
MANY VENUES - BARCELLONA
04 DICEMBRE 2009 - 07 GENNAIO 2010

Audiovisual Selection per il 10imo Barcelona Art Contemporary Festival, con il supporto di VideoArtWorld.
Curata da Macu Morán, l’esposizione Indomitable Women (“Donne indomite”) raccoglie una selezione di opere d’arte audiovisive sviluppate negli ultimi quarant’anni, nel tentativo di intravedere quel qualcosa di etereo che fa da sfondo alla prassi artistica femminile. Omaggio a quegli artisti passionali che senza paura ridefiniscono l’estetica e il pensiero contemporanei, portandoci verso nuovi futuri concepiti per una società avanzata, dinamica e multisfaccettata.
La passione è la base e il sostentamento di questa esposizione. Gli impulsi di donne con storie molto diverse, che pulsano per tante altre creature, alla fine apportarono nella filosofia applicata quest’arte che stimola con una passione mirabile. Senza dubbio, la scelta denota un processo passionale in tutte le proposte e le riflessioni sviluppate con la sapienza necessaria per permettere una totale libertà di creazione in varie circostanze. Artisti dotati di una passione di creare qualcosa di diverso, di lasciare la loro speciale impronta, ridefinendo in modo intrepido l’estetica e il pensiero contemporanei.
Sono indomite perché nessuno è stato capace di inserirle in un modello ideato attraverso una lunga storia, sviluppata per e dagli uomini. Sono indomite perchè i meccanismi di dominazione, sia endogeni che esogeni, non le hanno influenzate. Indomite perchè rimangono immuni agli orientamenti comuni, il prodotto di paradigmi mentali che derivano da credenze e presupposti impliciti e inconsci e da valori culturali che frenano la creatività e reprimono le idee, verso la docile arrendevolezza al ruolo maschile predominante, stabilito in molte società sin dalle origini dell’umanità.
Indomite, ancora una volta, per aver colto lo strumento audiovisivo come una forma autentica di espressione artistica, per aver rappresentato la dimensione temporale come un attore attivo nell’universo delle percezioni e per aver riprodotto le esperienze con innumerevoli impatti visivi, che inscenano sulla retina una sensazione interminabile. Donne passionali che sanno come dare tempo al tempo nella pratica artistica, che non sono mai state fermate dalla resistenza ostinata dei conservatori reazionari, che temono il cambiamento e che caratterizzano ogni generazione. Donne con una propria voce e propri criteri, che, per vocazione, hanno fatto volare la loro immaginazione e ci hanno portati verso nuovi futuri, concepiti per una società avanzata, dinamica e con diverse sfaccettature. Ciò che è non sarà, ciò che era non è più. Il tempo, intrinsecamente legato al cambiamento non si ferma né si ripete. Sono saggi quegli ideatori che hanno una musa ispiratrice e un compagno di viaggio in questo frangente.
La selezione Indomitable Womenoffre uno spazio per un importante gruppo di artiste per comunicare le caratteristiche essenziali della libertà creativa delle donne e le sue possibilità, in grado di affrontare molteplici proposte nell’estetica, nella forma e nel contenuto, sebbene siano sempre fedeli al ruolo dell’evoluzione inerente all’arte e condiscendenti al suo potere rivoluzionario. Con la selezione di opere sviluppate negli ultimi quarant’anni, la mostra è un tentativo di intravedere quel qualcosa di etereo che fa da sfondo alla prassi artistica delle donne. Il flusso di coscienza che scaturisce dalle loro opere, dai monologhi interiori derivati dall'oscillazione dei pensieri, dalle immagini, dai desideri, dalle emozioni, dalle curiosità e dalle riflessioni, che racchiudono sorprendenti legami concettuali, estetici e, naturalmente, tecnici e tecnologici.

La mostra è uno sforzo per scoprire le caratteristiche del punto di vista femminile dietro la telecamera come un argomento digressivo ma pertinente, che non è stato sufficientemente analizzato, esibito o riconosciuto. Invita a riflettere sulla percezione e sul comportamento vitale che designa i diversi approcci della natura creativa femminile e, ad un livello ulteriore, le preoccupazioni che nel tempo si sono ancorate nella psiche e che vengono rese percettibili grazie ad una prospettiva storica.
Distinguere l’arte come un flusso di correnti di pensiero che promuove la creazione di concetti innovativi, che penetrano abilmente nella società, cambiando la struttura profonda dei valori maschili e confutando una società che si identifica con essi ed è programmata per servire i loro interessi. Significati e significanti hanno lasciato e continuano a lasciare le loro impronte nella storia dell’arte contemporanea, affrontando il passato e generando nuove idee e prospettive originali. È fondamentale dare visibilità a queste opere che, col solo fatto di esistere, scompongono il discorso sottostante, centrato sugli aspetti virili, e guardano ad un progresso sociale più equo.
Un’opera elaborata con il virtuosismo che solo la passione può concepire e che nello stato di decodificazione offre una lettura libera agli spettatori, permettendo loro di avere una relazione intima con i codici e i subcodici, proposti in ogni opera, da questo splendido gruppo di artiste e donne indomite
Omaggio alle opere pioneristiche: SEZIONE STORICA
- Maya Deren: At Land, 1944, 15'17'', Ukrain e/U.S.A.
- Carolee Schneemann: Fuses, 1964-1967, 29'51'', U.S.A.
- Judy Chicago: Atmospheres: Duration Performances with Fireworks, 1969-1974, 14'21'', U.S.A.
- Yoko Ono: Freedom, 1972, 60'', Japan / U.S.A.
- Beryl Korot: Lost Lascaux bull, 1973, 4'10'', U.S.A.
- VALIE EXPORT: Remote… Remote, 1973, 9'55'', Austria
- Joan Jonas: Glass Puzzle, 1974, 17'27'', U.S.A.
- Ana Bella Geiger: Passages Passagens, 1974, 9'30'', Brazil
- Colette: Justine and the boys, 1979, 18' 13'', Tunizia / U.S.A.
- Orlan: Mesu-rage d’institucion. Mesu-rage du Musée Saint-Pierre, 1979, 17' 30'', France
- Marisa González:Domestic scene with a green worm, 1984, 7' 15'', Spain
- Guerrilla Girls: Guerrilla Girls, 1985-2007, 3' 30'', U.S.A.
- Ximena Cuevas: Antes de la T.V., 1985, 1' 43'', Mexico
- Joan Logue: 30 Seconds Portraits, 1980, 6' 01'', U.S.A.
- Suzanne Lacy: Learn where the meat comes from, 1976, 14'25'', U.S.A.
- Lynn Hershman: Confession of a Chamaleon, 1986, 10'00'', U.S.A.
- Paloma Navares: Els banyets, 1987, 1'40'', Spain
- Dara Birnbaum: Canon: Taking to the Street, 1990, 10'00'', U.S.A.
- Tracey Moffat: Heaven, 1990, 28'00'', Australia
- Coco Fusco: The Couple in the Cage: A Guatinaui, 1993, 31'00'', Spain
- Terry Berkovitz: Backseat, 1994, 21' 49'', U.S.A.
- Amy Greenfield: MuseIC of the BODy, 1994, 10'20'', U.S.A.
- Angie Bonino: The Wall, 1996, 1'30'', Peru/Italy
- Maria Fernanda Cardoso: Cardoso Flea Circus, 1996 , 8'00'', Colombia
- Mariko Mori: Miko No Inori, 1996, 14'50'', Japan / U.S.A.
- Martha Rosler: The Road to NAFTA, 1997, 10'00'', U.S.A.
- Beth Moyses: Dia a Dia, 1998 -1999, 6'52'', Brazil
- Dora García: Heartbeat, 1999, 5'24'', Spain
- Jenny Marketou: Dear Lady M., 1995-2009, 3'59'', Greece
- Ana de Alvear: Mood Landscapes - Reloaded, 1998, 3'00'', Spain
- Sigalit Landau: Three man hula, 1999, 1'36'', Israel
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