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| Bio Art - Art+science |

NOWHERE GALLERY - MILANO
FINO AL 14 NOVEMBRE 2009

Cinque fotografie e un video riflettono sui repentini cambiamenti della natura. Immagini a metà fra radiografie e fotoritocco che rivelano la metamorfosi e le mutazioni di alcune specie in via d'estinzione...
Nuovo spazio e nuovi artisti per la Nowhere Gallery, che da via Moscova si sposta in via Caravaggio. Un piccolo laboratorio aperto alla sperimentazione e alle commistioni fra arte e scienza, ed esperienze riconducibili a un'unica intenzione: l'indagine critica sul mondo a livello politico, sociale e ambientale.
S'inizia con Brandon Ballengée (Sandusky, Ohio, 1974; vive a New York), artista fra i protagonisti della cosiddetta bio-arte e biologo-ricercatore egli stesso. Si spiega così la validità e l'autenticità di certi esperimenti, perché quando l'arte sconfina nella scienza, di quest'ultima bisogna avere padronanza. E le strumentazioni impiegate - contrariamente a quanto si pensa - non coincidono con l'opera, ma diventano appunto semplici mezzi o, meglio, conoscenze acquisite, per indagare e raccontare altro.
I Monstres Sacré descritti nelle fotografie di Ballangée, infatti, non sono - come potrebbe sembrare dal titolo - temibili creature, ma semplici anfibi che, a causa dell'inquinamento e di altri gravi fattori ambientali, si presentano morfologicamente differenti rispetto alle specie comunemente conosciute. I Malamp, mutanti che abitano in aree paludose, e che nell'esposizione sono mostrati nel video Malamp_Uk, resoconto di un workshop condotto nello Yorkshire nel 2008, diventano "monster" nel senso di animali leggendari (come le chimere o gli unicorni), e "sacred" non perché sovrannaturali, ma perché intoccabili.

Già a partire dal 1996 Ballengée è impegnato in quest'articolata ricognizione delle malformazioni di anfibi e insetti e, in particolar modo, della loro rapida e globale estinzione. Attraverso una serie di stampe Iris, ottenute ad altissima definizione da studi di laboratorio sulla metamorfosi animale - e dunque uniche, poiché unica è la malformazione - l'artista mostra le anomalie della contemporaneità, frutto di azioni umane invasive che nel tempo hanno modificato l'ambiente.
Le opere si presentano come scansioni di apparati scheletrici di anfibi, volte ad analizzare i diversi tessuti degli organismi presi in esame, e le cui malformazioni, attraverso pratiche laboratoriali proprie della biologia, appaiono coloratissime. Blu fosforescenti sono ad esempio le cinque zampe della Great Crested Newt inglese, o psichedeliche le viscere della Natterjack toad, altra specie in pericolo.
Nella ricerca di Ballengée non c'è però intenzione di creare stupore e disgusto nello spettatore, quanto invece d'informarlo sui processi di crescita e trasformazione degli organismi analizzati: caratteristiche in ogni caso della natura nella sua capacità di adattarsi e organizzarsi a seconda delle varianti infinitesimali che possono intervenire, e che, in fondo, già Darwin aveva delineato nella sua teoria dell'evoluzione.
Una riflessione su tutte: arte o scienza che sia, con il suo lavoro l'artista può ancora accrescere la soglia d'attenzione sui temi di difesa del mondo. Con dichiarazioni di rispetto verso l'alterità.
http://www.nowhere-gallery.com/gallery/
http://greenmuseum.org/artist_index.php?artist_id=19
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Benvenuti su Digicult, piattaforma culturale ed editoriale online/offiline, creata allo scopo di diffondere l'arte e la cultura digitale. Digicult si focalizza sull'impatto delle nuove tecnologie e delle scienze moderne sull'arte, il design, la cultura e la società contemporanea. Il progetto Digicult è stato fondato ed è diretto da Marco Mancuso e si basa sulla partecipazione di oltre 40 professionisti che rappresentano il primo Network in Italia di giornalisti, curatori, critici e artisti.
Per saperne di più sul progetto Digicult, è possibile leggere alcune lunghe interviste fatte negli ultimi mesi: quella concessa per Lab For Culture, quella per il Blog Elektra, quella per il progetto Vj Theory e l'ultima per la rivista Russa Art-Manager. Qui potete leggere i Credits del progetto, e qui consultare il nostro Archivio ricco di articoli, e potete contattarci a redazione@digicult.it |
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POWER PERFORMANCE
Creato per il Mutek presso il Monument National nel Maggio 2009, POWEr è una performance che si basa sulle perturbazioni di un campo elettromagnetico ad alto voltaggio. |
SKETCH-A-MOVE
Sketch-a-Move è un progetto di 5 settimane che la designer Loiuse Victoria Klinker ha sviluppato insieme a Anab Jain. Il brief al progetto è stato dato dalla Mattel Hotwheels |
BUSCANDO SR.GOODBAR
Buscando Al Sr. Goodbar della vincitrice del premio di Transmediale Michelle Terran, è un viaggio attraverso la Murcia, alla ricerca degli autori di alcuni video di YouTube. |
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DIGITAL ZOETROPE
Troika ha ricevuto da onedotzero la commissione di creare un'installazione specifica nonchè l'identità visiva sul tema dell'edizione di quest'anno del festival 'Citystates'. Optando sull'idea di creare l'installazione e l'identità integrate l'una dentro l'altra, Troika ha progettato una moderna zoetrope digitale.
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SILICON DREAMS
La mostra Silicon Dreams: Art, Science and Technology in the European Union, avrà luogo a Tabakalera in Donostia-San Sebastián. Esplora la convergenza di questi tre campi dalla prospettiva di un gruppo di artisti invitati
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CALL FOR ABSTRACTS: POLITICS OF DIGITAL MEDIA
Una call per presentare abstract per un libro sulla nascita, l’interpretazione e il ruolo dei media digitali per fini politici nei Balcani e nel Medio Oriente. L’intento è di offrire una visione d’insieme degli utilizzi politici dei new media in queste due regioni
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555 KUBIK
555 KUBIK "Come sarebbe se una caa potesse sognare" Il concept di questo progetto deriva in modo consistente dall'architettura sottostante - la concezione teorica e il visual pattern della Hamburg Kunsthalle
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CALL: CYNETARTS
TMA Hellerau ospita la call internazionale per il Cynetart, festival di arte digitale e tecnologia, che avrà luogo a Dresda, invitando artisti e gruppi a presentare i loro lavori. La call sarà estesa fino alla fine di Marzo 2010
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INJECT BY HERMAN KOLGEN
Herman Kolgen ha iniziato il progetto INJECT nel 2008. La genesi del materiale visivo principale di questo progetto è stato un unico shoot, all'interno di una enorme cisterna piena d'acqua, della durata di 6 giorni.
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LIGHT BULB
light bulb è una lampadina accesa e lievitante. La lampadina galleggia stabilmente a mezz'aria e rimane accessi per anni senza alcun collegamento elettrico, alcuna ricarica, o batteria, con un consumo della metà di una normale lampadina a incandescenza
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UCLA SCI | ART NANOLAB 2010
LOS ANGELES: 21 GIUGNO / 2 LUGLIO 2010
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Sci|Art NanoLab e' un corso estivo di due settimane organizzato dal dipartimento di Design e Media Art e il Nano Systems Institute alla California University di Los Angeles. Il corso indaga gli aspetti creativi della ricerca scientifica a innovazione con lezioni, screenings, workshops e visite a laboratori scientifici. Gli studenti avranno l'oppportunita' di provare con mano l'impatto delle scienze sull'arte contemporanea, con un enfasi particolare sulle nuove scienze: bio e nanotecnologie. Il corso e' finalizzato alla presentazione di un proposal artistico o una una ricerca scientifica che ogni studente avra' l'oppportunita' di presentate al termine delle due settimane. E' aperto a studenti di scuole superiori e lauree primo livello e vale 4 crediti formativi.
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OFFF FESTIVAL
PARIGI: 24-26 GIUGNO 2010
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Sin dal 2001, il festival OFFF si è tenuto a Barcellona, divenendo in breve tempo l'evento stimato e di tendenza che è oggi. La rassegna di tre giorni, mette in mostra quest'anno per la prima volta a Parigi, i più importanti artisti digitali, del web, della stampa, gli interactive designer, gli studi di motion graphic e i nuovi talenti musicali. Offf sta diffondendo la voce di una nuova generazione di creativi che stanno sfondando tutti i limiti: quelli che separano l'arena commerciale dai mondi dell'arte e del design, la musica dall'illustrazione o l'inchiostro e i gessetti dai pixel. Gli artisti che sono nati con il web e che ricevono ispirazione dagli strumenti digitali, vengono stimolati anche nel caso in cui la loro tavolozza non sia necessariamente uno schermo. Il festival Offf garantisce quindi uno sguardo dall'interno di tutte le piattaforme culturali dei media.
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paolo manzelli | pmanzelli@gmail.com | www.edscuola.it/lre.html
27 Ott 2009 at 06:11