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Space Invaders
Art in the computer game environment
       
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FACT - LIVERPOOL

17 DICEMBRE - 21 FEBBRAIO 2009

 

Space Invaders: Art in the Computer Game Environment  una mostra di gruppo che esplora i confini sempre più incerti tra gli spazi dei videogame e quelli reali. Dai mondi complessi e ricchi di dettagli di Grand Theft Auto ai videogiochi zen e alla realtà aumentata, la mostra riunisce celebri artisti di new media e designer di giochi innovativi che stanno forzando i limiti di questo mezzo di comunicazione.


Mark Essen (USA), stella in ascesa della videogame art, svilupperà una nuovissima commissione per FACT. I suoi videogame violenti e di bassa qualità gli hanno fatto guadagnare il posto di artista più giovane tra i 50 presenti nel The Generational: Younger Than Jesus al New Museum, la mostra internazionale che espone esclusivamente le opere di artisti under 33. Il lavoro di Essen, piatto e a bassa risoluzione, forza i meccanismi e l’estetica convenzionali dei videogiochi, ricavandoli dai loro elementi più semplici. 


Il clou della mostra è rappresentato da un’opera aperta di Bill Viola (USA), figura importante nel campo della media art internazionale. Viola, che ha avuto un ruolo fondamentale nell’affermazione del video come una forma essenziale dell’arte contemporanea, metterà in mostra il suo primo tentativo di emergere nel format dei videogiochi. The Night Journey, videogioco sperimentale cosiddetto “slow”, si avvicina al suo crescente interesse per la spiritualità, in quanto il giocatore si muove in un paesaggio poetico utilizzando alternative e azioni che influiscono sul suo miglioramento intellettuale. Viene sviluppato con le tecnologie dei videogiochi, ma cerca di allargare i confini di ciò che le esperienze di gioco possono comunicare, con il loro straordinario visual design, i loro contenuti e i loro meccanismi. 


La scultura di Riley Harmon’s (USA)What It Is Without the Hand That Wields (2008) offre un’interpretazione dinamica del videogioco “sparatutto”. Collegata ad una versione modificata di Counterstrike, il primo videogame online di successo in cui si spara alle persone, la scultura risponde alle morti online del giocatore distribuendo una piccola quantità di sangue finto dalle valvole lungo il muro, creando un’affascinante manifestazione fisica degli omicidi virtuali.


Amagatana (2009) dell'artista Giapponese Yuichiro Katsumoto porta la realtà aumentata a nuovi livelli trasformando un oggetto quotidiano, come l’ombrello, in una spada da samurai. Quando il giocatore fa roteare l’ombrello, un sensore misura la potenza e produce il suono di una spada che colpisce una lama immaginaria, mutando il torneo in una forma divertente e senza fine di un gioco indipendente. Intanto Blast Theory (UK), un gruppo di giocatori artisti, portano all’aperto i videogiochi al computer con Rider Spoke, un gigantesco gioco a nascondino di realtà aumentata che si svolge in bicicletta. 



Cao Fei, uno dei giovani artisti Cinesi più acclamati, presenta l'installazione cinematografica COSplayers (2004). COSPlay, abbreviazione di “Costume Play”, coglie lacrescente tendenza nei paesi asiatici di animare i combattimenti virtuali. Ambientato a Guangzhou, città natale dell’artista, il video segue un gruppo di teenager che recitano drammi complessi vestiti con costumi di arti marziali dei loro giochi al computer e animazioni preferiti. 


La scultura Tetris (2007) dell'artista Svedese Michael Johanssonevoca una condizione provata dai giocatori ossessivi nota come syndrome Tetris, in quanto iniziano a vedere il mondo attorno a loro precipitare come i mattoncini del Tetris. Confondendo i limiti tra lo “spazio reale” e lo “spazio del gioco”, l’opera di Johansson stimola lo spettatore a porsi delle domande sull’influenza che i videogame esercitano sulla nostra memoria spaziale. 


Nel progetto di Ubermorgen Chinese Gold project (2006), una serie di fotografie narra le vite dei “Gold Farmer” cinesi che lavorano per molte ore per produrre moneta online, personaggi e apparecchiature, che poi vengono venduti su Ebay ai giocatori americani ed europei.


Un elemento della mostra di primaria importanza è la collezione di giochi commerciali tratti dal videogioco “zen” ad alta definizione Flower to Grand Theft Auto.  

 

Note per gli editor:


Space Invaders: Art and the Computer Game Environment fa parte di una stagione di videogiochi su FACT. La stagione include eventi di giochi interattivi, competizioni e un programma cinematografico sul tema dei giochi. Per continui aggiornamenti sulla mostra Space Invaders e sugli eventi correlati visitare il sito


Space Invaders: Art and the Computer Game Environment è distribuita in associazione con Netherlands Media Art Institution, Amsterdam.

 

Artists Re:Thinking Games 


Un’antologia, che delinea le problematiche e gli interessi che gli artisti stanno affrontando nel campo dei videogiochi, verrà pubblicata prima dell’apertura della mostra. Tra gli autori sono compresi: Richard Barbrook, Ruth Catlow, Heather Corcoran e Emma Westecott.

 

 

 

http://www.fact.co.uk

 



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