L’inizio del XXI secolo è caratterizzato dalla pressante consapevolezza delle problematiche ambientali. Di fronte alla minaccia del surriscaldamento globale, i risultati della ricerca scientifica sono...
Viviamo e sfruttiamo in tutto e per tutto la simulazione. Nella routine giornaliera ci immaginiamo situazioni, eventi, progetti demandandoli al futuro: ci inventiamo dei mondi per poi metterli alla prova...
Robots at Play è un festival annuale, che ha lo scopo di promuovere l’interesse per la robotica nel campo dell’educazione, della ricerca e del commercio
Biorama è un evento di un giorno che illustra le nuove direzioni nell’arte, nella scienza e nella tecnologia unendo autori che esplorano i concetti di vita, scienza e realtà digitali
Foxy Production presenta Networked Nature, un'esibizione di gruppo che esplora la rappresentazione della "natura" attraverso la prospettiva di una cultura di network. La mostra include lavori...
Workshop parte del più grande evento Días de Bioarte 06 di Barcellona ed è preparato da Oron Catts e Ionat Zurr of SymbioticA - The Art&Science Collaborative Research Laboratory
The Australian Network for Art and Technology presenta una serie di media art exhibitions, eventi, forum e workshop, atti a esplorare le connessioni possibili e gli interventi di media art nelle nostre...
Interactive Institute organizzò un workshop in cui cinque artisti collaborarono con ingegneri dell'istituto stesso. Il progetto era un esperimento al confine tra arte e tecnologia.
Le comunità artistica e tecnologiche più influenti si riuniscono per celebrare la prossima dimensione della creatività e dell'innovazione con una serie di anteprime mondiali, concerti, esibizioni e conferenze
Questa esibizione esplora i concetti di essere e desiderare in una società governata dalla nostra immersione corporea all'interno di una realtà ubiquita e onnipresente.
Roger Malina rappresenta una delle più brillanti e affascinanti menti che operano nel dibattito tra arte e scienza. Dal suo osservatorio privilegiato della rivista del MIT Leonardo segue il fenomeno dell'avvicinamento delle 'due culture', quella umanistica e quella scientifica, con un occhio e una precisione che pochi possono avere. La nascita e la crescita del network della telematica lo ha posto al crocevia di questo interessantissimo dibattito a cui contribuisce dall'Osservatorio di Astrofisica di Marsiglia.
Personalmente ho visto Malina presentare al Simposio Reviewing the Future nel 2007 a Montreal e sono rimasto impressionato dalla capacità comunicativa che rivela e dalla passione con espone nel dimostrare agilmente delle tesi che per tutti coloro che ipotizzano e ricercano un'arte intenzionale dove la ricerca e la filosofia si fondono con la creatività sono centrali.
La sua tesi è che il 97% del contenuto di materia ed energia dell'universo è sconosciuto, nel senso che non è percepibile né direttamente né indirettamente (in forma tecnologicamente mediata) dai nostri sensi. Sappiamo comunque che esiste estrapolando dei dati. Questa porzione di universo - la stragrande maggioranza - è infatti nota sotto il nome di "dark universe". Dato che il cosmo è una dimensione ormai consueta, anche per una miriade di ragioni concrete (voli spaziali, energia dallo spazio, comunicazione satellitare, esperimenti scientifici...), è necessario "gettare uno sguardo" anche là dove i sensi e i tecnosensi oggi non ci dicono nulla. (da PLC per noema)