
MNAC - NATIONAL MUSEUM OF CONTEMPORARY ART BUCAREST
22 GENNAIO - 23 MARZO 2009

Tavola Rotonda: 22 Gennaio 2009 alle 18:00
Apertura Mostra: 22 Gennaio 2009 alle 19:00
Artisti presenti: Lucas Bambozzi, Vaginal Davis, Quentin Drouet,
Janez Janša, Janez Janša, Janez Janša, Irwin, Eva and Franco Mattes
(aka 0100101110101101.ORG), OHO group, SilentCell Network (Mare Bulc,
Janez Janša, Bojana Kunst, Igor Štromajer)
MNAC – Il Museo Nazionale d'Arte Contemporanea di Bucarest è lieto di annunciare l'apertura della mostra “RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting”, dove sarà possibile ammirare, in anteprima mondiale, le opere realizzate negli ultimi tre anni all'interno della piattaforma “RE:akt!”,
concepita da Janez Janša e prodotta dall' istituto culturale sloveno Aksioma.
Negli ultimi anni il termine “re-enactment” e le pratiche a cui si riferisce, hanno goduto di un successo crescente nel contesto artistico. Da un lato, questo successo sembra connesso a un forte ritorno alla performance art, intesa sia come genere praticato dalle nuove generazioni, sia come pratica artistica con la propria storicizzazione. Dall'altro, questo termine accompagna due fenomeni che, almeno a prima vista, hanno molto poco in comune: la rimessa in scena di performance artistiche del passato e la rivisitazione, sotto forma di performance, di eventi “reali”, connessi a avvenimenti storici o attuali, al passato o al presente.
Il “RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting” tenta da un lato di indagare sulla complessità di questo concetto e dall'altro di sbarazzarsene, avvicinandosi al “re-enactment” non solo come “recitazione live di un ruolo” o “storia che prende vita”, ma piuttosto come strategia per una critica e un'analisi culturale e un'espressione artistica. “RE:akt!” che non significa solo “agire di nuovo” ma anche “rispondere a / reagire” e “ciò che riguarda l'azione”, confronta, tramite il “re-enacting” di eventi storici culturalmente rilevanti, gli attuali principi ideologici e intellettuali, le strutture di potere, le politiche e i canali di distribuzione. Attraverso processi di analisi, decostruzione, “re-enactment” e ri-conversione, il progetto di ricerca e presentazione “RE:akt!” esamina il ruolo dei media e la loro capacità di manipolare le percezioni e creare leggende storiche post-moderne e mitologie contemporanee.

Così, il “RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting”, curato dal critico d'arte e curatore italiano Domenico Quaranta, raccoglierà dieci diversi modi di affrontare il concetto di “enaction”: da “Ich Lubbe Berlin!” (SilentCell Network, 2005), una ripresa dell'incendio del 1933 del palazzo del Reichstag a Berlino, dove viene esplorato il significato attuale dei simboli, come lo stesso Reichstag, e concetti quali “comunismo” e “terrorismo”; a “Das KAPITAL” (Janez Janša, 2006), una rappresentazione che rimette in scena l'occupazione del 1969 della Cecoslovacchia per mano delle forze del Patto di Varsavia usando espressioni di celebri artisti di strada; da “C'était un rendez-vous (déja vu)” (Janez Janša e Quentin Drouet), un progetto che gioca con la storia paradigmatica di un'opera d'arte famosa, il film “C' était un rendez-vous” di Claude Lelouch, da “cinema verità” a “media fiction”; a “VD as VB” (2007), una serie di azioni in cui Vaginal Davis, una drag queen di Los Angeles, interagisce con le performance di Vanessa Beecroft.
In “Mount Triglav on Mount Triglav” (2007 - 2008), i tre artisti Janez Janša, Janez Janša, Janez Janša rimettono in scena una celebre performance degli anni sessanta dell'OHO group, recentemente usato dall'IRWIN group per il loro progetto “Like to Like” (2004), rappresentato sullo stesso Mount Triglav, e poi trasformato in una scultura d'oro enorme. Nel “Slovene National Theatre” (2007), usando la tecnica del “re-invoicement”, Janez Janša traduce un triste episodio di recente razzismo nei confronti degli zingari - in Slovenia noto come “il caso Ambrus” - in un pezzo teatrale come se fosse presentato dai mass media. Nel loro “Synthetic Performances” (2007), Eva e Franco Mattes aka 0100101110101101.ORG riadattano sulla piattaforma virtuale di Second Life una serie di rappresentazioni storiche che sono quasi del tutto virtuali ma che trattano problematiche quali la visione del proprio corpo, la violenza, il sesso e il dolore, esplorando così il significato di questi problemi reali in un mondo virtuale. In “SS-XXX | Die Frau Helga” (2007), Janez Janša aggiunge nuovi dettagli e prove a una “leggenda metropolitana” recentemente circolata sul web e trasmessa dai media convenzionali, riguardante la presunta creazione della bambola gonfiabile da parte dei nazisti. Così, è facile notare che il “RE:akt!” non sfrutta solo la performance e il “re-enactment” ma anche strategie come documentazione, remix, “re-invoicement”, ricostruzione e ri-mediazione (come nel progetto “The Day São Paulo Stopped” dell'artista brasiliano Lucas Bambozzi), e altri mezzi di informazione come stampe fotografiche, video, installazioni mediatiche e perfino architetture (come nel progetto di Janez Janša “Il porto dell'amore”, un omaggio a Fiume come esempio di utopia pirata).
Giovedì 22 gennaio, il MNAC ospiterà una tavola rotonda a cui parteciperanno Domenico Quaranta, curatore dell'esibizione, Janez Janša artista e direttore di Aksioma, e il teorico italiano Antonio Caronia, co-editore del libro “RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting”, che verrà pubblicato a marzo e che contiene articoli di Rod Dickinson, Jennifer Allen, Jan Verwoert, Antonio Caronia e Domenico Quaranta. Il 25 marzo, la mostra si sposterà alla galleria ŠKUC, in Lubiana (Slovenia) e poi al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Fiume (Croazia).
www.reakt.org/
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