
MICHAEL JANSSEN GALLERY - BERLINO
FINO AL 20 FEBBRAIO 2009

The Michael Janssen Gallery is pleased to host the first comprehensive solo exhibition of Gianfranco Baruchello (*1924) in Berlin.
L’estesa e complessa opera dell’artista italiano ottantacinquenne ha inizio negli anni ’60. La mostra di Berlino si concentra sugli ultimi 20 anni. La galleria Michael Janssen esibisce dipinti e disegni dal 2007 al 2009, le sue “vetrine” dagli anni’70 fino ad oggi e una selezione dei suoi film. L’installazione, un giardino sviluppato nello spazio della galleria, rappresenta una parte essenziale della mostra per Baruchello.
Il pezzo principale della mostra è una vetrina costituita da otto piccole scatole unite tra loro. Porta il titolo La formule, o La formula, da cui prende il nome l’intera mostra. Gli assemblaggi o “vetrine” sono un’importante parte dell’espressione artistica di Baruchello. Assembla ritagli e piccoli oggetti come macchinine, monete o argenteria in scatole di legno o plexiglass. Spesso combina ritagli di riviste con ritagli di carta colorati da lui, creando vetrine che offrono all’osservatore un’occhiata in un altro universo di filigrana.
Quest’idea della formula è stata cristallizzata in una recente intervista con Maurizio Cattelan, ma anche negli scritti ampiamente pubblicati di Baruchello. Egli crede di aver trovato la formula in modo tale da poter sempre far funzionare la propria arte. Le sue fonti di ispirazione non sono mai state l’arte pittorica o visiva, ma sorgono dalla parola scritta, dalla letteratura. Da un lato troviamo la filosofia tedesca del XVIII secolo, con Hegel e Kant, e dall’altro lo psicoanalista francese Jacques Lacan. Eppure Baruchello è stato chiaramente influenzato da artisti visivi, in particolare da Marcel Duchamp. I due erano buoni amici a Parigi e Baruchello gli ha dedicato spesso opere e saggi.
I dipinti di Baruchello degli ultimi anni sono ricchi di elementi microscopici che sembrano tracce di animali, mappe o magari istruzioni manuali di qualche tipo. I dipinti danno l’impressione deludente di poter essere “letti”. Essi sono cambiati ed evoluti col tempo. Negli anni ’60 Baruchello creò immagini colorate, astratte e composte liberamente. Negli anni ’80 i motivi divennero più densi, strutturati in modo più attento e preciso, rappresentando soggetti figurativi. La fase successiva, che si può vedere anche nelle immagini attuali, conosce un più radicale sfruttamento della superficie.

IIn un’altra sala della galleria crescono piante velenose. Questa installazione intitolata Poison, Danger! è stata sviluppata dall’artista e riflette la sua natura giocosa, sperimentale e allo stesso tempo provocatoria. Da un lato vuole far divertire, ma anche mostrare agli spettatori quanto velocemente le loro vite possono essere messe in pericolo da piante che spesso sembrano carine e innocue.
Un’ultima parte importante della produzione di Baruchello è costituita dai suoi video e i suoi film. La galleria Michael Janssen mette in mostra una vasta produzione, da una selezione di figure molto poetiche, animate in bianco e nero, degli anni’60 alle composizioni degli ultimi tempi, narrative, colorate e a volte esigenti.
Gianfranco Baruchello (*1924 a Livorno) vive e lavora a Roma e Parigi. Le sue opere sono state esposte in molte mostre collettive e individuali sin dagli anni ’60. Nel 1977 venne invitato a Documenta 6 a Kassel e nel 2008 prese parte alla sua ultima maggiore mostra di gruppo a Palazzo Grassi a Venezia (‘Italics’,curata da Francesco Bonami). Le sue numerose mostre individuali si tengono principalmente in Italia. Occasionalmente il suo lavoro è stato esposto a Monaco (1971, Galerie Buchholz, 1975, Lenbachhaus, 1998/2005, Galerie Michael Hasenclever), Parigi (1967, Yvon Lambert, 1982, Galerie Le Dessin, 1993, Galerie Krief) e Bruxelles (1967, Palais des Beaux Arts, 2006, Galerie Greta Meert).
http://www.galeriemichaeljanssen.de/
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