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LABORAL CENTRO DE ARTE Y CREACIO INDUSTRIAL - GIJON

23 APRILE - 30 AGOSTO 2010

 

 

In questo determinato frangente della nostra epoca, noi, ovvero la società globale, stiamo vivendo numerose trasformazioni in atto, che sembrerebbero essere sfuggite al nostro controllo, quando invece, ora più che mai, siamo nelle condizioni di poterle osservare e monitorare.


Conflitti che imperversano in varie parti del mondo, cataclismi dovuti ai cambiamenti climatici e l’improvviso crack finanziario dell’economia mondiale, per citare solo alcune delle notizie più eclatanti, sono la prova concreta che siamo pienamente coinvolti in prima persona nei meccanismi sociali, economici e dell’ecosistema, che sono di una complessità tale da farci rendere conto dei nostri limiti, quando si tratta di gestirli nella loro totalità, se questo poi è possibile.


Sullo stesso lato della medaglia si sta verificando un notevole cambiamento: si sta passando da una cultura industriale basata sulla concezione del prodotto finale a una cultura post-industriale interdipendente, quest’ultima fondata sulla nozione di commercio globale, di sistemi produttivi e di industrie di servizi.


Da un tale contesto sembra più che naturale che l’arte contemporanea innovativa non rimanga più ancorata alle sicurezze date dalle caratteristiche del prodotto finale, l’espressione ultima di un processo creativo; ma inizi invece a “navigare nelle acque sconosciute” dell’imprevedibilità e della struttura della
conseguente live generation.


Gli artisti esplorano sempre più la complessità, l’aspetto temporale, l’interdipendenza e l’auto-organizzazione dei meccanismi. Si occupano di queste tematiche prevalentemente sotto un profilo scientifico, il che rende le loro opere d’arte degli esperimenti e dei primi tentativi in via di collaudo, piuttosto che dei sistemi controllabili.

 

 

La mostra Process Becomes Paradigm prova invece come i meccanismi si stiano trasformando davvero in uno dei paradigmi e delle strategie creative fondamentali nella sfera dell’arte contemporanea. La mostra ci pone di fronte a un’arte in perenne divenire, in continua esecuzione, che vive di vita propria, cresce, si trasforma e poi decade.


Le opere d’arte si propongono di sondare i terreni sconosciuti esistenti tra la pre-programmazione e la piena autonomia e tra lo stato di sviluppo attuale e l’assoluta casualità, offrendo perciò dei nuovi “scorci” sorprendenti nella natura dei meccanismi non-teologici e un modo brillante di vedere l’arte – l’arte vista come canale di prototipizzazione, che continua a fare di ciò che è naturale un prototipo e a generare ciò che è sociale.


La mostra Process Becomes Paradigm presenta le opere di 25 artisti o gruppi d’artisti, le cui creazioni ricoprono un ampio ventaglio di settori: dal biologico, passando per il meccanico fino ad arrivare ai meccanismi sociali, ma si possono anche ritrovare artisti che in tempo reale mostrano tali meccanismi.


CURATORI: Susanne Jaschko y Lucas Evers, Amsterdam


ARTISTI: Jelte van Abbema, Boredomresearch, Ralf Bäcker, Gregory Chatonsky, Adrian Cuervo, Ursula Damm, Driessens & Verstappen, Peter Flemming, Isabelle Jenniches, Roman Kirschner, Allison Kudla, Luna Maurer, Marta de Menezes, Henrik Menné, Manu Luksch and Mukul Patel, Aymeric Mansoux/ Marloes de Valk, Leo Peschta, Julius Popp, Casey Reas, RYBN.ORG, Antoine Schmitt, Ralf Schreiber, Warren Sack, Jan Peter Sonntag

 

SEMINARIO/WORKSHOP INTERACTIVOS? PROCESS AS PARADIGM
Con una collaborazione di LABoral con Medialab-Prado of Area of Arts of Madrid City Council


Interactivos? È un ibrido creato da un insieme di workshop di produzione, di seminari e di dimostrazioni. Si viene così a creare un luogo ideale per riflettere, ricercare e lavorare in sinergia, un luogo in cui le proposte passate al vaglio di un open call internazionale, vengono sviluppate, ultimate ed esposte. Interactivos? è una piattaforma di ricerca e produzione delle tecnologie applicabili in ambito creativo e formativo. Il workshop sarà aperto al pubblico per l’intera durata dell’evento.

 

 

Le sette proposte che verranno scelte da un open call internazionale, saranno sviluppate da autori e collaboratori durante il workshop antecedente all’apertura di Process as Paradigm, 23 aprile 2010.


I progetti saranno esposti alla mostra. Questa rassegna, curata da Susanne Jaschko e Lucas Evers, denota un ampio salto da una cultura incardinata sul concetto di rappresentazione e prodotto finale (tipica della società industriale) a una cultura dei meccanismi. Il workshop Interactivos? che precede la mostra, è volto alla produzione di opere d’arte che si rifanno agli assunti della mostra stessa.


Selezione dei progetti:
coordinata da André Gonçalves, Everything is under control di Tommaso Lanza e Cathrine Kramer, FrankenFoodCart di Zackery Denfeld, Scan-it di María Castellanos e Alberto Valverde, Photographic spatial experiment di Boris Oicherman, Practice Mapping di Marco Quaggiotto e Wouter Van den Broeck e Territoris Oblidats di Inês Salpico.

 

 

 

 

http://www.laboralcentrodearte.org

 

 




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