
SEOUL MUSEUM OF ART - SEUL
7 SETTEMBRE - 17 NOVEMBRE 2010

Per mettersi in contatto con il resto del mondo ognuno di noi investe una certa quantità di trust, ovvero di fiducia, nelle relazioni con gli altri. Il concetto di fiducia è ambiguo per definizione, legato alla buona fede tanto quanto al dubbio. In quanto individui non instauriamo relazioni soltanto con i nostri concittadini, ma anche, e sempre più frequentemente, con i mezzi di comunicazione. Con il proliferare dei mezzi di espressione mediatica, infatti, l’informazione giunge fino a noi sotto diverse forme, rendendo il messaggio sempre più opaco; il marketing diventa così l’unica forma di amicizia, la solitudine di comunità e il populismo di democrazia.
Invece di mettersi semplicemente al passo con la tecnologia, il team curatoriale della manifestazione Media City Seoul 2010 ha scelto di procedere secondo una linea che nasce da un desiderio di pausa, di riflessione e di critica verso le transizioni e le trasformazioni in atto nei contesti sociali in cui viviamo. La mostra è per natura propositiva. Trust infatti interpreta il concetto di media in maniera ampia, ovvero considerando i mezzi di comunicazione come strumento di coesione all’interno di una realtà di assoluta instabilità in cui le identità politiche, nazionali o religiose vengono continuamente ridefinite, in cui i mezzi di distribuzione creano comunità al contempo reali e immaginarie, e in cui la sfera dei rapporti privati e le questioni politiche globali quotidiane occupano lo stesso livello di importanza. Così mentre le forme della comunicazione diventano sempre più varie e accessibili, ci addentriamo in un’era che apparentemente sembra dare spazio all’individualità e all’espressione di se stessi. Ma qual è il rischio se i canali mediatici diventano tanto concentrati e potenti? Come possono queste reti creare nuovi spazi di alienazione e controllo? E come possiamo noi riuscire a riconciliare il desiderio di cambiamento dei modelli sociali con quello di creazione di nuove comunità?
La mostra si contrappone alla retorica della tecnologia come progresso e promessa offrendo invece una riconsiderazione della sua tradizionale definizione. Molti degli artisti che vi hanno preso parte non sono noti nell’ambito della Media Art, ma utilizzano proprio diverse forme di espressione mediatica (come materiale di stampa, detriti urbani, tecnologia fotografica e video, forme documentaristiche e finzionali) come replica alla generalizzazione dell’esperienza da parte di narrative dominanti. Trust indaga le nozioni di comunità, rappresentazione e percezione in un mondo continuamente rinarrato e riconfigurato. In quest’ottica, come possono le storie, i racconti e i miti prendere forma? Come può l’esperienza collettiva essere rappresentata attraverso la molteplicità e la differenza? La mostra pone l’accento su quelle pratiche artistiche che giocano con le convenzioni documentaristiche e le forme finzionali, facendo dell’immaginazione, della soggettività e delle tipicità le basi fondanti dell’esperienza contemporanea. Talvolta rivelando le strutture soggiacenti ai racconti mediati, talvolta oscurandole. Trust non mira a investigare meticolosamente le problematiche del nostro attuale panorama mediatico, né a presentarne uno studio scientifico o intellettuale. Questa manifestazione offre piuttosto un’interpretazione ampia del concetto di media ricercando una risposta più umanistica e individuale all’esperienza contemporanea.
Artisti: Ziad ANTAR, Tarek ATOUI, Lucas BAMBOZZI/ Cao GUIMARÃES/ Beto MAGALHÃES, Yael BARTANA, Blast Theory, Manon DE BOER, Mark BRADFORD, Antonio CABALLERO, CHO Duck Hyun, Abraham CRUZVILLEGAS, Jimmie DURHAM, Rainer GANAHL, Douglas GORDON, Shilpa GUPTA, IZUMI Taro, Adrià JULIÀ, Annette KELM, KIM Beom, KIM Soun Gui, Sung Hwan KIM, KOIZUMI Meiro, Miki KRATSMAN, Erik VAN LIESHOUT, Minouk LIM, Sarah MORRIS, Deimantas NARKEVIČIUS, Tuấn Andrew NGUYỄN, NOH Suntag, Catherine OPIE, Christodoulos PANAYIOTOU, PARK Chan-Kyong, Walid RAAD, Judy RADUL, Jewyo RHII, Willem DE ROOIJ, Julika RUDELIUS, Tino SEHGAL, Allan SEKULA, Duncan SPEAKMAN, Do Ho SUH, Nasrin TABATABAI & Babak AFRASSIABI, Apichatpong WEERASETHAKUL, Xijing Men (CHEN Shaoxiong/ Gimhongsok/ Tsuyoshi OZAWA), Yangachi, Tobias ZIELONY.

Publicazionw:
Il catalogo di Media City Seoul 2010, che verrà pubblicato anche con il titolo Trust, contiene contributi di Kim Young-ha (scrittore di narrativa) e Jalal Toufic (scrittore, teorico cinematografico e video artist), saggi a cura di Clara Kim, Nicolaus Schafhausen, Fumihiko Sumimoto e una prefazione del direttore artistico Sunjung Kim.
Apertura e anteprima:
Media City Seoul si svolgerà contemporaneamente a un gran numero di importanti eventi di arte contemporanea nella regione Pacifico-Asiatica tra cui le Biennali di Gwangju, Busan e Taipei. La mostra aprirà le porte al pubblico il giorno 7 Settembre 2010, con una cerimonia di apertura, alla quale parteciperanno molti artisti, e un discorso di apertura di OH, Se-Hoon, sindaco della città di Seoul.
Performance:
Tarek ATOUI presenterà la sua nuova installazione Un-drum il giorno 4 Settembre alle ore 15 e il giorno 6 Settembre alle ore 18.30
Tema di curatori:
Sunjung KIM (Direttore artistico di Media City Seoul 2010), Clara KIM (Direttore/ Curatore di Galleria presso l’istituto REDCAT, Los Angeles), Nicolaus SCHAFHAUSEN (Direttore del Witte de With, Centro di Arte Contemporanea, Rotterdam), e SUMITOMO Fumihiko (Curatore dell’Arts Initiative Tokyo, Tokyo).
Sponsors:
Media City Seoul 2010, la sesta biennale internazionale di media art di Seoul, è stata patrocinata dal Seoul Metropolitan Government e organizzata dal Seoul Museum of Art con la collaborazione degli istituti: Seoul Metropolitan Office of Education, Korea Tourism Organization, The British Council, Mondriaan Foundation, The Japan Foundation. L’evento è stato sponsorizzato da SK Telecom, Samsung Electronics, Kyungbang Times Square, Epson Korea. Inoltre il British Council ha generosamente sovvenzionato le esposizioni all’aperto degli artisti Blast Theory e Duncan Speakman.
http://www.mediacityseoul.org/2010/
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