
OFFICINE MARCONI - ROMA
11 OTTOBRE 2009

Romaeuropa:Notte Digitale è una notte intera dedicata a conoscere ed esplorare la seduzione digitale, il fascino di video, musica, performance, improvvisazione, che si avvicinano e dissolvono in un universo creativo virtuale, instabile e in movimento. Il velocissimo sviluppo dei computer, che di giorno in giorno accresce il potenziale di queste macchine, permette di inventare, organizzare, manipolare suoni e immagini, sincronizzare i più diverso marchingegni e ottenere tutto questo in tempo reale. Ryoji Ikeda, Charles Atlas, Gina Czarnecki, Ulf Langheinrich e il musicista Fennesz rappresentano diverse facce degli approcci inventivi che germogliano intorno alla tecnologia informatica.
Artista britannica oggi residente in Australia, per realizzare le sue opere Czarnecki collabora con programmatori, danzatori, musicisti e ingegneri del suono. Partendo da filmati e video realizzati ad hoc, la vera peculiarità di Czarnecki risiede nell'accudire ogni singolo fotogramma delle sue installazioni, perfezionandolo con un'opera di limatura, rifinitura e filtraggio attraverso le tecnologie informatiche. Le sue opere sono arazzi brulicanti d'immagini digitali, una metafora dell'umano e del vivente cui non è estraneo l'interesse di Czarnecki per le bioscienze.
Non sorprende allora che in uno dei titoli presentati, Spintex , Czarnecki collabori con Ulf Langheinrich, fondatore assieme a Kurt Hentschläger del duo Granular Synthesis. Caratteristica di Langheinrich è avvolgere lo spettatore, qualche volta arrivando a sopraffarne l'apparato sensoriale.
Di una performance audiovisuale sono protagonisti anche Charles Atlas e Fennesz: Atlas si è affermato per il pionieristico accostamento di video e performance dal vivo, come è avvenuto per le sue collaborazioni con Merce Cunningham e Antony and the Johnsons. Spicca nel suo lavoro il trattamento sporco delle immagini, spesso icone del nostro tempo che provengono da film, video, attualità, tutte risemantizzate anche attraverso l'irruzione di segni elettronici e sospese nella suggestiva temporalità della musica di Fennesz.
Datamatics [ver.2.0], il concerto audiovisuale con cui Ryoji Ikeda ha ottenuto notevoli riconoscimenti di critica e di pubblico, è costruito intorno a pure sequenze di dati che sono all'origine di musica e di immagini. L'immaginario di Ikeda, generato tramite computer, procede attraverso dimensioni multiple, accompagnato da una meticolosa stratificazione di elementi sonore capace di produrre uno spazio immenso, apparentemente sconfinato.
Tutti i lavori presentati nella serata sono prodotti da Forma, agenzia britannica che lavora in stretta collaborazione con i suoi artisti impegnati a esplorare nuovi modi di avventurarsi nell'arte contemporanea.
Oltre gli universi digitali, la notte prosegue con le calde sonorità del live set di Gilles Peterson , colui che ha saputo fondere la world music con l'elettronica.
Charles Atlas, filmaker, pioniere delle contaminazioni fra media e danza, ha creato per il cinema, il teatro, la televisione e per alcuni prestigiosi musei. Noto per le sue collaborazioni con coreografi, ballerini e performer del calibro di Michael Clark, Diamanda Galas, Merce Cunningham, Antony and the Johnsons.
Fennesz usa la chitarra e il computer per creare pulsanti forme sonore elettroniche di enorme varietà e complessità. Le sue inebrianti e luminose composizioni sembrano quasi la delicata registrazione telescopica della vita di un insetto della foresta pluviale, somigliano ai naturali movimenti atmosferici, un senso di naturalismo permea ogni pezzo. Ha collaborato con Ryuichi Sakamoto, Peter Rehberg, Jim O'Rourke e con David Sylvian.
Ulf Langheinrich, videoartista, utilizza per le sue creazioni sofisticati programmi di post-produzione che scompongono immagini e suono per indagare la matericità dei media con i quali lavora.
Ryoji Ikeda, esponente di spicco della scena elettronica giapponese, è affascinato dai componenti minimi delle frequenze e delle caratteristiche essenziali del suono. Nei suoi concerti, integra sempre suono e simbolismo visuale.
Gina Czarnecki britannica i suoi lavori, sviluppati in collaborazione con esperti di biotecnologie, programmatori informatici, danzatori e compositori, mescolano generi e piattaforme diverse.
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