Le opere d’arte sono costituite da materiale scurissimo, nano-ingegnerizzato che assorbe tutta la luce visibile ma anche parte la luce invisibile, come ad esempio gli infrarossi.
Semiconductor, Ruth Jarman e Joe Gerhardt, uno dei gruppi audiovisivi più sperimentali al mondo, esibiranno alcuni lavori installativi, incluso il loro lavoro più ampio e complesso "Worlds in the Making",...
Digicult ha ricevuto un invito dal Subtle Technologies festival di Toronto per presentare 2 Videoscreenings: "Hidden Worlds" a cura di Marco Mancuso e "Quando l’Occhio Trema" a cura di Claudia D’Alonzo...
Martedì 15 dicembre 2009 Digicult presenta DATA, terzo ed ultimo appuntamento del festival Sincronie 2009. L'evento, a cura di Marco Mancuso per Digicult, sarà ospitato dalle ore 19.30 alle 23.00, al Teatro...
CronoSfera Festival intende affacciarsi sull’ immaginario contemporaneo e sulle percezioni del Futuro, sul piano dell’espressione artistica, attraverso un concorso video e mostre di arte contemporanea;...
L’arte organica e le pratiche creative che mettono in relazione arte, scienza e tecnologia sono il tema di Struttura Organica 2007, la tre-giorni sul mare digitale giunta alla sua terza edizione,...
Laurie Anderson presenta in questa occasione una speciale lecture audio-video che esplora le intersezioni possibili tra scenza e creatività. Laurie Anderson è infatti da sempre interessata...
Opening Coccyx di Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand è un lavoro interdisciplinare al confine tra rigore scientifico, sperimentazione fisico-chimica e suggestioni arcane.
L’idea di un terzo spazio, ossia una zona di ibridità, attraversa il panorama culturale, a cominciare dagli scritti di Homi Bhabha della metà degli anni 90 fino ad arrivare alle pubblicità della Sony....
Si entra in una stanza e si viene catapultati nella semi-oscurità. La stanza è dominata da un enorme bacino d'acqua, attraversato da vibrazioni sulla sua superficie che disegnano cerchi concentrici. Intuitivamente capiamo che il suono che ci circonda è strettamente collegato alle vibrazioni, intuizione rinforzata dai movimenti dell'acqua riflessi sulle pareti circostanti attraverso un complesso sistema di luci.
Mano a mano che ci avviciniamo, diventa chiaro che il suono è prodotto da una serie di speakers posizionati sotto il bacino d'acqua, come fonte delle vibrazioni sulla superficie. L'acqua agisce come medium nel senso che agisce come terreno d'azione: stimolata dal suono e circondata da coni di luce, produce riflessi sicuramente evocativi.
Una latente metafora fotografica è in gioco all'interno dell'installazione: l'acqua sembra avere le proprietà di un piatto sensibile, con il suono letteralmente stampato su di esso e messo in evidenza dal movimento e dai riflessi sulle pareti.
Presentata come "scultura temporale" Ondulation (2002) in mostra in questi giorni a Digital Life a Roma, composizione per acqua, suono e luce, è stata creata da Thomas McIntosh in collaborazione con il compositoreEmmanuel Madan (conosciuto con lo pseudonimo di [The User]) e da Mikko Hynnimen, sound designer, specialista di luci, artisca scenico e compositore di Helsinki, Finlandia.
La ricerca effettuata nella creazione di Ondulation è stata condotta in 3 fasi: la costruzione dello strumento; la progettazione del sistema di luci; e la composizione del lavoro audiovisivo dal vivo. Ondulation è stato quindi presentato sia come installazione che come performance
McIntosh e i suoi collaboratori hanno iniziato a lavorare su una versione piccola dello strumento durante una residenza presso la Society for Arts and Technology (SAT) a Montreal durante l'estate del 2002.
Una seconda residenza al Lume Media Centre di Helsinki ha consentito di costruire lo strumento nella scala finale e di produrre la performance che è stata presentata in anteprima all'Avanto Media Arts Festival nel Novembre 2002 a Helsinki.
Con Ondulation, McIntosh offre quindi un'esperienza che va oltre la pura estetica per collocarsi nel mondo materico e non solo in quello immaginario o simbolico.