
ROYAL INSTITUTION OF GREAT BRITAIN - LONDRA
FINO AL 21 NOVEMBRE 2008

Crossing Over -
Manipolazione Genetica e Bioingegneria, è una mostra di arte contemporanea del Royal Institution of Great Britain, che si focalizza sulle tematiche della manipolazione genetiva e della bioingegneria. Riunendo arte, design e scienza, i lavori di dodici artisti e designers, investigano le metafore, le potenzialità e le ansie all'interno di quest'area ampiamente dibattuta.
I differenti approcci e soggetti affrontati dagli artisti, riflettono il respiro e la complessità delle bioscienze, con un dinamismo che allaccia il passato con le speculazioni attuali della clonazione, delle cellule cerebrali interattive, degli animali clonati che fanno riferimento alla ricerca transgenica e dei ritratti bioluminescenti.
Crossing Over si confronta con le tematiche dell'arte, del design e delle biotecnologie, ponendosi domande sui confini tra biologico e biotecnologico, umano e non umano, soggetto e oggetto. La mostra si pone come un momento importante nel dibattito della bioscienza, riflettendo su questo tempo di intensa speculazione e paura, sulle leggi parlamentari e sui rapidi sviluppi.
I lavori multidisciplinari, tutti sviluppati nello specifico per la mostra, sono mostrati all'interno del palazzo appena ristrutturato della Royal Institution. Coinvolto in una lunga storia di scoperta scientifica, la Royal Institution fornisce un supporto considerevole alla mostra, con lavori che si inseriscono all'interno degli spazi pubblici del palazzo. Posizionati all'interno degli spazi della libreria, adornando il grande e opulente ingresso, all'interno delle collezioni storiche dell'istituzione, e mostrati anche nell'atrio spazioso, i lavori creano un vero e proprio viaggio di scoperta per il visitatore.
Curatori: Dr Caterina Albano (Artakt, Central Saint Martins College)
e Rowan Drury. Consulenti scientifici: Prof. Richard Ashcroft (Queen Mary College);
Dr Chris Mason (Advanced Centre for Biomedical Engineering,
UCL) e Prof. Sarah Franklin (Bios Centre, London
School of Economics).
Lista dei lavori
Il regista Phoebe von Held prende come punto di partenza il testo del diciottesimo secolo di Denis
Diderot, D'Alembert's Dream. L'animazione risultante interlaccia le prime speculazioni sulla clonazione con lo sguardo scientifico più attuale, e rivela quindi le similarità tra le paure del passato e del presente.
Material Beliefs, un collettivo di designers (Elio Caccavale, Tobie
Kerridge, James Auger, Jimmy Loizeau, Aleksandar Zivanovic, David Muth
e Susanne Soares) che collabora con alcuni scienziati, hanno creato un display di prodotti e strumenti biotecnologici per confrontarsi con alcune potenziali situazioni rese possibili dei progressi nelle bioscienze: un interfaccia per interagire con una cultura di cellule cerebrali create in laboratorio; un gruppo di robot carnivori; un sistema che usa le tecnologie di monitorizzazione della vita per la sopravvivenza delle condizioni di un bambino.
Eggebert e Gould hanno coltivato un paio di agnelli clonati, curiosi e grotteschi. Con riferimento all'antico mito Greco (un agnello che cresce da una pianta), il lavoro contempla la ricerca transgenica e le nozioni di manipolazione delle forme di vita.
La scultura di Alex Bunn, "Quaibrid", esplora le possibilità di rimodellamento e manipoliazione dell'immagine del corpo. L'opera è formata usanto la topografia di scansione medica ad alta risoluzione su differenti tessuti del corpo, che sono fusi con componenti architettonici per creare un unico ritratto ibrido.
Il mito della fontana dell'eterna giovinezza, è usato da Carl Stevenson per esplorare le ansie sull'accrescimento genetico e la biotecnologie rigenerative. Il suo film ipnotico, compone e decompone parti corporee plastiche. Le lenti della camera si soffermano sulle linee e pieghe più nascoste della pelle prima che il getto di una fontata li dissolva rapidamente.
Gli "Zebra fish" sono i protagonisti della installazione digitale di Kathleen Rogers. Una video microscopia degli embrioni dei pesci mutati artificialmente, spiattellati su diversi schermi, riflette sulle interconnessioni dell'evoluzione che uniscono i pesci zebra con gli uomini.
"Exploring the Invisible" di Anne Brodie, utilizza la bioluminescenza, un battere usato per la ricerca medica, che include analisi non invasive delle cellule cancerogene, per creare una serie di ritratti fotografici. Il battere è usato come unica fonte di luce e i ritratti risultanti, proiettati nel teatro della Roya Institution, sono sviluppati grazie al cono di luce emesso dal battere, suggerendo quel processo di comunicazione intercellulare che è poi l'origine della luminescenza
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