Il Museo d’Arte, nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Culturale della Città di Lugano, organizza,
in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la partecipazione del Museo
Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e del Museo Cantonale d’Arte di
Lugano la mostra “Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia”, la quale affronta con un
approccio interdisciplinare il rapporto tra il corpo umano e la rappresentazione che di esso è stata data da
parte delle arti, della scienza e della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la dinamica
dell’imitazione del corpo (con gli automi) e della sua sostituzione (con i robots).
L’esposizione allestita al Museo d’Arte e a Villa Ciani, è a cura di Bruno Corà (Direttore del Museo
d’Arte e Coordinatore del Polo Culturale di Lugano), Pietro Bellasi (Curatore della Fondazione Antonio
Mazzotta e Professore di sociologia presso l’Università di Bologna), Gilles Caprari (Ricercatore in robotica
ETHZ e Diretore della GCtronic Robotica, Mendrisio), Christoph Hänggi (Direttore del Museum für
Musikautomaten, Seewen), Mario G. Losano (Professore di Filosofia del Diritto e Informatica giuridica,
Università del Piemonte Orientale), Carlo Piccardi (Musicologo), Pio Pellizzari (Direttore della fonoteca
nazionale svizzera, Lugano), Renato Reichlin (Direttore del Settore Spettacoli della Città di Lugano), Vivi
Vassillopoulou (Direttrice delle Antichità e del Patrimonio Culturale della Grecia, Ministero greco della
cultura, Atene).
Il Museo Cantonale d’Arte, collabora al progetto approfondendo la tematica del volto con una
mostra intitolata “Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte 1969-2009” a cura di Marco Franciolli,
(Direttore, Museo Cantonale d’Arte) e Bettina Della Casa (Curatrice, Museo Cantonale d’Arte).
La mostra si articola in due sezioni: la prima, allestita a Villa Ciani, ripercorre la storia degli automi,
proponendo un excursus dalla Grecia classica ai nostri giorni e includendo alcuni prodotti della
più avanzata tecnologia quali robot, androidi, ecc. La seconda, presentata al Museo d’Arte dà spazio
alla riflessione sulla creazione artistica dell’età moderna e contemporanea incentrata sul
rapporto corpo-macchina e corpo-tecnologia.
Reperti archeologici, disegni, libri a stampa, documenti relativi, al teatro, al cinema e alla
musica, varie tipologie di automi -fra i quali il celebre disegnatore di Jacquet-Droz- realizzati
nel XVIII secolo, giocattoli, dipinti, sculture, video, installazioni, robot industriali e ludici sono
presentati seguendo un allestimento a carattere prevalentemente cronologico, senza peraltro escludere
ibridazioni di tipo tematico, tali da consentire la messa in dialogo delle opere esposte, provenienti da
diverse raccolte sparse in tutto il mondo.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano partecipa con sei
modelli storici di macchine costruite negli anni ‘50 partendo dall’interpretazione dei disegni di Leonardo
da Vinci e dedicate allo sviluppo di automatismi o alla traduzione di forme animali e umane, come le
strutture alari e il palombaro.“Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia” costituisce l’offerta culturale più
rilevante della Città di Lugano nell’autunno 2009. Il progetto infatti prevede numerose
manifestazioni collaterali tra cui una rassegna cinematografica a cura del cineclub Luganocinema93, una
serie di iniziative organizzate da Oggi Musica e una serie di spettacoli teatrali nell’ambito della stagione
teatrale luganese.
Il catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Mazzotta, contiene la riproduzione a colori di tutte le opere
presenti in mostra e i contributi critici dei curatori e di esperti di diverse discipline: dalla storia all’arte,
alla musica, al teatro, al cinema, all’ingegneria.
Sezione 1
Gli automi nella storia. La prima sezione della mostra, allestita a Villa Ciani, intende ripercorrere le tappe fondamentali della storia degli automi, dall’età greca sino all’inizio del XX secolo. I primordi sono raccontati mediante reperti archeologici di età classica i cui apparati iconografici si riferiscono alla ricca tradizione mitologica greca. Disegni, volumi a stampa e riproduzioni di codici miniati illustrano gli incredibili automi dalle più disparate finalità realizzati dagli arabi sulla scorta dell’eredità scientifica, meccanica e tecnologica ricevuta dai greci. Non manca una riflessione sugli ingegneri senesi del Rinascimento, così come sono presenti alcuni modelli realizzati negli anni cinquanta a partire dai disegni di Leonardo da Vinci, il quale, raccogliendo l’eredità dei senesi, giunse a formulare invenzioni sorprendenti. Del grande artista vengono presentati in mostra cinque modelli storici e un’ala interattiva – messi a disposizione dal Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano – e Uomo volante, modello dalla spettacolare apertura alare ispirato agli studi leonardeschi sul volo. Particolare attenzione viene data agli androidi sei-settecenteschi – di cui si espongono originali e riproduzioni – realizzati sotto l’impulso delle nuove scoperte scientifiche e fisiologiche e grazie all’apporto della sapienza meccanica e ingegneristica della manifattura orologiera svizzera. Pierre e Henri-Louis Jacquet-Droz, pionieri dell’alta orologeria – con i quali la fabbricazione degli automi raggiunse il suo apice sia dal punto di vista dell’imitazione del corpo umano sia da quello della riproduzione di una sua funzione – sono rappresentati in mostra dal Dessinateur, eccezionalmente messo a disposizione dal Musée d’art et d’histoire di Neuchâtel. L’excursus sulla storia degli automi prosegue con alcuni esemplari realizzati da costruttori contemporanei, nei quali sono riprodotte non solo le funzioni più complicate, ma anche le caratteristiche atte a rendere tali creazioni sempre più umane, con una rappresentazione non scevra da considerazioni artistiche.
La robotica. Dopo la prima guerra mondiale entra in scena un altro importante elemento che ci permette di dare una definizione di robot e che ne costituisce il discrimine rispetto all’automa: la capacità di produzione. L’automa, che svolge in maniera stupefacente un’azione umana circoscritta imitando l’uomo, è quindi uscito di scena e al suo posto appare un “corpo” autonomo che realizza un intero ciclo funzionale, addirittura fino alla comprensione e all’autocorrezione dei propri errori. Allo studio della meccanica e del funzionamento degli androidi si affianca inoltre il tentativo di riprodurre alcune funzioni sofisticate dell’essere umano, sia corporee che logiche. Decisivo è l’intervento dell’informatica, dalle prime macchine di Turing risalenti agli anni cinquanta, sino ai successivi calcolatori e ai moderni software che muovono organismi simili a noi anche dal punto di vista delle componenti biologiche.
Negli spazi espositivi dedicati alla tecnologia e alla robotica, viene dato risalto alle sempre più sorprendenti applicazioni della robotica, i cui ambiti sono sempre più numerosi: dai robot industriali che compiono operazioni ripetitive fungendo da forza lavoro nelle catene di assemblaggio usati da decenni nell’industria, ai robot mobili che posseggono ampia libertà di movimento e una certa autonomia. Sono inoltre presenti robot dalle sembianze umane in grado di fungere da guide in musei e sostituirsi ad attori di teatro, così come i giocattoli che, ampiamente diffusi nella nostra società, imitano gli esseri umani e animali nelle movenze e nelle funzioni. Non vengono trascurati i frutti della tecnologia biomedica, come apparecchi acustici e pace-maker i quali, impiantati chirurgicamente all’interno del corpo umano per migliorarne alcune funzioni, permettono di attuare la fusione uomo-macchina dando origine a ibridi o cyborg.
Sezione 2
Arte moderna e contemporanea. La sezione presentata al Museo d’Arte attraversa le principali correnti della storia dell’arte del Novecento e contemporanea illustrando i profondi sconvolgimenti prodotti dalla sempre più massaccia presenza delle macchine nella vita quotidiana a partire dalla seconda rivoluzione industriale. Le opere selezionate esplicitano i mutamenti del rapporto uomo-macchina e definiscono una nuova iconografia del corpo rispetto al meccanico e all’artificiale.
Ampio spazio è dedicato al Dada, movimento che ha trovato un’inesauribile fonte di energia creativa nel crescente conflitto tra uomo e macchina, tra società e rivoluzione industriale. La macchina, pensata come oggetto che amplifica le potenzialità dell’uomo essendo al suo servizio, è allo stesso tempo avvertita come elemento distruttore che conduce alla menomazione dell’uomo stesso. Gli artisti dada identificano nell’eros e nella sublimazione del meccanico in amore una possibile soluzione. In questo senso risulta centrale l’opera di Duchamp Il grande vetro, realizzata nell’arco di tempo dal 1915 al 1923 di cui sono presenti in mostra alcune acqueforti, le riproduzioni contenute nelle celebri Boîte- en-valise e Fantasma di Duchamp, reinterpretazione in fibre ottiche appositamente creata dall’artista Carlo Bernardini.
Dalle bizzarre e affascinanti macchine celibi di Marcel Duchamp e Francis Picabia il percorso espositivo prosegue con le glorificazioni futuriste della modernità (Giacomo Balla, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Mario Sironi), le più inquietanti interpretazioni surrealiste e le creazioni razionali degli artisti legati al Bauhaus (Oskar Schlemmer, Lothar Schreyer, Sophie Taeuber-Arp).
L’esposizione procede poi verso l’arte contemporanea: dalle macchine di Jean Tinguely e quelle inutili di Bruno Munari ai corpi virtuali della videoarte (Marcel.lì e Stelarc) riunendo un’ affascinante serie di opere di artisti quali Vincenzo Agnetti, Louise Bourgeois, Nam June Paik, Rebecca Horn, Antony Gormley, Luigi Ontani, Panamarenko, Plensa, Kenji Yanobe d altri
Benvenuti su Digicult, una piattaforma culturale ed editoriale online/offiline, creata allo scopo di diffondere l'arte e la cultura digitale in Italia e a
livello internazionale. Digicult si focalizza sull'impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull'arte, il design, la cultura e la società contemporanea. Il progetto Digicult è stato fondato ed è diretto daMarco Mancuso e si basa oggi sulla partecipazione attiva di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo ampio Network in Italia di giornalisti, curatori, critici, artisti che lavorano nel campo della cultura e dell'arte digitale
PER SAPERNE DI PIU'
Per saperne di più sul progetto Digicult, è possibile leggere alcune lunghe interviste fatte negli ultimi mesi: quella concessa per Lab For Culture, quella per il Blog Elektra, quella per il progetto Vj Theory e l'ultima per la rivista Russa Art-Manager. Qui potete leggere i Credits del progetto, e qui consultare il nostro Archivio ricco di articoli, e potete contattarci a redazione@digicult.it
SINCRONIE FESTIVAL: DATA
EVELINA DOMINITCH & DIMITRI GELFAND
LECTURE + VIDEOSCREENING + CONCERTO
15 DICEMBRE 2009 - TEATRO ARSENALE DI MILANO
Sincronie è una rassegna di musica contemporanea e sperimentale nata nel 2003. Come le precedenti, anche questa edizione è sviluppata a partire da un tema, che per il 2009 sarà il rapporto tra musica e numero. Il terzo evento del programma del festival si focalizza su una riflessione critica della relazione esistente tra arte contemporanea e scienza nel rapporto con le tecnologie digitali, elettroniche ed analogiche, sulla base di processi matematici, numeri, astrazioni logiche e formule. L'evento è curato da Marco Mancuso per Digicult ed è incentrato sull'opera di Portable Palace, duo composto dagli artisti sovietici Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand. Ad una presentazione della loro opera, seguirà un videoscreening dedicato ad alcuni esempi di artisti che lavorano, tramite differenti tecniche, sul rapporto tra suoni e immagini generati da fenomeni fisici, chimico-fisici, matematici, elettromagnetici e nanometrici. La performance 10000 peacock feathers in foaming acid concluderà infine la serata.
PLATEAUX FESTIVAL 2009
SCREENINGS: VISUAL MUSIC / +39:CALL FOR ITALY
20 - 21 NOVEMBRE 2009 - TURUN (POLONIA)
Plateaux Festival è un festival di 4 giorni, dal 19 al 22.11.2009 a Torun e Bydgoszcz (Polonia), che presenta gli artisti multimediali più attuali e interessanti, lavori audiovisivi pluri-premiati a livello internazionale, film sperimentali, musicisti elettronici ed elettroacustici, e vjs. Digicult è stato incluso nel programma del festival con 2 videoscreening, curati da Claudia D'Alonzo (+39:Call for Italy Videoscreening) e Marco Mancuso (Visual Music). Gli screening saranno proiettati nelle serate di Venerdì 20 e sabato 21 Novembre. The +39:Call for Italy videoscreening è la selezione di video relativa all'omonimo progetto +39:Call for Italy, mentre Visual Music è lo screening che è stato estratto dalla lunghissima selezione curata per Dissonanze 06
CONFERENCE: STELARC E MARCELI' ANTUNEZ ROCA
23-26 OTTOBRE 2009 - LUGANO
La Bellezza remixata, è il primo appuntamento di un programma triennale (2009-2011) di festival interdisciplinari, laboratori produttivi, workshop e tavole rotonde con ospiti internazionali. Interpreti cult della scena cyborg internazionale, Marcel.lì Antùnez Roca, tra i fondatori de La Fura dels Baus, e Stelarc, artista e performer australiano,
presenteranno spettacoli e performance, terranno laboratori produttivi rivolti a giovani artisti e per la prima volta al mondo si incontreranno per un testa a testa che metterà a confronto il loro percorso artistico e di ricerca su temi come l’ibridazione, la sistematurgia, il cyborg. Intervengono: Pier Luigi Capucci, Tommaso Trini, Marco Mancuso, Carlo
Infante, Maria Grazia Mattei
Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, presenta "La Porta di Milano" , un nuovo progetto architettonico per la realizzazione di un'opera d'arte che contribuirà a cambiare il volto dell'aerostazione di Malpensa. La "Porta di Milano”, che prenderà vita tra l’aerostazione di Malpensa e la stazione ferroviaria del Malpensa Express, sarà un’area di grande impatto creativo, di perfetta fusione tra arte e architettura, con la quale Milano accoglierà in maniera originale tutto il mondo: un percorso sensoriale che arriverà al cuore e alla mente dei viaggiatori.
Il bando di concorso, che ha l'obiettivo di coinvolgere il mondo dell'architettura e del design non solo italiano ma anche internazionale, prevede la creazione di uno spazio di alto valore estetico che rappresenterà virtualmente la porta di accesso alla città di Milano. Per la realizzazione dell'intera opera è previsto un investimento pari a 1,7 milioni di euro.
Nuovamente alla House of World Cultures di Berlino, il festival transmediale.10 FUTURITY NOW! analizza come l'evoluzione di internet, delle pratiche di global network, le metodologie open source, il design sostenibile e le tecnologie mobile, siano oggi in grado di creare strutture culturali, ideologiche e politiche. Dal 2 al 7 Febbraio 2010 - in un anno emblmatico per le immagini passate del futuro - il festival presenta conferenze, workshops, screenings, performances e mostre dedicate alla crisi di identità di cui il futuro sembra fare esperienza attualmente. transmediale.10 invita quindi artisti, scienziati, media activists, pensatori e visionari a chiedersi non cosa il futuro abbia in serbo per noi, ma cosa noi abbiamo in serbo per il futuro?
SONIC ACTS XIII
AMSTERDAM: 25 FEBBRAIO - 25 MARZO 2010
Sin dalla sua nascita nel 1994, il festival annuale Sonic Acts ha esaminato, si è posto domande, ha messo in mostra gli sviluppi storici negli ambiti più estremi dell'arte, della tecnologia, della musica e della scienza. La tredicesima edizione del Sonic Acts avrà luogo ad Amsterdam dal 25 Febbraio al 25 Marzo 2010 al Paradiso, De Balie, Netherlands Media Art Institute/Montevideo (NIMk) e Steim.
Il titolo di questa edizione del Sonic Acts, Le Poetiche dello spazio, è la traduzione de "La poétique de l’espace", libro del filosofo Francese Gaston Bachelard, pubblicato nel 1958. In questo testo, Bachelard spiega in modo meticoloso l'influenza dello spazio e dell'architettura sull'individuo, fornendo implicitamente delle idee per una nuova forma di architettura fondata sull'esperienza e l'immaginazione, piuttosto che sulla scienza e la funzionalità.
Martedì 2 Febbraio 2010 alle 5.30 del pomeriggio, Dissapore presenta Beggar’s Food | Ho fame/ Hai fame?, una performance sviluppata dall'artista Franca Formenti e creata in collaborazione con il direttore di Dissapore, Massimo Bernardi. L'evento è stato ricavato da FoodPower, un progetto creato dalla stessa Franca Formenti nel 2007 e sviluppato attraverso una serie di azioni e performance attraverso cui ripensare il cibo, inteso come lo strumento centrale di un meccanismo di potere. FoodPower è un work in progress di azioni e situazioni che coinvolgono pubblico e professionisti del mondo del cibo, di incursioni creative che agiscono sui molto modi di fare esperienza con il cibo e con le dinamiche e i comportamenti che esso produce.
Questa sezione è sviluppata in collaborazione con Sagasnet - http://www.sagasnet.de/. Sagasnet è
un network di professionisti, indipendente e
no-profit, coinvolto nello sviluppo e nella produzione di contenuti interattivi, nato da un'iniziativa di promozione culturale dell'European MEDIA Training Programme della Comunità Europea.
LEONARDO SOLAAS
JOSE' MANUEL BERENGUER
CARLOS CASAS
DAVID COHN
PAOLA BIANCHI
BIENNALE CROATA 09
ART TECH MEDIA 09
BENNET PIMPINELLA
ISABELLE CHOINIERE
DONNE IN VIDEOGIOCO
OPEN EDUCATION
GUMMO
PASSIONE E MODA
AWARE OBJECTS
PAST ISSUES:
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DIGICULT VIMEO PAGE
Digicult raccoglie nel proprio account di Vimeo, una serie di contributi video che fanno riferimento agli artisti coinvolti nelle attività dell'agenzia Digimade, agli artisti internazionali che gentilmente ci concedono i diritti di pubblicazione del loro video, nonchè agli eventi artistici e culturali a cui Digicult partecipa
contributi video :
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PETITION ONLINE
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