell’ambito artistico e cinematografico.

http://www.artslant.com/global/artists/
http://www.roomsmagazine.com
La sua ricerca è cominciata negli anni universitari, da una premessa fondamentale: guardare al videoclip come forma d’arte, espressione di una nuova estetica sensoriale, capace di condizionare e modificare il modo di guardare e fare cinema e pubblicità. Nel 2002 inizia la sua lunga collaborazione con il festival di Roma Enzimi, presentando lavori di Cunningham, Gondry, Sigismondi, Hammer & Tongs, Shynola, Lynnfox, Carolina Melis ed il festival onedotzero. Nel 2003 si trasferisce a Londra dove segue un programma di internship presso onedotzero. Nel 2006 cura la presentazione di Enzimi all’ICI di Londra. Pubblica i suoi primi articoli per il magazine Digimag. Frequenta il corso ‘Become an Independent Curator’ alla Central Saint Martins di Londra (2008). La sua ricerca si è spostata ora verso forme d’arte come la fotografia, il video e site specific installation nell’indagine sulla problematica dell’identità. Lavora con artisti come Sal Idriss, Cesar Baracca, Marco Bolognesi, Akim Monet e Raimi Gbadomosi. E’ attualmente coinvolta come curatrice nella realizzazione di una nuova rivista d’arte gratuita, Rooms art uncovered (primavera 2010).



Matteo Milani

Matteo Milani, montatore del suono e sound designer. Opera a Milano nell'industria dello spettacolo. Ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni '80 in radio private, giustapponendo chilometri di musica su nastro magnetico.

http://www.usoproject.com
Blogger assiduo, con Federico Placidi ha fondato l'etichetta Synesthesia Recordings e compone musica elettroacustica sotto lo pseudonimo di U.S.O. Project - Unidentified Sound Object. U.S.O. e' frutto di lungo e intenso lavoro di indagine e riflessione sul suono sia dal punto di vista del trattamento che da quello puramente generativo. Il suo obiettivo è quello di indagare la "materia sonora" nelle sue possibili configurazioni e relative proprietà emergenti, attraverso strumenti di natura  procedurale e osservazioni di natura psicoacustica. La sintesi musicale di questa esperienza può manifestarsi sotto forma di "astrazione narrativa" o di strutture algoritmiche autogenerative.



Annamaria Monteverdi

Specialista di Digital Performance, sono dottore di ricerca in “Forme della narrazione audiovisiva e teatrale” con una tesi sul regista tecnoatrale canadese Robert Lepage.

http://www.xlabfactory.org/
http://www.ateatro.it/
Ha realizzato il primo video documentario italiano su Lepage, La faccia nascosta del teatro (regia e montaggio: G.Verde). Dal 1992 a oggi insegna in diverse Università e Accademie di Belle Arti; attualmente insegna Digital Video all’Accademia di Brera e Digital Performance al DAMS di Genova. Invitata a conferenze internazionali sul tema Teatro e media, ha pubblicato una monografia su Lepage e con A. Balzola il primo volume antologico completo su Media Arts per Garzanti: “Le arti multimediali Digitali” . Ha scritto vari saggi per cataloghi e antologie. Ha fondato con O.Ponte Di Pino il webmag www.ateatro.it. E' membro del gruppo multimediale XLABFactory e lavora come direttore di produzione per eventi multimedia: Ars Genius, Message in a bottle, La vista del mondo, Fattoria degli anormali, Racconti del Mandala.



Pasquale Napolitano

Pasquale Napolitano è studioso di design e comunicazione visiva. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno con una tesi sull’estetica del remix, collabora stabilmente con la cattedra di Comunicazione Visiva dello stesso ateneo.

http://www.soundbarrier.it



Bertram Niessen

Bertram Niessen è un artista elettronico, insegnante e sociologo. Nel 2001 è stato uno dei membri fondatori del collettivo di sperimentazione otolab on il quale investiga la rappresentazione drammaturgica visiva del suono.

http://www.otolab.it
Insegna teorie, metodologie e tecniche della performance audiovisiva alla NABA di Milano, alla LABA di Brescia e in altri seminari e corsi per l'Italia. Ha ottenuto un PhD in Studi Urbani Europei presso l'Università Milano-Bicocca (UNIMIB); la sua ricerca in sociologia urbana investiga i rapporti tra città, economia creativa e processi d'innovazione sociale., con un'attenzione particolare sulla co-optazione degli artisti nelle economie post-fordiste (il titolo della sua tesi era (“Going Commercial: integrazione degli artisti underground a Milano e Berlino”). Adesso è un ricercatore post-doc all'Università di Milano (UNIMI) e lavora sul progetto finanziato dall'EU EDUFASHION sulle P"P economies e il crowdsourcing nella moda. Come sociologo ha tenuto una serie di corsi graduate e post-graduate di metodologia, sociologia della cultura, sociologia urbana e nuove tecnologie per le scienze sociali.



Robin Peckham

Robin Peckham è uno scrittore di base a Shangai, i cui interessi critici risiedono nello sviluppo di un vocabolario possibile per discutere di arte e cultura in Cina, infischiandosene della supposta mancanza di modelli specifici di cultura come la critica e l'educazione indipendente.

Il suo lavoro traccia lo sviluppo di gallerie, curatori, mostre, studi d'artista, etichette musicali, locations, produttori e altri poli concettuali come mezzo per comprendere la produzione culturale in Cina. Ultimamente, il suo progetto è quello di unire la cultura e l'arte contemporanea in Cina con analoghi network internazionali estesi. Peckham studia Cultura Moderna e Media presso la Brown University e sta attualmente conseguendo una laurea avanzata in Media Art Histories presso la Danube University di Krems. Nel 2008 ha fondato la Hong Kong-based Society Experimental Cultural Production, un ufficio curatoriale e un team di produzione che organizza mostre attraverso l'esplorazione delle connessioni tra artisti sperimentali, musicisti, curatori e critici attraverso la Cina. Prima di questo ha diretto la Boers-Li Gallery a Pechino, uno spazio galleristico commmerciale internazionale; ha contribuito ai primissimi sforzi curatoriali del Long March Space, una delle prime entità artistiche no-profit di Pechino; ha coordinato i programmi internazionali presso l'Hart Salon; e ha curato il programma musicale presso la location di musica underground e sound art, What?!. I suoi scritti sono stati pubblicati su Yishu, Artforum.com e Artforum.com.cn, Redbox Review, Arttime, e in un ampio numero di cataloghi per gallerie e spazi alternativi a Pechino & Hong Kong.




Enrico Pitozzi

Professore a contratto di “Forme della scena multimediale” presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. È professore invitato presso l’Université du Québec à Montréal, UQAM (2010 e 2011).
È membro del comitato scientifico del progetto di ricerca “Performativité et effets de présence” diretto da Josette Féral et Louise Poissant a l’UQAM. È vice-caporedattore della rivista “Art’O”. È autore, con Annalisa Sacchi, di Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia, Arles, Actes Sud, 2008 e del saggio Étendre la peau. Scène, perception, dispositifs technologiques, in Ensemble / Ailleurs?; Together / Elsewhere, in L. Poissant e P. Tremblay (a cura di), Montréal, PUQ (2010). É in preparazione la monografia Corpo, anatomia, percezione. Scena performativa e dispositivi tecnologici, Roma, Bulzoni (2010) e, con Roberto Paci Dalò, il volume Electroscene, Napoli, Cronopio (2010).



Monica Ponzini

Nata a Milano, si è laureata in Lettere Classiche con indirizzo Filologico Letterario Moderno. Vive  a New York, dove lavora come archivista digitale di contenuti video per le News.

http://www.stategrezzi.com
Per Digimag realizza articoli, interviste e contenuti video legati mondo dell’arte digitale, in particolare videoarte e net art. Ha all’attivo collaborazioni freelance con riviste e siti italiani (Gulliver, Exibart, Permesola), per cui ha curato articoli, recensioni ed interviste legate all’arte e alla cultura contemporanea. E’ stata producer presso la sede RAI di New York, dove ha lavorato con i TG delle tre Reti. Ha inoltre esperienza come copywriter e assistente di produzione per il web, e come responsabile di ufficio stampa per il non-profit. E’ co-fondatrice della vj crew state grezzi



Domenico Quaranta

Domenico Quaranta is a contemporary art critic & curator. He focused his research on the impact of the current techno-social developments on the arts, with a focus on art in networked spaces, from the Internet to virtual worlds.

http://domenicoquaranta.com/
As an art critic, he is a regular contributor to Flash Art magazine; his essays, reviews and interviews appeared in many magazines, newspapers and web portals, such as: Magazine électronique du CIAC (CA), Rhizome (US), A Minima (SP), Vague Terrain, HZ Journal, MESH (AU), RCCS (Resource Center For Cyberculture Studies, US), Maska (SLO), Around Photography (IT), FMR Bianca (IT), Digimag (IT), Exibart (IT), Noemalab (IT), Arte e critica (IT), Drome (IT), Cluster (IT), L'Unità (IT) and many others. His first book titled, NET ART 1994-1998: La vicenda di Äda'web was published in 2004; he also co-edited, together with Matteo Bittanti, the book GameScenes. Art in the Age of Videogames (Milan, October 2006) and contributed to a number of books and publications. Since 2008 he edits, for the italian publisher FPEditions, a series of books on New Media Art (edited titles: Todd Deutsch – Gamers, 2008; Gazira Babeli, 2008; Holy Fire. Art of the Digital Age, 2008; UBERMORGEN.COM, 2009; RE:akt! | Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting, 2009). He curated and co-curated a number of exhibitions, including: Connessioni Leggendarie. Net.art 1995-2005 (Milan 2005); GameScenes (Turin 2005); Radical Software (Turin 2006); Holy Fire. Art of the Digital Age (Bruxelles 2008); For God's Sake! (Nova Gorica, 2008); RE:akt! | Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting (Bucharest – Lijubliana 2009); Expanded Box (ARCO Art Fair, Madrid 2009); Hyperlucid (Prague Biennal, Prague 2009); Once Upon a Time in the West (Nova Gorica, 2009); Playlist (LABoral, Gijon 2009 - 2010). He lectures internationally and teaches “Net Art” at the Accademia di Brera in Milan.



Marco Riciputi

Marco Riciputi è giornalista free lance per il quotidiano La Voce e collabora con diversi portali che si occupano di politiche europee tra cui cafebabel.com, europeandme.eu, indigomag.eu, orangelo.eu, taurillon.org, wavemagazine.net per cui ha scrive, traduce e fa lavoro di back office
Marco è membro di youthpress.org, l’associazione paneuropea che raggruppa 48.000 giornalisti impegnati a sviluppare una comunicazione europea e per loro è stato editor in portali della Commissione europea come youthweek.eu e eujournalist-award.eu. Si interessa di fumetti, mondi virtuali e nuove tecnologie applicate al cinema.



Zoe Romano

Zoe Romano (nata a Milano, Laurea in Filosofia alla Statale di Milano; Master in Scienza e Tecnologia dei Media all'Università di Pavia).

www.serpicanaro.org
Zoe è una mediattivista e artista visuale nell'ambito di precarietà, produzione sociale, lavoro materiale e immateriale nell'industria creativa e nei servizi. A partire dal 2000 ha co-sviluppato diversi progetti nel contesto del movimento europeo post 1999, come la webzine Chainworkers.org, il network Euromayday.org e San Precario, l'icona dei lavoratori precari e dei loro conflitti. Nel 2005, è stata tra gli iniziatori della beffa mediatica Serpica Naro, la stilista immaginaria accettata nel calendario ufficiale della settimana della moda e creata insieme a un gruppo di lavoratori precari della moda. Da allora cura all'interno di Serpica Naro gli eventi e inziative dell'omonima associazione e brand collettivo. Si guadagna il pane lavorando come copywriter e concept designer in agenzie di comunicazione.



Jordì Salvadò

Jordi Salvadó, electronic and industrial technician with a musical formation of piano and guitar, from 1992 works in the field of the sound, in live events or in recording studios. In 2004 it discovers the sound art working in the festival Sonar of Barcelona.

From that moment, he begins to be interested in the audio programming (Max/MSP, PD) and in microcontrollers for interactive objects (Arduino) and it continues to work in festival of sound art like Sonar and Hurta Cordel, besides to offer technical assistance to the members of the IBA (Improvitzadors de Barcelona Associats). Currently he's dedicated to the design and the realization of systems for sound events and in personal within develops systems of virtual sound distribution and computing erratic synthesis.



Barbara Sansone

Barbara Sansone, siculotorinese residente a Barcellona, ha coniugato i suoi molteplici interessi con il termine onnicomprensivo "multimedia", sotto la cui egida tuttora giustifica le sue inquietudini.

http://www.headroom.ws
Dopo una formazione classica ed esotico-linguistica, ha affondato le mani nella materia elettronica partecipando della crescente importanza assunta da Internet e dai media digitali nel corso degli ultimi anni e del dilagare degli eventi culturali che vedono come protagoniste le nuove tecnologie. Attualmente collabora con diverse riviste e siti web che parlano di cultura digitale, è direttrice del dipartimento di ricerca e sviluppo di un'agenzia di marketing digitale e sta cominciando a sperimentare nel mondo del software e dell'hardware liberi e dell'interazione fisica.




Silvia Scaravaggi

è curatrice e critica indipendente; si interessa di video, interattività, arte-scienza-tecnologia. Laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva (Facoltà di Lettere, Università di Pisa)

http://www.exhibitionow.com/silviascaravaggi
Ha studiato cinema e new media all’UvA (Amsterdam). Per Aiace-Milano, ha collaborato a Techne05 e Invideo (2003-2005). Dal 2005 è collaboratore dell’assessorato alla cultura della Provincia di Cremona; dal 2008 referente dello Studio di fattibilità del Distretto Culturale. Per l’Associazione ContemporaneA di Cremona, ha ideato e coordina dal 2008 ContemporaneA per l’arte emergente. Per il Comune di Cremona è curatore di 7 Note, è stata membro selezionatore per BJCEM (2009) e curatore di GemineMuse (2008). Collabora con gli artisti emergenti: Gianluca Ferrari (There’s Light. Her Light, Galleria Rallo, Cremona, 2008), Margherita Martinelli, Elena De Prezzo, Mt Piezein Circle (Spazio_Tempo_Loop, sedi varie, 2009). Ha pubblicato articoli per Exibart.



Massimo Schiavoni

Massimo Schiavoni è critico teatrale, project manager, fotografo di scena e docente accademico. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Macerata per poi specializzarsi all’ Università di Ferrara e alla Cà Foscari di Venezia.
Molto attento alle esperienze della giovane scena performativa e all’interazione delle forme teatrali con l’antropologia, la sociologia e l’estetica dei nuovi media. Vive fra Ancona, Amiens e Venezia.



Giulia Simi

Giulia Simi è innamorata fin dall’infanzia della forza evocativa della narrazione e dell’immaginazione, ha preferito le confutabili visioni dell’arte alla presunta oggettività della scienza.

http://www.excentrica.it
Si è iscritta così alla facoltà di Lettere dell’Università di Pisa, dove ha incontrato l’arte elettronica e digitale grazie a Sandra Lischi. Con lei si è laureata nel 2004 con una tesi sul cinema sperimentale e le installazioni multimediali di Klonaris e Thomadaki, pubblicata in Francia in un saggio collettivo edito da L’Harmattan. L’amore per i nuovi media l’ha poi portata verso internet, che è tutt’ora il medium in grado di farle pagare il mutuo. Dal 2005 si occupa infatti di contenuti, progettazione e marketing digitale, ma non rinuncia all’indagine sui linguaggi della contemporaneità. Ha vissuto a Parigi, Firenze, Roma, Milano. Attualmente vive a Bologna.
Benvenuti su Digicult, piattaforma culturale ed editoriale online/offiline, creata allo scopo di diffondere l'arte e la cultura digitale. Digicult si focalizza sull'impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull'arte, il design, la cultura e la società contemporanea. Il progetto Digicult è stato fondato ed è diretto da Marco Mancuso e si basa sulla partecipazione di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo Network in Italia di giornalisti, curatori, critici e artisti.

Per saperne di più sul progetto Digicult, è possibile leggere alcune lunghe interviste fatte negli ultimi mesi: quella concessa per Lab For Culture, quella per il Blog Elektra, quella per il progetto Vj Theory e l'ultima per la rivista Russa Art-Manager. Qui potete leggere i Credits del progetto, e qui consultare il nostro Archivio ricco di articoli, e potete contattarci a redazione@digicult.it
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POWER PERFORMANCE

Creato per il Mutek presso il Monument National nel Maggio 2009, POWEr è una performance che si basa sulle perturbazioni di un campo elettromagnetico ad alto voltaggio.
SKETCH-A-MOVE

Sketch-a-Move è un progetto di 5 settimane che la designer Loiuse Victoria Klinker ha sviluppato insieme a Anab Jain. Il brief al progetto è stato dato dalla Mattel Hotwheels
BUSCANDO SR.GOODBAR

Buscando Al Sr. Goodbar della vincitrice del premio di Transmediale Michelle Terran, è un viaggio attraverso la Murcia, alla ricerca degli autori di alcuni video di YouTube.



DIGITAL ZOETROPE

Troika ha ricevuto da onedotzero la commissione di creare un'installazione specifica nonchè l'identità visiva sul tema dell'edizione di quest'anno del festival 'Citystates'. Optando sull'idea di creare l'installazione e l'identità integrate l'una dentro l'altra, Troika ha progettato una moderna zoetrope digitale.

SILICON DREAMS

La mostra Silicon Dreams: Art, Science and Technology in the European Union, avrà luogo a Tabakalera in Donostia-San Sebastián. Esplora la convergenza di questi tre campi dalla prospettiva di un gruppo di artisti invitati


CALL FOR ABSTRACTS: POLITICS OF DIGITAL MEDIA

Una call per presentare abstract per un libro sulla nascita, l’interpretazione e il ruolo dei media digitali per fini politici nei Balcani e nel Medio Oriente. L’intento è di offrire una visione d’insieme degli utilizzi politici dei new media in queste due regioni



555 KUBIK

555 KUBIK "Come sarebbe se una caa potesse sognare" Il concept di questo progetto deriva in modo consistente dall'architettura sottostante - la concezione teorica e il visual pattern della Hamburg Kunsthalle

CALL: CYNETARTS

TMA Hellerau ospita la call internazionale per il Cynetart, festival di arte digitale e tecnologia, che avrà luogo a Dresda, invitando artisti e gruppi a presentare i loro lavori. La call sarà estesa fino alla fine di Marzo 2010

INJECT BY HERMAN KOLGEN

Herman Kolgen ha iniziato il progetto INJECT nel 2008. La genesi del materiale visivo principale di questo progetto è stato un unico shoot, all'interno di una enorme cisterna piena d'acqua, della durata di 6 giorni.


LIGHT BULB

light bulb è una lampadina accesa e lievitante. La lampadina galleggia stabilmente a mezz'aria e rimane accessi per anni senza alcun collegamento elettrico, alcuna ricarica, o batteria, con un consumo della metà di una normale lampadina a incandescenza







ASSENZA/PRESENZA IN MOIRA RICCI. IMMAGINE (IM)POSSIBILE O IPERREALISMO?
Così Roland Barthes descrive ne...
Giulia Simi

DELETE: LA VIRTU' DELL'OBLIO. INTERVISTA A VIKTOR MAYER-SCHONBERGER
Nell’era digitale disponiamo di numerosi...
Simona Fiore

VIDEOSTORIE E VIDEOGIOCHI. FEDERICO SOLMI E IL SUO DOUCH BAG CITY
Game over. Se prima il lavoro di Federico...
Monica Ponzini

SCALI & GOODE: NAN°ART
Dal 1 al 21 ottobre 2007 il Palazzo Frizzoni di Bergamo, nell'ambito di Bergamo...
Silvia Scaravaggi

TUNED CITY: L'ACUSTICA DELLO SPAZIO
Dal 1 al 5 Luglio si terrà a Berlino la prima edizione di Tuned City,...
Bertram Niessen
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THE INFLUENCERS 2010: L'ARTE TRA AZIONE, DISOBBEDIENZA E ALCHIMIA
Ecco il messaggio degli invitati del...
Barbara Sansone e Jordi Salvadò

CORPI, AUTOMI, ROBOT A LUGANO. LE INTERAZIONI MECCANICO-ORGANICHE
La leva come tecnologia primordiale...
Silvia Casini

KINETICA ART FAIR 2010. INVISIBILE IMMERSIONE NELL'ARTE CINETICA
Ultimamente la mia curiosita’ e’ stata...
Alessandra Migani

AHA PRE-CAMP: DAL REALE AL VIRTUALE E RITORNO
Sottrarre le dinamiche di networking delle sfere virtuali...
Dedalus

ALMOST CINEMA: ONLY THE EXHIBITION
Da quattro edizioni, “Almost cinema” accompagna il Film Festival di...
Lucrezia Cippitelli
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IPERSUPERFICI E MEDIAFACCIATE. LE NUOVE DIMENSIONI DELLA PERFORMANCE
Lev Manovich affermava che il profondo...
Annamaria Monteverdi

IL SENSO ACUSTICO DI UN LUOGO. GERNOT BOHME E L'ESTETICA DELL'ATMOSFERA
Il tema dello spazio è uno dei...
Simone Broglia

ARTE E ARCHITETTURA: UN'ANALISI NEI CONFINI DELLO SPAZIO
La trasformazione della nostra conoscenza della...
Eugenia Fratzeskou

IL POSTFORDISMO TRA SPAZI URBANI E INFOTAINMENT
La quarta conferenza annuale del "dottorato transatlantico...
Luigi Ghezzi

PER IL FUTURO DEL GIORNALISMO: MODELLI A CONFRONTO
Il giornalismo e l’editoria stanno morendo? Stiamo...
Simona Fiore
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UCLA SCI | ART NANOLAB 2010
LOS ANGELES: 21 GIUGNO / 2 LUGLIO 2010

Sci|Art NanoLab e' un corso estivo di due settimane organizzato dal dipartimento di Design e Media Art e il Nano Systems Institute alla California University di Los Angeles. Il corso indaga gli aspetti creativi della ricerca scientifica a innovazione con lezioni, screenings, workshops e visite a laboratori scientifici. Gli studenti avranno l'oppportunita' di provare con mano l'impatto delle scienze sull'arte contemporanea, con un enfasi particolare sulle nuove scienze: bio e nanotecnologie. Il corso e' finalizzato alla presentazione di un proposal artistico o una una ricerca scientifica che ogni studente avra' l'oppportunita' di presentate al termine delle due settimane. E' aperto a studenti di scuole superiori e lauree primo livello e vale 4 crediti formativi.

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OFFF FESTIVAL
PARIGI: 24-26 GIUGNO 2010

Sin dal 2001, il festival OFFF si è tenuto a Barcellona, divenendo in breve tempo l'evento stimato e di tendenza che è oggi. La rassegna di tre giorni, mette in mostra quest'anno per la prima volta a Parigi, i più importanti artisti digitali, del web, della stampa, gli interactive designer, gli studi di motion graphic e i nuovi talenti musicali. Offf sta diffondendo la voce di una nuova generazione di creativi che stanno sfondando tutti i limiti: quelli che separano l'arena commerciale dai mondi dell'arte e del design, la musica dall'illustrazione o l'inchiostro e i gessetti dai pixel. Gli artisti che sono nati con il web e che ricevono ispirazione dagli strumenti digitali, vengono stimolati anche nel caso in cui la loro tavolozza non sia necessariamente uno schermo. Il festival Offf garantisce quindi uno sguardo dall'interno di tutte le piattaforme culturali dei media.

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