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Space Invaders
Art in the computer game environment
       
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NETHERLANDS MEDIA ART INSTITUTE - AMSTERDAM

FINO AL 6 NOVEMBRE 2010

 

 

Esplorare i confini sempre meno definiti tra lo spazio dei videogame e lo spazio reale. Con la partecipazione di: Jeremy Bailey, Aram Bartholl, Mark Essen, Cao Fei, Anita Fontaine, Riley Harmon, JODI, Michael Johansson, Ben Jones, Yuichiro Katsumoto, Walter Langelaar, Ludic Society, Julian Oliver, UBERMORGEN.COM


In Space Invaders: Art in the Computer Game Environment il Netherlands Media Art Institute coniuga l’arte e la cultura dei videogame. In modo artistico, divertente ma pur sempre serio, Space Invaders mostra l’influenza che i videogame hanno sull’arte e sulla società. Questa mostra di gruppo, a cui partecipano artisti media tedeschi e internazionali, esplora i confini sempre meno definiti tra i mondi dei videogame e la realtà.


In Space Invaders la media art mette in luce la migrazione del mondo fisico all’interno dei sistemi dei videogame. Viceversa, gli elementi dei videogame si fanno sempre più strada nello spazio fisico. Inserendosi sia all’interno degli ambienti dei videogame che negli spazi reali, le opere d’arte chiariscono la natura e l’influenza che hanno gli ambienti dei computer game, e forniscono un quadro più chiaro del ruolo che i computer game hanno nella cultura contemporanea.


Dai più semplici giochi di avventura basati su testo alle città ricche di dettagli di Grand Theft Auto, basate sulla reale planimetria di New York, il mondo dei computer game si dirige verso livelli sempre più realistici. Inoltre, i videogame, attualmente non sono più definiti dal progresso in senso stretto, stando cioè sempre al passo, ma si concentrano sempre più sulla creazione di un ambiente in cui il giocatore ha la libertà di stabilire le proprie esplorazioni: un ambiente che ha l’aspetto e ricrea le sensazioni del mondo reale.


Inoltre, internet ha posto le basi per i giochi on line, che hanno sempre meno a che fare con il vincere o perdere e tendono sempre più alla coltivazione di social community e reti umane che sconfinano nella vita “reale”, come Farmville.Dotati di tecnologie wireless e GPS, i videogame hanno abbandonato un’esistenza statica per farsi largo attraverso lo spazio fisico grazie al cellulare o ad altre applicazioni disponibili. In breve, i giochi tentoonstellings mescolano diversi media e spazi fisici per creare una realtà alternativa e divertente. Lo spazio fisico e quello virtuale diventano sempre più ibridi in natura e gli spazi costruiti e inventati si avvicinano sempre più.

 


 

Avendo fornito queste informazioni, è possibile individuare due approcci alla mostra Space Invaders. Da una parte la mostra guarda all’ambiente più essenziale dei computer game e cioè all’interno del computer. Che tipo di legame creano i giochi e le opere d’arte tra spazio fisico e virtuale nel mondo dei computer?


Ad esempio, mentre nei primi giochi basati su testo veniva evocato uno spazio immaginario grazie al testo(Colossal Cave Adventure), ora ci sono le città dettagliate di Grand Theft Auto e recentemente è diventato di moda lo sviluppo di giochi dalla “realtà aumentata”, giochi che mescolano immagini informatiche alla realtà in maniera plausibile (LevelHeadJulian Oliver). Dall’altra parte la mostra presenta l’introduzione di elementi di gioco nel mondo fisico: dalla performance di video game nella “vita reale” (CosplayersCao Fei), e dalla riduzione di urban game “Parcours”ad un livello virtuale e digitale (Parcour Ready PlayedLudic Society), fino ad arrivare a lavori che rimuovono i game data dallo schermo (What It is Without the Hand that Wields ItRiley Harmon, First Person Shooter – Aram Bartholl).


Anche Walter Langelaar unisce lo spazio fisico della mostra e lo spazio virtuale del gioco grazie ad un motore grafico su cui il visitatore ha la possibilità di influire. Il visitatore deve relazionarsi fisicamente al vertiginoso miscuglio di spazio fisico e virtuale. Infine, il duo JODI presenterà la performance-installazione SK8MONKEYS ON TWITTER, in cui testi indecifrabili verranno caricati su un account Twitter grazie allo 'skating' su una tastiera, e Tony Hawk realizzerà un collegamento fatto di giochi di skateboard.


In breve, Space Inveders mostra i confini sempre meno definiti tra il mondo reale e il mondo dei videogame. In questa mostra giocare vuol dire molto più che sedersi davanti ad uno schermo; il legame con il mondo reale non è mai così lontano. Space Invaders: Art in the Computer Game Environment è stato prodotto e curato in collaborazione con Heather Corcoran from FACT, Liverpool.Il programma educativo di questa mostra è supportato da Amsterdam
Fund for the Arts (AFK).


 

 

http://nimk.nl/eng/space-invaders

 

 



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