
INSTITUTE OF CONTEMPORARY ARTS - DUNAUJVAROS
FINO AL 20 NOVEMBRE 2009

Curatori:
Beata Hock and Franciska Zolyom
Artisti presenti:
Julius von Bismarck (D), Scott Blake (US), budapest reconstruction (H), Ondrej Brody (CZ), Jan Budaj (SK), Ildiko Enyedi (H), VALIE EXPORT (A), Exterra XX (D), U.R.A. FILOART, Ion Grigorescu (RO), Andris Grinbergs (LV), Igor Grubic (HR), Hungarian Two-Tailed Dog Party (H), IRWIN (SLO), Istvan Kantor (CND), Judit Kele (H/F), Andreja Kuluncic (HR), the project Künstler informieren Politiker (D), Ivank Lazki (AR), Zbigniew Libera (PL), New Collectivism (SLO), Orange Alternative (PL), Tanja Ostojic (RS/D), Ewa Partum (PL/D), Pro Agit I and II (Zygmunt Piotrowski; KwieKulik) (PL), Tamas St.Auby (H), Janos Sugar (H), The Yes Men (US), Untergunther (CH/F), Zelimir Zilnik (RS)
La mostra Agents & Provocateurs indaga alcune forme di confronto, l’azione e la provocazione, ritenute entrambe atteggiamenti artistici di dissenso. Il progetto esplora fino a che punto queste posizioni dimostrano di essere forme attuabili di protesta in contesti politici differenti e in continua trasformazione. A cominciare dagli scenari controculturali dell’Europa centro orientale socialista, la mostra si chiede che tipo di potenziale critico hanno avuto realmente le posizioni artistiche di dissenso nel tempo, considerando la provocazione e l'irritazione come frequenti veicoli di sfida dell'artista.
Questa posizione “di dissenso” è stata una scelta consapevole o sono stati gli stretti confini di un regime repressivo a generare quindi pensatori dissidenti? Gli artisti sono entrati in relazione con vari aspetti della realtà sociale sotto un ordinamento politico autocratico, o si sono piuttosto concentrati sulle violazioni della loro libertà artistica e individuale?
Agents & Provocateurs si chiede poi in che modo le strategie d'opposizione durante i periodi socialisti determina oggi l’assenza o la presenza di posizioni artistiche critiche, e come sono collegate alla trasformazione di una cultura politica intesa in modo più ampio. Nel contesto dell’ambita democrazia, l'individuo è pronto a trarre vantaggio da una situazione in cui la gestione del potere democratico, in teoria, non mira più a infantilizzare, mettere a tacere o paralizzare gli individui dotati di coscienza critica, ma li considera come potenziali attori sociali?

Un clima politico mutato incentiva strategie che non siano solo sfida, protesta e antagonismo per esprimere il malcontento? La continua attività di provocazione all’interno delle democrazie politiche si presenta sostenibile o disfunzionale, oppure riproduce dei modelli di pensiero e azione acquisiti sotto un sistema oppressivo?
Di certo, qualsiasi sistema politico, economico, sociale o culturale presenta caratteristiche oppressive e gerarchie inique. Agents & Provocateurs si chiede pertanto in che modo gli atteggiamenti critici hanno davvero bisogno di essere riconfigurati più volte per arrestarle. La mostra presenta casi in cui chi lavora in ambito culturale non resta passivamente una vittima, un testimone o un commentatore di eventi; casi in cui queste persone non soltanto avanzano una critica o vanno alla ricerca di questioni sconvolgenti, ma agiscono mettendo in movimento la loro azione. L'accento è posto sui casi in cui l’artista si pensa come agente sociale e desidera lavorare politicamente con il “nemico”.
I casi provenienti soprattutto dall'Europa centro orientale saranno affiancati e accentuati da esempi contemporanei provenienti da contesti con culture politiche differenti.
Piuttosto che una mostra itinerante, è in programma un “kit della mostra” o “archivio mobile” che renderà l’esibizione immortale. L’archivio – in parte disponibile sul sito web del progetto – prevederà materiale aggiuntivo accumulato durante la preparazione e la ricerca, e sarà dato in prestito alle scuole d'arte e agli istituti di tutto il mondo.
Il materiale raccolto prende vita tramite workshop e moduli didattici organizzati in collaborazione con la rete di artisti ed esperti creatasi durante il processo di realizzazione del progetto.
http://www.agentsandprovocateurs.net/
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