
Riprendiamoci Cox 18, la Calusca e l'archivio Primo Moroni
_ STASERA: VENERDI' 23 GENNAIO '09 alle ore 18.30
nella piazza di fronte alla stazione di P.ta Genova: volantinaggio per il quartiere.
_STASERA: VENERDI 23 GENNAIO '09 alle ore 21.30
concerto sotto l'arco di piazza XXIV maggio - Milano
_DOMANI: SABATO 24 GENNAIO'09 manifestazione.
Concentramento ore 15.00 in piazza XXIV maggio - Milano
Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato più di 33 anni fa e della libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo Moroni. La risposta della città è stata tempestiva, in breve si sono radunati davanti ai blindati delle forze dell'ordine molti compagni, amici, abitanti del quartiere.
Si tratta di uno sgombero illegale che non tiene conto di una causa intentata dal comune al centro sociale nel mese di luglio 2008 per la riappropriazione dei locali, una vertenza ancora in corso. Il vicesindaco De Corato, da sempre in prima linea contro le realtà cittadine non omologate, scarica su questore e prefetto la responsabilità dell'operazione. Il Pubblico Ministero sostiene di essere stato avvisato a giochi fatti. Poco importa, tutti, invece, concordano che l'importanza dell'operazione è che il Comune non perda il valore dell'area. Si tratta di una questione “patrimoniale”, come se questo bastasse a spiegare e a giustificare tutto.

Il risultato, al momento, vede il centro sigillato e sotto sequestro con tutti i materiali dentro, compresi i libri e le riviste della libreria e dell'archivio. Il Centro Sociale Conchetta, la Calusca, l'Archivio Primo Moroni rappresentano un pezzo di storia importante, e testimoniano oggi la possibilità di eludere il principio di mercificazione. Con essi, in buona compagnia, diversi altri centri sociali, luoghi di libero accesso e libero scambio. La loro sopravvivenza deve essere la sopravvivenza della libertà di agire, di farci padroni del nostro futuro, di non essere pesati per quanto possiamo / sappiamo / vogliamo spendere.
Per quanto ci riguarda non consideriamo chiusa la partita, riconosciamo chi rifiuta l'omogeneità del pensiero unico del mercato: ci vogliono compatibili, compratori comperabili, ordinati e consenzienti, resteremo ciò che sappiamo essere, ciò che siamo: originali, comunicanti, disomogenei.
Chiediamo a tutti di farsi carico di un pezzo di questo percorso, che è percorso di tutti.
[I compagni e le compagne di Milano presenti all'assemblea cittadina del 22/01/09 presso la sede USI di viale Bligny]

Riprendiamoci COX 18!
Firmate la petizione online:
www.petitiononline.com/cox18/petition.html
Gruppo di Facebook
In questi mesi un po' ovunque a Milano, nel contesto della mostra It's
Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos'è
la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta
in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più
dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito
legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando
in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con
sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più
tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di
riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta
sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità
di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di
ballare o fare quattro chiacchiere.

Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni
Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni ha
costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo
presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo
assistito. Se c'era un'idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari
testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma
anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o
di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e
mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18
ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il
collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli
coloro che non lo sono dell'importanza di Cox 18, della sua storia, del
livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute.
C'è un'immagine che rende chiaramente l'idea di che cosa sia la cultura per
Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui
libri della Calusca e dell'Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al
macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox
18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea.
Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash
provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre
fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi
anni.
Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l'Archivio Primo
Moroni.
[Marco Philopat]

Cox 18 sotto sgombero
Presidio e manifestazione: una lunga giornata
Per tutti coloro che abitano a Milano, che amano e odiano questa città e che, da ogni parte d'Italia, comunque riconoscono a Cox18 e all'Archivio Calusca di Primo Moroni un retaggio politico e culturale importante per tutte le forme di controcultura e attivisimo nel nostro paese, questo è un giorno infinitamente triste.
All'alba di oggi, in un modo subdolo, coatto, infimo, senza alcun avvertimento, andando contro ogni forma di legalità che prevedeva l'attesa di un emendamento giudiziario ufficiale in seguito alla causa di sgombero in corso, le forze dell'ordine sono entrate nel centro sociale e nelle stanze della libreria, occupando gli spazi del centro a quell'ora del mattino completamente vuote. Ancora la sera prima un cineforum era stato organizzato e personalmente ieri ricevevo una mail da Marco Lorenzin, tra i responsabili dell'Archivio Calusca, realiva all'organizzazione di un evento con Digicult per il prossimo 14 Febbraio.
La notizia mi è arrivata alle 8.30 di stamattina, un risveglio tra i più incazzati e tristi che mi ricordi. A differenza di altre realtà controculturali storiche dell'area milanese, Conchetta era ed è insieme a poche altre esperienze, un luogo di memoria, una testimonianza forse di un'epoca che non c'è più, uno spazio dove poter liberamente proporre idee e appuntamenti culturali, un posto di ricordi personali e di amicizie, la sede del ricchissimo Archivio Moroni, l'ultimo vero anti-eroe di questa città, uno degli ultimi che l'ha amata ad alta voce e che ha compiuto con la Calusca un'opera di collezione di testi e video la cui eventuale confisca costituirebbe una delle più gravi perdite di materiale audiovisivo che i movimenti controculturali di questo paese potrebbero mai subire
Lo sgombero di Conchetta, per le modalità con cui è stato effettuato, per le motivazioni politiche e sociali che lo accompagnano, costuitisce forse l'ultimo, definitivo, atto di furto e di offesa non solo ai giovani della controcultura milanese, ma a tutti coloro che nel nostro paese amano avere voce libera, riconoscersi in un luogo, in una serie di iniziative, per tutti coloro che non vogliono fuggire dalla propria storia ma resistere, per tutti coloro da Roma a Torino, da Venezia a Palermo che, sono sicuro, sentono sotto pelle soffiare il vento della repressione, della perdita della propria identità, dell'offesa gratuita e arrogante da parte delle Istituzioni, di qualsiasi Istituzione, quella aggressiva che reprime e quella laida che tace

Da stamattina, dalle prime 30 persone accorse ancora assonate e sconvolte in Via Conchetta 18, il numero di giovani e anziani è aumentato progressivamente per fare sentire a propria voce: ho assistito al primo presidio, al blocco della circonvallazione di Viale Tibaldi, al corteo itinerante per le strade del quartiere da Porta Genova alla Darsena: tutti luoghi storici della controcultura milanese, leggete La Luna sotto casa di Primo Moroni per capire cosa intendo, quel Primo Moroni che starà urlando anche lui dalla tomba nel vedere quello che sta accadendo
Ho lasciato i ragazzi di Conchetta che cercavano disperatamente di rientrare in possesso della loro mailing list per informare i loro iscritti, cercavano una Rete da amici che abitano nelle vicinanze. Per loro, l'acesso alle stanze di Conchetta al momento è impedito con la forza. Alle 15.30, un presidio a oltranza è stato organizzato (per quanto sia possibile organizzarsi in queste condizioni) davanti al Comune di Milano/Palazzo Marino: la speranza personale è che intervenga la cittadinanza, giovani dei centri sociali, agenti culturali, giornalisti indipendenti, gente comune, perchè senza troppa retorica la giornata di oggi non sia un momento da segnare a lutto
(al momento in cui il pezzo
viene pubblicato il presidio a Palazzo Marino è finito, una assemblea
speciale è stata organizzata all'USI di Viale Bligny e iniziative sono in
programma per tutto il weekend)
Esagero? Non credo di essere il solo a pensarla in questo modo, è il mio pensiero comunque sia, e ho una piattaforma per esprimerlo: per una volta la uso, me ne perdonerete. Chiedo a tutti che ci seguono su Digicult di diffondere la notizia, protestare come meglio ci viene, per strada e sulla Rete. Fatelo, è il momento di farlo, smettendo di lamentarsi per quello che non abbiamo più, smettendo di fuggire dalla città alla ricerca di un posto migliore, oggi a Milano c'è anche un bellissimo sole
C'è una frase di De Andrè che continua a tornarmi in mente, sono sicuro che molti di voi la conoscono e con questa il mio sfogo finisce, per lasciare spazio alla protesta:
"E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione,
anche se allora vi sentirete assolti
siete per sempre coinvolti".
[Marco Mancuso]
http://cox18.noblogs.org/
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Mauro De Nittis
24 Gen 2009 at 18:15