
DANUBE UNIVERSITY - KREMS
16 - 18 OTTOBRE 2009

Il crescente numero di nuove possibilità tecniche e sociali per la produzione e la distribuzione di materiale visivo - da YouTube a Flickr ad altri spazi virtuali - dimostra sempre più l’esigenza di rafforzare le competenze visive. Sulla base di ciò, la conferenza Gazing into the 21st Century ha riunito esperti americani di scienza dell’immagine come Felice Frankel, Barbara Stafford, Michael Naimark ed esponenti tedeschi quali Marie-Luise Angerer, Oliver Grau, Nikolaj van der Meulen, per occuparsi dell’inventario, della classificazione e della storiografia del più recente mondo delle immagini nel campo della pubblicità, dell'arte, dell'intrattenimento e della scienza.
I mondi individuali delle immagini costituiscono oggi il background di computer e telefonini; la televisione diventa un campo globale in cui è possibile scegliere tra migliaia di canali, in parte anche interattivi; ogni giorno diverse centinaia di migliaia di filmati vengono pubblicati sulle video community; nel mondo tridimensionale e interattivo delle immagini prende vita un universo parallelo virtuale, in apparenza autentico. Oltre al mondo dell’intrattenimento, anche la scienza e la politica fanno ricorso a queste nuove dimensioni caratterizzate dalla creazione di immagini di impatto.
In un contesto del genere sorgono nuovi quesiti: che genere di ispirazione traggono dall’arte gli attuali mondi dell’immagine? In che modo il mezzo influenza il carattere iconico dell'immagine? A causa della "liquidità" dell'immagine, quali opportunità e quali sfide nascono per gli intermediari di immagini e musei?
Inoltre, le possibilità e i rischi pubblici sono strettamente correlati ai processi di trasformazione in atto nei mondi esasperati della nuova immagine pubblicitaria. Queste possibilità richiedono una gestione delicata e un'intensificazione dei progetti di archiviazione.
Le esperienze di scrittura collettiva, di cui l’ipertesto Wikipedia è l’esempio più famoso, ha rivoluzionato in neanche un decennio lo status della variabilità dell'autore, dello stile e della forma estetica, consolidatosi nel corso dei secoli. Il giornalista e fotografo Stefan Heidenreich di Berlino ha riscontrato questi stessi sviluppi nel mondo dell’immagine elettronica. YouTube e Flickr rappresentano nuove forme di un processo visivo di tipo collaborativo e stanno conquistando un dominio sempre maggiore. Le trasformazioni in atto nei settori dei diritti d'autore, delle istituzioni artistiche, della cultura popolare e dell'economia appaiono incerte. L’opinione unanime scaturita dal dibattito è che le possibilità per una crescente democratizzazione della politica dell’immagine siano oggi maggiori rispetto al passato, ma riconosce anche che l’onestà crescente della comunicazione abbia bisogno di facoltà critiche e sensibilità nella gestione del materiale visivo. Nonostante l’alterazione del mondo delle immagini - sia in campo professionale sia per buona parte in quello privato - le reazioni sociali sono piuttosto lente rispetto a questi sviluppi.
Felice Frankel, rappresentante della scienza dell’immagine nordamericana e fondatore della Image and Meaning Initiative, contro il background della politica dell’immagine chiede l’intensificazione del dialogo tra le scienze naturali e le scienze dell’immagine, tra gli scienziati naturali e i designer e gli artisti, in modo da delineare con maggiore chiarezza il potere dell’immagine nella rappresentazione della scienza. Molte visualizzazioni in linea con il canone intellettuale delle società odierne, non coincidono con lo stato attuale della ricerca, e in tal modo comunicano un’immagine sbagliata o antiquata.
Anche Oliver Grau, professore di scienze dell’immagine alla Danube University Krems, ha affrontato la questione della politica dell’immagine nello spazio pubblico, segnalando molti problemi della politica culturale attuale. La media art, la Forma d’arte contemporanea, è ancora poco rappresentata nei musei, non viene accolta in modo appropriato e per il pubblico non nord-occidentale risulta quasi inaccessibile. Ciò che preoccupa Grau è la cancellazione di tre decenni di attività artistica dalla memoria culturale. Il suo consiglio è quello di realizzare nel prossimo futuro un'enciclopedia di scienza visiva, come il Human Genome Project, che faccia conoscere la storia della vista e la sua relazione con l’evoluzione dei media dell’immagine. Jan Henselder di Berlino si è occupato tra l’altro della perdita di materiale contemporaneo, e ha digitalizzato le interviste biografiche relative al passato del nazionalsocialismo e della repubblica democratica tedesca, così da conservarle per le future generazioni. Règis Debray aggiunge che al di là della comunicazione tramite le nuove tecnologie, sono necessarie adeguate istituzioni sociali per garantire il trasferimento dei contenuti mediali

Altro punto cruciale della conferenza è stata la questione del reperimento di informazioni relative alle scienze naturali tramite le procedure tecnologiche di visualizzazione. Così gli scienziati medici Dolores e David Steinman della Toronto University hanno dimostrato, sulla base della loro esperienza pratica, che la maggior parte delle immagini con le quali i medici ospedalieri si confrontano non sono altro che interpretazioni di natura informatica delle cartelle cliniche dei pazienti. I processi organici nonché le dinamiche dei flussi sanguigni eludono il parere umano, cosa che rende le tecniche di formazione dell’immagine assistita da computer indispensabili per una diagnosi e una terapia tempestive. La sfida consiste nell’integrazione tra la verità scientifica, le mode estetiche e le consolidate convinzioni medico-scientifiche. Oggi le scelte dei dottori riguardano le modalità di visualizzazione dei valori calcolati digitalmente. Come accade in molti settori non competenti in merito alla gestione delle immagini e al problema della raffigurazione del fenomeno, questo porta a una gestione sprovveduta delle nuove forme di immagine. Il dibattito sottolinea la necessità di definire l’immagine nella fase di produzione dell’informazione scientifica influenzata dai metodi tecnologici di visualizzazione.
Nicolaj van der Meulen, scienziato dell’immagine e professore di storia dell’arte presso l’Università di Basilea, richiede che la ricerca applicata dell’immagine si occupi non solo della rappresentazione ma anche della produzione dell’informazione tramite l’applicazione di concetti visivi. In questo contesto, Martin Warnke, capo del centro dati della Lueneburg University ha presentato un esemplare dei cosiddetti media digitali che si appoggiano alla Rete, finalizzato alla ricerca nel settore dell’immagine. “HyperImage” soddisfa la tanto attesa richiesta di non trattare le forme visive secondo una prospettiva semiotica. Le osservazioni sulle immagini possono essere corrette, pubblicate e utilizzate scientificamente senza l’aggiunta di annotazioni linguistiche. (www.hyperimage.org)
Già all’inizio della conferenza internazionale, il media artist americano Michael Naimark si è occupato dell’evoluzione dell’immagine su Google Earth: nonostante le promesse della realtà virtuale, la mancanza di combinazione tra le proprietà foto-realistiche e interattive ha fatto sì che molte applicazioni nate negli ultimi anni non fossero in grado di coinvolgere i destinatari in modo da percepire l'illusione del luogo.
Harald Kraemer, docente universitario e media producer, ha messo in evidenza la necessità di sviluppare la drammaturgia dei siti web. Bisognerebbe agire ai fini di un’integrazione del destinatario tramite sentimenti di solidarietà ed empatia, per esempio attraverso un tentativo olistico di simbiosi tra contenuto, navigazione e design.
Marie-Luise Angerer, rettore della Art College for Media di Colonia, ha contribuito a tal problema - che ha già raggiunto vaste proporzioni - col testo “La confluenza affettiva ed emozionale dei destinatari dei media digitali. ”Il dibattito sull’indirizzamento affettivo ed emozionale trova una larga base, che se praticata in modo interdisciplinare dovrebbe e potrebbe condurre a una "politica di influenza".
Barbara Stafford dell’Università di Chicago ha evidenziato un altro aspetto. L’ “ipotesi-memoria-sociale" riconosce nella coordinazione tra la soddisfazione individuale delle esigenze e il comportamento intersoggettivo una condizione per il mantenimento della coesione sociale. Per chiarire i meccanismi di questa “sincronizzazione sociale” ha fatto appello a un maggiore ricorso agli aspetti dell’arte associativa nelle realtà passate e recenti dell’immagine, e ha tracciato una linea dagli antichi geroglifici fino agli ibridi collage.
Dai risultati della conferenza è possibile dedurre che la più importante sfida per l’impiego di possibilità pubbliche fornite dall’odierna politica dell'immagine è rappresentata dall’ulteriore espansione delle competenze visive da parte sia del destinatario sia dei produttori dei nuovi mondi dell’immagine e dei progetti digitali di archiviazione. Il dialogo tra artisti e studiosi di scienze umanistiche e naturali offre la necessaria base su cui poter sviluppare ulteriormente la competenza sull'immagine grazie alla ricerca didattica e agli strumenti di insegnamento allo scopo di soddisfare i bisogni del pubblico. Una pubblicazione, prevista nel 2009, sui risultati della conferenza è in fase di preparazione. Inoltre, per il 2010 è in programma a Goettweig una prosecuzione della conferenza sull’immagine
www.donau-uni.ac.at/telelectures
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