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FERIA DE MADRID - MADRID

17 - 21 FEBRUARY 2010

 

 

Ancora una volta, ARCOmadrid apre i battenti della sua speciale “Black Box” per offrire uno spazio a rinomati artisti internazionali che utilizzano i new media nelle loro opere. L’uso delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali nella creazione artistica non è più considerato come qualcosa di strano o di eccezionale, e infatti un gran numero di artisti ha già integrato questa pratica nelle proprie opere quotidiane.


L’ innovativa aggiunta dell’elettronica all’arte si riflette negli otto spazi di EXPANDED BOX, in un programma coordinato dal critico e curatore italiano Domenico Quaranta, uno specialista di arte digitale e di net art.


“ L’idea che le nuove tecnologie, i new media e i nuovi modi di rivolgersi a problematiche di vitale importanza insieme a come le culture hanno contestualizzato questi cambiamenti tecnologici sta costantemente modificando non solo il modo in cui viviamo, ma anche il modo in cui creiamo l’arte e persino il vero concetto di arte in sé”, spiega il curatore. L’evoluzione si è verificata così velocemente e i media digitali hanno fatto irruzione nelle nostre vite con una forza tale da aver trasformato in modo assoluto tutti gli ambiti culturali.


Ciò significa una vera rivoluzione in termini di produzione culturale, con un aumento di tecniche come la fotografia, il film e l’animazione. “Alcuni artisti hanno abbracciato i new media con entusiasmo, mentre altri sono stati costretti a riconsiderare il modo in cui lavorano con i media convenzionali come nel caso della pittura e della scultura; e altri ancora hanno fatto entrambe le cose”. Come afferma Quaranta “l’arte è cambiata sotto tutti gli aspetti”.


Con già più di un decennio alle spalle il programma EXPANDED BOX è stato di grande aiuto per questo processo e, in questa edizione imminente, farà un ulteriore passo avanti per metter in mostra un’arte che guarda oltre il mondo della creatività, “un’arte che si sviluppa in Internet, che si crea nei centri di ricerca e nei laboratori e che ha il potenziale di cambiare la nostra idea attuale di arte”, ci riferisce il curatore. Il pubblico troverà un programma che “cercherà di far perdere ai collezionisti e agli amanti d’arte la loro paura per questi cambiamenti”, mentre dimostrerà fin da subito che “nella società dell’informazione, le opere d’arte hanno più che mai sempre molto da dire”.

 

 

La ricostruzione dell’arte


Per fornirci un quadro generale, Domenico Quaranta ha selezionato otto progetti “capaci di mostrare con chiarezza le diverse sfaccettature di questo strano diamante che attualmente chiamiamo “New Media Art” oppure, in ogni caso, quelli che il curatore ha ritenuto più interessanti “ in termini di urgenza culturale” all’interno di un campo “il cui primato e la cui reputazione hanno visto una crescita esponenziale nel corso degli ultimi anni.”


È il caso della collaborazione italiana Eva & Franco Mattes aka 0100101110101101.ORG. Nello spazio di FABIO PARIS ART GALLERY, presentano un ciclo completo delle loro “Synthetic Performances”, in cui ricostruiscono performance leggendarie a partire dalla storia dell’arte attraverso avatar appartenenti alle realtà virtuali come Second Life.


Particolarmente rappresentativo dei trend più recenti di questo genere è JODI, un duetto di artisti e al contempo uno dei nomi più rappresentativi della Net Art sin dai suoi esordi. Gli artisti esporranno il loro lavoro nello spazio della galleria berlinese GENTILI APRI. All’ARCOmadrid questa collaborazione olandese presenterà una delle loro ultime opere più sovversive che ruota intorno alla tecnologia amatoriale e ai media implicati, riscrivendo il folklore in un’antropologia particolare attraverso la rete.


Anche da Berlino la galleria ART CLAIMS IMPULSE rappresenterà la collaborazione tedesca Julius Von Bismarck & Benjamin Maus. Il pubblico avrà la possibilità di osservare la loro ultima creazione “Perpetual Storytelling Apparatus”, una macchina che traduce le parole da testo in disegno su carta a moduli continui. Come un “cadavre exquis” del XXI° secolo, il risultato rivela una ri-contestualizzazione di idee e frammenti, aprendo la strada verso una nuova narrativa, creando storie affascinanti e stuzzicando le metafore visive.

 

Tradizione e innovazione


La selezione di Domenico Quaranta comprende anche diversi progetti che combinano la nuova tecnologia con più media convenzionali oppure che usano queste tecnologie verso scopi classici. Quest’ultimo caso è rappresentato dalla meravigliosa installazione dell’artista bulgara Mariana Vassileva, presentata dalla DNA GALLERY di Berlino. L’artista, che si interessa di problematiche che non tengono conto della violenza, del sesso, della famiglia e delle gerarchie sociali, utilizza l’essere umano nel suo lavoro come fonte di energia e di luce, esplorando gli argomenti dei desideri umani come la comunicazione, le relazioni interpersonali, l’introspezione individuale e la solitudine.


La galleria lettone ALMA GALLERY mette in mostra quadri fotonici creati dall’artista multimediale Gints Gabrāns che utilizza un raggio laser per poi registrarli su carta fotografica. Da un profondo interesse per l’estetica, le opere di questo artista sono un chiaro esempio di come i media convenzionali possono essere reinterpretati e adattati ai nuovi linguaggi e alle nuove tecnologie.


Sulla stessa linea d’onda si sintonizza l’opera del giovane artista Jakub Nepraš, presentata alla galleria portoghese ARTHOBLER. Questo artista ceco riunisce tre suoi progetti video in una singola installazione. Attraverso l’assemblaggio e la stratificazione delle sequenze individuali, l’artista crea movimento lungo vari assi, generando dinamica e ritmo pittoresco in un circuito temporale.


Il pubblico può anche visionare un’opera evocativa della collaborazione inglese Boredomresearch, in cui Vicky Isley e Paul Smith usano i new media per ritrarre e ricreare la vita artificiale. La nuova serie di oggetti informatici di questo duetto che lavora con la software art per fondere estetica e biologia è in esposizione allo spazio di [DAM] BERLIN.


Per finire, l’artista messicano Rafael Lozano-Hemmer fornisce il proprio contributo in questa panoramica sommaria di e-art e new technologies applicate alla creazione artistica. La galleria londinese HAUNCH OF VENISON espone una delle sue ultime installazioni, Reaction Diffusion, che consiste in una serie di scatole luminose controllate da un computer che mostrano immagini animate da alcune delle regioni di frontiera del mondo con grande traffico migratorio e un’enorme disparità economica. Le dinamiche sociali sono, in questo caso, l’oggetto di studio e di riflessione per questo artista che utilizza i new media per parlare delle questioni urgenti del momento.


La “Black Box” all’ARCOmadrid 2010 si presenta come “tentativo per riconsiderare molti media tradizionali – fotografia, video, performance e perfino la pittura e la scultura – attraverso l’ottica dell’era digitale e per facilitare il dialogo reciproco”. Come afferma Domenico Quaranta, questo è proprio uno dei compiti su cui si fonda la sua selezione per EXPANDED BOX.

 

 

EXPANDING THE FIELD.
Oppure, 8 buoni motivi per discutere di new media (a una mostra d’arte)


Direttore: Domenico Quaranta
Oratori: UBERMORGEN.COM, Marius Watz, Trevor Paglen, Oron Catts, Auriea Harvey & Michael Samyn, Paul D. Miller / DJ Spooky


ARCO Art Fair, Forum Auditorium 2, Hall 6.
18 febbraio 2010, dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 16.00 alle 20.00.


Scaricate il programma completo su:
http://domenicoquaranta.com/public/pdf/ARCO2010_seminar.pdf


Sta accadendo qualcosa nel mondo dell’arte. Il postmodernismo sembra esser stato sostituito, ma nessuno è veramente capace di dire da che cosa. I critici d’arte come Nicolas Bourriaud e Carolyn Christov-Bakargiev chiamano questo ritorno al passato Modernismo, ma il Modernismo in sé è molte cose e non è ancora chiaro se questa nuova modernità o Altramodernità sia radicata in un nuovo utopianismo, come sostiene Christov- Bakargiev, oppure nella creolizzazione, nella globalizzazione e nell’incremento dei viaggi, come suggerisce Bourriaud.


Ad entrambi però risulta evidente il fatto che le nuove tecnologie, nel senso ampio del termine, giocano un ruolo centrale in questo cambiamento. Partendo da questo presupposto, e appropriandosi dell’idea di Blais e Ippolito secondo cui il cambiamento arriverà da artisti che operano “al limite con l’arte” – Expanding the Field coinvolgerà artisti e ricercatori che si rivolgono, con approcci diversi, alle varie nuove tecnologie – da Internet ai videogame arrivando alla biotecnologia –  e questioni e pratiche della cultura digitale, dal media hacking al data mining arrivando alla surveillance.


Alcuni di essi hanno sviluppato strumenti innovatori oggi utilizzati in tutto il mondo da artisti che operano in campi diversi; altri – come Tale of Tales – abbandonano l’arte tradizionale per portare la loro idea di arte a un audience differente, possibilmente più ampia. Alcuni si sentono più a proprio agio nei laboratori che nei musei e la maggior parte di essi sono strettamente connessi a comunità online. Nel corso del panel verranno invitati a presentare il loro lavoro rivolgendo il loro approccio alla tecnologia e alla cultura digitale, e spiegando come i campi che essi stessi esplorano influiscano sulla nostra cultura e il nostro concetto di arte.

 

 

 

Ancora una volta, ARCOmadrid apre i battenti della sua speciale “Black Box” per offrire uno spazio a rinomati artisti internazionali che utilizzano i new media nelle loro opere. L’uso delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali nella creazione artistica non è più considerato come qualcosa di strano o di eccezionale, e infatti un gran numero di artisti ha già integrato questa pratica nelle proprie opere quotidiane. L’ innovativa aggiunta dell’elettronica all’arte si riflette negli otto spazi di EXPANDED BOX, in un programma coordinato dal critico e curatore italiano Domenico Quaranta, uno specialista di arte digitale e di net art.

 

L’idea che le nuove tecnologie, i new media e i nuovi modi di rivolgersi a problematiche di vitale importanza insieme a come le culture hanno contestualizzato questi cambiamenti tecnologici sta costantemente modificando non solo il modo in cui viviamo, ma anche il modo in cui creiamo l’arte e persino il vero concetto di arte in sé”, spiega il curatore. L’evoluzione si è verificata così velocemente e i media digitali hanno fatto irruzione nelle nostre vite con una forza tale da aver trasformato in modo assoluto tutti gli ambiti culturali.

 

Ciò significa una vera rivoluzione in termini di produzione culturale, con un aumento di tecniche come la fotografia, il film e l’animazione. “Alcuni artisti hanno abbracciato i new media con entusiasmo, mentre altri sono stati costretti a riconsiderare il modo in cui lavorano con i media convenzionali come nel caso della pittura e della scultura; e altri ancora hanno fatto entrambe le cose”. Come afferma Quaranta “l’arte è cambiata sotto tutti gli aspetti”.

 

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