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TATE MODERN STARR AUDITORIUM - LONDRA

13 LUGLIO 2007

 

 

Questo simposio internazionale unisce alcuni dei principali artisti media al mondo, teorici e ricercatori per esplorare l'interazione in tempo reale nei media elettronici. Negli ultimi anni le teorie sul network hanno iniziato a dare forma al nostro pensiero sul piano delle tematiche sociali e culturali. Questo evento fa emergere le strategie artistiche e le forme d'arte coinvolte con queste idee.

Contributi di: MARK AMERIKA, ALEXANDER R GALLOWAY, ANDREA ZAPP, KELLI DIPPLE, KATE RICH AND PAUL SERMON.

Concezione dell'evento di Kate Southworth, sviluppato in collaborazione con la Tate Modern e iRes (Research in Interactive Art & Design) dell'University College Falmouth.

 

Programma

10:15 saluti di benvenuto ed introduzione (Kate Southworth)

10:30 Sessione 1: COunter-Narratives Mark Amerika: Remixology, Hybridized Processes, and Postproduction Art: A Counternarrative

In questo intervento, l'artista e teorico Mark America mescola narrativa personale, indagine filosofica, teorie spontanee e fictions cyberpunk che investigano l'emergere delle identità costruite digitalmente, le persone fictionali, i metadata esperienziali, le mitologie narrative e i networks collaborativi.

11:30 Andrea Zapp: For We are Where We are not: Mixed-Reality Narratives and Installations

La pratica di Andrea Zapp si focalizza sulle installazioni negli ambienti chiusi della galleria che sono collegate ad un network digitale, spesso attraverso componenti di sorveglianza tecnologica. Attualmente si concentra anche sulle estetiche del modello e della miniatura come formato di espressione e di architettura narrativa; scale piccole o variabili diventano un altro motivo di discutere gli spazi virtuali e personali della memoria e dell'identità.

12:15 Kelli Dipple: ... duration, distribution and participation _ the performative-emergent narrative

Concentrandosi su esempi del lavoro di artisti contemporanei, questa presentazione osserverà una nozione di performatività nel contesto della pratica trasversale artistica e curatoriale. Dando esempi tratti dalla contro-narrativa emergente; dimostrati attraverso l'interazione, la partecipazione, gli interventi e le interfacce, che effettivamente penetrano la modalità di una esposizione, la durata, la funzionalità ed il design.

14:00 Sessione 2 Counter-protocols Alexander R Galloway: Counter-Protocol

Nel suo intervento, Alexander Galloway ci chiede di immaginare una mostra di computer virus. In che modo potrebbe essere curata un'esposizione del genere? Potrebbe consistere nella documentazione dei virus noti o dei virus che vivono migrando? Potrebbe risultare più come un archivio oppure come uno zoo? Dopo di ciò immaginiamo una mostra diversa: un'esposizione museale dedicata alle epidemie. Di nuovo, in che modo potrà essere curata un'esposizione della malattia? Dovrebbe includere i microbi attualmente virali (una sorta di “menagerie batterica") oltre alla documentazione delle epidemie nella storia? In questa relazione Alexander Galloway esplora un'estetica “anti-protocollo” ed il modo in cui essa si relazioni al panoramam contemporaneo dell'arte.

15:05 Paul Sermon “Il mio lavoro nel campo delle arti telematiche esplora l'emergere di una narrativa ad utente-definito unendo i partecipanti remoti in un ambiente condiviso telepresente. Con l'uso delle tecnologie del live chroma-keying e della videoconferenza, due stanze pubbliche o installazioni ed i loro pubblici si uniscono in un duplicato virtuale che si trasforma in uno spazio condiviso e visivo dell'attività. Collegato con una videoconferenza con connessione Internet H.323, questa forma di scambio immersivo interattivo può essere quasi sempre stabilito attraverso due luoghi qualsiasi nel mondo. Come artista sono sia designer dell'ambiente che “direttore” della narrativa, che determino attraverso il milieu sociale e politico che scelgo di giocare in questi incontri di telepresenza”.

16:15 Kate Rich Feral Trade (Import-Export) è un artista che lavora nel mercato del commercio, con sede a Bristol dal 2003. questo processo è chiamato Feral Trade, per distinguerlo dagli altri metodi come Fair o Free. Feral Trade forgia nuove e selvagge vie di commercio nei territori ibridi del business, dell'arte e dell'interazione sociale. I beni si muovono su percorsi sociali, evitando canali ufficiali delle catene di distribuzione con presenza per il sistema dei trasporti manuali, spesso usando altri artisti o curatori come trasportatori. Questa infrastruttura di distribuzione è modellata sul protocollo email “store and forward” (conserva ed inoltra), e propone l'ulteriore potenziale trasposrto dei movimenti sociali e culturali in rete come un'alternativa variabile per un servizio di trasporto regolare (furgoni bianchi, carrelli del supermercato, Parcelforce, DHL).

17:05 Tavola rotonda

17:50 Chiusura (Kate Southworth)

18:00 Aperitivo finale.

 

 

www.tate.org.uk/modern/eventseducation/symposia/8896.htm

www.ires.org.uk



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